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Al mercato mondiale mancano le porte tagliafuoco

Alla prima scintilla, fosse pure nello sgabuzzino delle scope, si incendia anche l’angolo più sperduto del pianeta. Di Franco Luceri

di Franco Luceri | 1 Maggio 2022

Viviamo in un modello di civiltà che non è più a misura d’uomo. È come se l’intera comunità mondiale abitasse in un unico albergo senza “porte tagliafuoco”. Alla prima scintilla, fosse pure nello sgabuzzino delle scope, si incendia anche l’angolo più sperduto del pianeta.

In Ucraina si spara, ma il rinculo economico-finanziario di quella guerra che sta sterminando un popolo, coinvolge tutti gli otto miliardi di umani, alcuni arricchendoli altri uccidendoli per guerra, terrorismo, colpo di stato, disordini, carestia, epidemia o fame.
Perché la globalizzazione ha reso tragicamente interdipendenti tutti gli stati del mondo. È sufficiente che il danno lo crei uno, e peggio dell’incendio si propaga su tutta la comunità mondiale. 

Se un architetto progettasse alberghi senza muri interni e senza porte troverebbe lavoro solo come lavapiatti in qualche osteria malfamata. O in alternativa potrebbe pianificare politicamente il liberismo, dove le porte tagliafuoco (leggi i muri di Berlino) vengono abbattute apposta perché ogni scintilla locale si trasformi in un rogo economico-finanziario mondiale e magari in una guerra atomica.

I russi accendono un fiammifero in Ucraina e molti dei 200 stati del mondo, escalation dopo escalation,  devono prepararsi al rogo assassino della economia e della Finanza, al crollo della produzione e del commercio, dell’importazione e dell’esportazione, che mandano in fumo decenni di giustizia sociale, di diritti umani, di benessere e dignità per milioni o miliardi di persone.

Da svariati decenni, a colpi di scambi commerciali incestuosi si è prodotto un intreccio perverso di rapporti politico economici fra tutti i 200 stati del mondo, a prescindere se democratici o totalitari, anche fra popoli che si odiano e si preparano ad atti terroristici se non alla guerra.
Quindi pensare la globalizzazione senza “porte tagliafuoco” per circoscrivere i conflitti e i relativi danni ovunque nascano ed evitare che si propaghino e degenerino in guerra mondiale o collasso economico è una “geniale” bestialità politica a cui si dovrà mettere riparo con molta sollecitudine prima che sia tardi per tutti.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: danni, giustizia sociale, globalizzazione, guerra mondiale, lavoro, mercato, mondo, persone

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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