Nella Galleria dei personaggi ai quali dovrà ispirarsi la Costituente Laica Liberale e Socialista quando si terrà, un posto d’onore dovrà essere riservato a Gerhard Schroeder, socialdemocratico, Cancelliere della Germania dal 27 0ttobre 1998 al 22 novembre 2005.
Non solo perché ha governato bene. Il motivo più importante è un altro: che, preso ad esempio, potrebbe dare ai laici liberalsocialisti italiani, una volta che abbiano dato vita ad un autonomo soggetto politico, la dote rara, nel nostro Paese, della serietà e della credibilità.
Schroeder, leader della SPD, doveva fare i conti in continuazione con Oskar Lafontaine, una specie di Bertinotti tedesco. Solo che militava nel suo stesso partito.
Ebbene, lui non fece come si fa in Italia. Niente trucchi, effetti virtuali, far finta di non sentire e vedere. Lafontaine avanzava in politica estera, economica, del lavoro, più o meno le stesse proposte dei nostri comunisti e verdi. Schroeder in quattro e quattro otto lo mise tra l’uscio e il muro tanto che Oskar dovette dimettersi dal governo dando vita ad una scissione e facendo concorrenza a sinistra alla SPD. Eppure, nonostante la defezione, Gerhard è stato Cancelliere per sette anni, prima di perdere per un soffio le elezioni che, tuttavia, i democristiani tedeschi non vinsero, tanto che si dovette fare un governo di grande coalizione presieduto da Angela Merkel.
Se nascerà, il nuovo soggetto liberalsocialista dovrebbe prendere esempio dall’ex Cancelliere e promettere solennemente che non accetterà mai compromessi mortificanti come quelli che tutti i giorni devono accettare i riformisti che sostengono il governo Prodi.
Intanto, Pannella e Boselli farebbero bene ad aggiungere il nome di Schroeder a quelli della santissima trinità formata da Blair, Fortuna e Zapatero.
Si troverebbero così a disporre dell’unica strategia capace di risollevarli e dare slancio alla Rosa Nel Pugno. Una strategia che prevede due mosse: uscita dal governo (mantenendo l’appoggio esterno) e, subito dopo, partecipazione alla Costituente laica e liberalsocialista della quale diventerebbero il perno più importante.
Se ancora avessero qualche dubbio pensino a quale strano destino li stia perseguitando. Nessuno riconosce loro meriti per quanto hanno fatto al governo. Mentre vasti riconoscimenti sono venuti alla RNP per due iniziative: quella di Capezzone per l’apertura di una azienda in una settimana; e quella di Turci (con il concorso del prof. Ichino) per monitorare l’efficienza della pubblica amministrazione. Si tratta di iniziative parlamentari, per le quali non è indispensabile la presenza al governo. Dove, al contrario, la RNP ha rimediato una figuraccia da brividi con il vice-ministro agli Esteri Intini che ha sollecitato la maggioranza a non approvare la relazione del ministro della difesa su Vicenza pernon dispiacere a Verdi e comunisti!
Nicola Cariglia

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