
Renzi conclude l’assemblea congressuale di Italia Viva a Napoli nominando la ligure Raffaella Paita coordinatrice nazionale, ma rimanendo lui presidente.
Lancia così la campagna delle europee, Renzi non si schiererà né con i Popolari, né con i Socialisti, ma con i Liberal Riformisti a cui aderisce anche la formazione di Macron.
E il Terzo Polo?
Dopo un’alleanza tra Azione di Calenda e Italia Viva che ottenne alle politiche un modesto 7 per cento e alle successive amministrative in Lombardia e nel Lazio un pessimo risultato, i due leader litigarono ferocemente e ognuno andò per la sua strada.
Adesso è in corso un riavvicinamento, anche frutto della paura di non ottenere il quorum alla prossima tornata. E i sondaggi pare dicano proprio questo. Eppure di fronte a un centrodestra fortemente caratterizzato dalla Premier Meloni e una sinistra che si è affidata alle scelte estreme della Schlein, lo spazio politico per una nuova formazione è assolutamente praticabile.
Anche Letizia Moratti, dopo la sconfitta in Lombardia, ha pensato a questa ipotesi, ma certamente lei non può essere il momento trainante.
Le elezioni del prossimo anno in Europa daranno sicuramente un assetto molto distante da quello attuale. Ne sono una prova le tornate elettorali che si sono tenute negli ultimi mesi negli altri paesi UE.
Proprio in queste occasioni i leader dovrebbero dimostrare di essere tali.
Roberto Caputo

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