“Pape satàn, pape Satàn aleppe!” Cominciò Pluto con la voce chioccia… Non ci sarà domani ad Aleppo per i suoi assediati difensori. Io sono per loro. Le parole di minacciose di Pluto, ricordano l’Inferno che si scatenerà, o si sta scatenando già ora ad Aleppo. Per facile assonanza, per similitudine di parole, Dante ricorda a me quel luogo. Il significato che spiega il Sapegno, è un altro, ma non importa: sarà un inferno lo stesso. Bashar al Assad, farà sua questa battaglia, ma non vincerà la guerra. Sarà destinato come tutti i despoti a morire, o ad andare in esilio e presto anche i suoi amici cinesi lo abbandoneranno. Di loro che dire? Non ci sono parole. In Italia ne abbiamo fin troppi e questi presidenti provinciali, come a Prato, ci fanno gli affari. Con questa gente che dei diritti umani nel loro paese ne hanno fatto carta straccia, facciamo i conti quotidianamente. Non è molto strano, solo è indecente. La lotta per la libertà oggi passa per Aleppo. A loro, i difensori della città, va il mio ricordo.
Aleppo
Pubblicato in : La vignetta di Enrico Martelloni
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