Da quando è in carica questo governo pentaleghista ho polemizzato ininterrottamente, tutte le settimane, denunciando quelle che a me parevano nefandezze prodotte dal suo operare. L’ho accusato di molte cose: autoritarismo, autulesionismo in economia, sfrenata demagogia, disprezzo delle garanzie e dello Stato di diritto, e qui mi fermo. C’è chi mi ha dato ragione, ma ho collezionato anche molte contumelie. Anche da parte di amici e persone con le quali, pure, in passato, avevo condiviso, se non la storia, una visione politica molto simile. Ho sempre risposto con durezza, pari alla enormità delle argomentazioni a me contrarie che ritenevo aberranti.
Improvvisamente, domenica scorsa, ascoltando la rassegna stampa di radio radicale e poi verificando alla fonte gli articoli citati, sono crollate le mie certezze. E quel mondo mostruoso che mi era fino ad allora sembrato l’insieme di Lega e 5Stelle mi è apparso come avvolto da una luce paradisiaca, complice anche la coincidenza con la festività pasquale, simbolo di resurrezione. Sul Fatto Quotidiano, vigile guardiano dell’ortodossia grillina, ho prima ascoltato e poi letto in un bellissimo articolo di Giorgio Meletti considerazioni che profumano del caro vecchio bucato della democrazia liberale. Meletti scriveva a proposito della decisione del governo e del sottosegretario Vito Crimi di non rinnovare la convenzione con Radio radicale: “Quei 12 milioni sono, più o meno, quanto spendono Camera e Senato per stampare, si stampare, gli atti parlamentari. Ma non c’è alcuna argomentazione possibile contro la logica ottusa del sottosegretario Vito Crimi” E qui Meletti cita le parole di Crimi: “Nessuno ce l’ha con Radio Radicale o vuole la sua chiusura. Ma sta nella libertà del governo farlo”. Citate le scosiderate parole del sottosegretario, Meletti prosegue in un crescendo che è parsa pura musica alle mie orecchie: “Posso farlo, quindi lo faccio. Questo governo usa con voluttà la sua presunta libertà di aggredire tutto ciò che è minoranza e non fa paura. Come se essere minoranza fosse una colpa da espiare. Con questa china penosa, un domani potrebbero dirci che anche musei, archivi e biblioteche interessano solo a minoranze che non hanno vinto le elezioni. Uomini di governo che dicono ho la libertà di farlo, concepiscono il potere come arbitrio”.
Ero già contento così: in fin dei conti, per giudicare i 5Stelle, il Fatto Quotidiano pesa, eccome. Eppure, sempre per la Pasqua di resurrezione, il botto più grosso doveva ancora venire. E si è materializzato nelle parole immacolate pronunciate nientemeno che da Matteo Salvini: il “truce” secondo i suoi detrattori, che si è intrattenuto a parlare con i giornalisti nella fresca quiete delle dolomiti e nell’atmosfera rilassata di una giornata passata con i figli. “Vorrei ricordare – ha detto a proposito di un sottosegretario indagato e casualmente leghista come lui – che in un Paese civile uno è innocente fino a prova contraria. Pretendere le dimissioni all’inizio degli accertamenti della magistratura, non è da paese civile. Se così non fosse, perché la Raggi non si è dimessa quando è stata indagata? E’ rimasta sotto indagine per due anni, poi è stata assolta. E se si fosse dimessa?”
C’è poco da fare: nelle parole di Salvini e Maletti ritrovo in pieno i principi più profondi del garantismo, della civiltà giuridica, dello Sato di diritto, della democrazia liberale. Insomma, di tutto quanto mi è più caro. E non posso sfuggire ad un preciso dovere: chiedo scusa per tutte le cose scritte e dette in questo lungo anno e che risultano tanto autorevolmente smentite. Altri, ne sono certo, chiederanno scusa per tutte le cose che diranno, smentendo Salvini e Meletti.
Nicola Cariglia

Tutto ok. Ma che dire di Mattarella che da attacchino di partito imbratta manifesti contro il sovranismo?
Applausi, caro direttore: a te , per l’ironia, la simpatia, la coerenza!
E, insieme, a Mercanzin per quello che ha scritto.
Buona Pasqua, ancora, a te e agli amici commentatori.
Troppo buono, prof. Ma questa iniezione di buon umore che mi dai, ci voleva proprio. Alcuni mi hanno preso sul serio e non hanno voluto sentire ragioni. Come a dire: non solo trasformista ma anche giornalista mancato che con mezzo secolo di professione alle spalle ancora non si sa spiegare…
Caro Nicola, però non ci hai detto se, alla fine, voterai per la Lega o per i 5 Stelle.
Anche da me Ti arrivano gli auguri di buona Pasqua fatta! A Te ed a Giampaolo
Parliamo di cose serie: Auguri, carissimi amici Gino e Giampaolo. E spero che due amici come voi raccolgano la mia invocazione contenuta nella prima parola del titolo: AIUTO!
La “spes ultima dea est” caro Nicola. Mica sarà sempre cosi. Oltre alle mattate ci sarà anche il rinsavimento di un popolo che alla fiene ha una storia fatta anche di orgoglio. Quanto alla tua richiesta di aiuto, io sono qui. In due si grida meglio!
Hai perfetttamente ragione Nicola. Solo che, come lo furono i DC per primi (Aldo Moro: La DC non si processa!) a tutti gli altri, per non parlare dei Repubblicani – protetti da un tripli cerchio di vetro antiproiettile – TUTTI hanno difeso i propri ed attaccato gli avversari. Solo socialdemocratrici e socialisti sono costantemente stati sotto l’occhio di quanti dovevano ricordare se potevano scagliare la prima pietra.
Di fatti in un Paese che dovrebbe essere costituzionalmente laico (tranne l’art 7 cost.), è sempre prevalso il BIGOTTISMO, anzi peggio: Nessuno tocchi Caino! Solo Abele può essere ucciso senza condanna!
Oggi tocca a grillini e leghisti. Io auguro loro le migliori fortune in questa Italia, tastassata da una certa parte della magistratura inquirente e giudicante, in quanto spero in una normalizzazione competitiva che ci riporti al rispetto dell’avversario.
Spero di vivere abbastanza per verificrlo. Intanto tanti auguri pasquali e naturalmente laici a te e famiglia.