Ma io credevo che il conte lo avesse portato la cicogna l’anno scorso. Era così taciturno, mangiava e dormiva come i fantolini. Quelli più bravi tanto adorati dai genitori che possono farsi i fatti loro. Chissà per quanto tempo potrà e dovrà gestire gli affari correnti. Non è dato saperlo ma si prevede longo tempore.
Avrei voluto la Bongiorno seconda carica dello stato. Iperattiva intelligente donna con la mente mascolina. Perfetta, a mio avviso. Invece è toccato a una donna sì, la prima alla seconda carica, che non conosco per nulla se non che è, si dice, berlusconiana di ferro. E questo è abbastanza. Evidentemente deve essere per forza un ex magistrato. In questo caso membro del Consiglio Superiore. Un se n’esce. Si vede che senza un cv da magistrato non si può ambire a cotanta carica. E dato che fa pensare alla Serbelloni Mazzanti Viendalmare di fantozziana memoria, la chiameremo amichevolmente Marieli. Da non confondere con la mitica Mariele, naturalmente.
E, della serie parliamo di donne, come sottacere della Giorgia, che ha salvato l’Italia e ha fatto risparmiare il SSN, a rischio per sussulti cardiaci più o meno gravi.
E, dato che hanno deciso diversamente, forse perche la mia preferita è solo avvocato, Matteo due la vorrà ministro della giustizia, spero.
Certo che le cariche istituzionali durano una legislatura intera, per quanto dura, anche se i governi cambiano, dunque premier e ministri sono più a rischio rimpasto.
La terza carica non è male, sempliciotto e un po’ ruspante ma simpatico. Emozionato nel suo discorso di entratura. Carino, uno dei migliori dei penta. Per chi pensa che non li posso vedere. A 18 anni vota per Bassolino e poi per Rifondazione Comunista. Ma noi non abbiamo pregiudizi. Pare anche favorevole a ius soli e adozioni gay. Orbene, se ne vedranno delle belle, oltre che delle balle. Ma sappiamo bene che la carica istituzionale deve essere super partes. Ce lo ha insegnato la presidenta.
Intanto si vocifera che i piddini, arroccati su uno pseudoaventino con il musino, attendono come falchetti che fallisca l’eventuale accordo fra cdx e cinquestelle. E meno male. Ma io ho già avvertito Silvietto bello. Se fa l’accordo coi penta a me ad Arcore un mi ci vede piùùùù. Spero che mi ascolti. Ci tiene molto. Per il piacere di chi crede che il Cavaliere pagasse lautamente tutti i suoi adepti. Mai visto un cent bucato e, il secolo/millennio scorso, cinque lire dato che abbiamo cominciato l’attività ai tempi della lira come dice D’apporto sulle 500 lire caravelle. Uno degli spot più belli in assoluto. “ma allora, nonno che ce sta a fa”.
Magari tornare a quei tempi.
Dunque l’aventino, che alcuni pensano non abbia più quell’accezione primitiva, e qualcuno asserisce di non averla mai pronunciata. Eppure l’abbiamo sentito tutti il neo segretario ad interim piddino pronunciarla.”Guai a noi se immaginiamo l’Aventino”. L’ha pronunciata o no? Nessuno glielo aveva chiesto. Non se ne può più di sentirli dire “abbiamo perso” “ora tocca a voi”, che non si sa se è una promessa o una minaccia. Ma non c’è da crederci. Sanno benissimo che qualcuno li chiamerà. Proprio come loro quando hanno avuto bisogno di Angelino. Sono perfida. Ebbene sì. E non tanto verso Matteoprimo, ora secondo, giovane virgulto un po’ caratteriale e autoreferenziale. Per dirla con il desueto ma ancora rampante re Giorgio “L’Italia vi ha condannato. L’autoesaltazione non ha convinto”. Dopo che proprio lui aveva fornito e imposto il pacchetto regalo avvelenato con tanto di fiocchetti rossi a lui e alla Mariele. Pena il ritiro dell’incarico. Non tanto verso di lui, si diceva, ma verso chi lo ha accompagnato, sbagliando alla grande. No, no faccio nomi, nemmeno se mi strappate le unghie.
E, comunque, chi arriva lì, chi tocca i fili muore. E vengono tirati in ballo anche i familiari. Un prezzo molto alto da pagare. Certo che la posta in gioco farebbe gola a tutti.
Una volta si diceva dopo Silvio toccherà a Matteo. http://www.pensalibero.it/dopo-silvio-tocchera-a-matteo-buon-lavoro-presidente/. A chi toccherà la prossima volta? Giggino o Matteodue ora uno? Eppure l’ambizione, sana e giusta specie a quell’età, li fa andare avanti come treni anche quando le rotaie sono sconnesse e i binari rattoppati col legno se ne manca un pezzetto. Pericolosissimo.
Un paio di commenti di amici feisbukkiani. Speriamo che duri. Non gli amici, FB.
“Amica mia lascia stare. Già il fatto che Grasso e Boldrini sono tornati al loro primogenio stato larvale, napo costruisce il sarcofago con gli ULIVI migliori del Sud, con intarsi di Quercia e decorazioni di Margherita. Ottone dorato raffigurante la Falce e il Martello, lo stemmino di Scalfari e Debenedetti, Stalin e Putin a corollario. (Gorbaciov, no, troppo di destra)”. Cit Alberto Anderi.
“Il PD dichiara che è molto grave che la Lega utilizzi il Parlamento per regolare i conti all’interno della sua coalizione. Parla quel partito che all’atto dell’indicazione del suo allora segretario Bersani di votare Prodi alla presidenza della Repubblica rispose con oltre cento franchi tiratori. Il bue dice cornuto all’asino.”
Nota a margine
Un accenno a una robina che in settimana è successa, offuscata dalle robine di cosa nostra.
“Un’Unione Europea di sepolcri imbiancati, un Nobel per la pace dato erroneamente fuori stagione, la Libia sventrata con una mazzetta per casus belli, una merda di franco ungherese”.
Il piccolo uomo prende finanziamenti dall’uomo nero e poi lo bombarda e lo ammazza.
C’è di peggio? Così forse sperava di abbuiare tutto, sostiene qualcuno.
Come l’ottimo Marcello, Veneziani per gli amici. Un francese piccolo piccolo. “E dire che a noi piaceva Nicolas Sarkozy quando andò all’Eliseo. Piaceva il suo gollismo del terzo millennio, il suo nazionalismo francese benché di origini ellenico-magiare, il suo piglio decisionista, un po’ napoleonico anche nella statura e un po’ mandrillo con le femmes”.
“E un po’ gli invidiavamo la mitica Carlà, il suo corpo, la sua voce sensuale, quando non canta, le sue movenze seducenti, i suoi sguardi perfidi e allusivi, la sua magnifica veduta posteriore.
E non ci piaceva lo sbruffone Gheddafi, il suo dispotismo e Silvio che gli baciava la mano..
E invece, alla resa dei conti, il malfattore infido è apparso Sarkozy e la vittima leale appare ora il povero Gheddafi…”
E ora giù tutti a dire che Il Cavaliere aveva ragione.
Carla Ceretelli

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