
Questa la strabiliante conclusione del convegno promosso dal Gruppo dei Centouno su uno dei tanti casi di edificazione in zone di pregio che stanno provocando polemiche senza tuttavia riuscire ad alterare il corso preoccupante delle cose: si tratta degli insediamenti per 250 nuovi appartamenti nel piccolo comune di Greve, che è un po’ la “capitale del Chianti.
La partecipazione al dibattito, nella sede del Consiglio regionale della Toscana, dei sindaci che hanno retto l’amministrazione comunale dal 1970 al 2004, Giuliano Sottani, Alberto Bencistà, Paolo Saturnini (nonostante l’assenza dell’attuale sindaco, Marco Hagge, la cui giunta ha adottato la delibera che consente le nuove costruzioni) ha permesso di ricostruire l’iter della vicenda. Che è poi l’iter di una delibera che risale al 1971, in tempi nei quali si pensava di dover contrastare lo spopolamento di Greve per favorirne lo sviluppo, e che nessuno poi ha pensato di “disinnescare”, tanto da giungere a conclusione, anche per via giudiziaria, ai giorni nostri, quando il problema del territorio interessato è esattamente l’opposto: cioè evitare stravolgimenti e tutelare l’ambiente che è la massima ricchezza della zona.
E’ stata la partecipazione alla discussione di Pieraldo Ciucchi, capogruppo dello SDI al consiglio regionale della Toscana, del consigliere di Forza Italia Paolo Marcheschi e di Luigi Cappellini in rappresentanza della Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico, a fare emergere il dato più allarmante. In Toscana i casi come quello di Greve sono tantissimi. Già nei giorni scorsi le cronache nazionali si occuparono di Monticchiello, il bellissimo centro della Val d’Orcia, grazie al fatto che a sollevare il caso era stato un intellettuale prestigioso come Alberto Asor Rosa. Il ministro Rutelli, partito per annunciare l’abbattimento di uno stravolgente villaggio turistico, aveva poi dovuto fare dietro-front per l’impossibilità legale di mantenere la promessa.
Ma intanto la Regione Toscana ha dato il via libera ad una “variante” che consente 420 nuovi appartamenti a Castagneto Carducci, una delle località più incantevoli della Maremma. E prima ancora era scoppiato un caso analogo che riguarda Vecchiano, in Versilia.
Insomma, è uno stillicidio continuo, inarrestabile, che dura da anni; ed altri colpi saranno assestati all’equilibrio paesaggistico della regione italiana maggiormente amata dagli stranieri.
Nel corso della Tavola rotonda promossa dal Gruppo dei Centouno è stato lanciato qualcosa di più di un semplice grido di allarme: se si fosse data attuazione a tutti gli strumenti urbanistici adottati dai comuni della Toscana e creduto alle previsioni di sviluppo che li sostenevano, la popolazione della regione non avrebbe dovuto essere di 3 milioni e mezzo di abitanti ma, addirittura, più del doppio. C’è chi sostiene addirittura oltre dieci milioni.
Ecco perché è stata avanzata la richiesta di una commissione del consiglio regionale che faccia una ricognizione di tutti gli strumenti urbanistici giacenti per verificarne la rispondenza alle esigenze attuali.
E, a nome del Gruppo dei Centouno, Nicola Cariglia che ha coordinato il dibattito, ha assicurato che i Centouno si adopreranno affinché, ancora una volta, su questi problemi non cali un complice e interessato silenzio.
Aiuto! Stanno distruggendo il panorama della Toscana
Monticchiello, Greve in Chianti, Castagneto Carducci, Vecchiano : gli stravolgimenti di colline e coste non si contano più. La Regione manda avanti piani urbanistici basati su previsioni vecchie, secondo le quali la Toscana dovrebbe avere più del doppio degli attuali tre milioni e mezzo di abitanti. Il Gruppo dei Centouno impegnato a sollevare la cappa del silenzio.

Al Giovanni S. di Bologna: perchè non viene a vedere di persona se questa regione, questi comuni, queste zone sono ben Governate? Sicuramente in Emilia sarà così, ed allora a buon titolo criticare le accuse berlusconiane.. ma non ci venga a dire che qua è governato bene perchè ci sentiamo presi in giro come cittadini, come operatori del mercato, come “turisti” quotidiani delle nostre meraviglie
Queste sono riflessioni molto utili. Abbiamo linkato questo articolo con nostro sito http://www.pisapsi.com dove una lettera di alcuni cittadini di Vecchiano, censurata per altro da Iltirreno che non l’ha pubblicata e da La Nazione che ne ha pesantemente mutilato grande parte, si spiega che la storia degli interventi a Bocca di Serchio (località Marine) è un altro tipo di problema rispetto agli altri “scempi” del bel pesaggio toscano.
La realtà è molto più complessa e riguarda un processo che è cominciato già nei primi anni 60 e che ora si rinnova con maggior evidenza perchè oltre le anonime periferie urbane di ogni nostra città e le squallide aree industriali, adesso si toccano posti di
notevole bellezza paesaggistica.
E’ una vergogna! Nicola sono con te.
Forse bisognerebbe coinvolgere i massimi ” Cervelli ” italiani e mondiali.
Il Mondo ci ha dato una mano dopo l’alluvione di Firenze. Non credo che vogliano che la Toscana tutta venga rovinata da orrende costruzioni.
Un saluto affettuoso, Ippolita
Riproponpo il mio intervento a causa d’uno strafalcione da matita blu, e i maestrini ingenui sono sempre in agguato….
Caro Nicola,
la denuncia dei Centouno è benvenuta, però mi pare si scopra l’acqua calda. Al di là dei casi di Monticchiello, Greve e tanti altri, tutta l’Italia è saccheggiata da bande di muratori collusi con bande di architetti, immobiliaristi, notai e assessori. La riduzione dell’IVA sulle ristrutturazioni voluta dalla Nomisma di Prodi è il segnale del saccheggio e di come la ricchezza degli ex rossi, cioè della destraccia, passa comunque attraverso il mattone, sia per le ristrutturazioni, sia per avvelenare il paesaggio con quei bachi fecali, le orribili casette a schiera costruite all’americana con pareti prefabbricate e la sceneggiata degli optionals individualisti. Certo in Toscana l’affarismo rosso ha assunto un che di sordido, basti pensare al cooperativismo pilotato in ogni settore per creare clientela. L’ultima è la cooperativa per la gestione turistica delle chiese fiorentine, dove la comicità non riesce a addolcire la sfacciataggine dei politicanti amministratori. Ma il problema è italiano, ed è il problema dei problemi, poiché l’italica tabe per il mattone sottrae denaro ai veri settori produttivi, ed è il grande mare dove la criminalità ricicla i proventi, dove il turismo diventa copertura per l’illecito, dove la stessa cultura alta è chiamata a riverniciare il tutto. Ben vedi come Firenze sia ormai una città che si regge sugli affittacamere, senza avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Solo di sfuggita ricordo l’imbarazzo suscitato da quella decina di arteriosclerotici che oggi in Palazzo Vecchio-Montedomini hanno sentenziato sulla costituzione europea, ex bancari, ex tifosi degli assassini di Budapest, ex politici europei d’un’Europa ancora complessata. Ma non solo Firenze, è l’intero paese a vivere nella complicità della mediocrità, premessa per la menzogna collettiva. Per tornare al tema, il mattone è un esempio, ma ce ne sono tanti altri. Così si sventola il risanamento di FIAT auto, ottenuto cambiando il parco macchine delle poste, dell’esercito, delle ferrovie ecc. In realtà cinquant’anni di gestione catto-elemosiniera dell’economia ci ha talmente corrotto da non renderci più conto di nulla, se non davanti a scempi mostruosi come appunto a Greve e Monticchiello. Infine Marco Hagge. Ma chi è? Un giornalista che ben conosci, un retore dei cipressi in collina e delle scampagnate culturali, riproposte in mille servizi sempre stucchevoli e uguali. Ecco, basta tanto per diventare sindaco di Greve, e domani chissà di cosa. E allora? Allora sotto un altro, e ci mancherebbe, non viviamo nella santa “re – publica” del 1947? Talmente santa da essere da sessant’anni inimitabile. Antonio Dani
Ripropongo il mio intervento a causa d’uno strafalcione da matita blu, e i maestrini ingenui sono sempre in agguato…..
Caro Nicola,
la denuncia dei Centouno è benvenuta, però mi pare si scopra l’acqua calda. Al di là dei casi di Monticchiello, Greve e tanti altri, tutta l’Italia è saccheggiata da bande di muratori collusi con bande di architetti, immobiliaristi, notai e assessori. La riduzione dell’IVA sulle ristrutturazioni voluta dalla Nomisma di Prodi è il segnale del saccheggio e di come la ricchezza degli ex rossi, cioè della destraccia, passa comunque attraverso il mattone, sia per le ristrutturazioni, sia per avvelenare il paesaggio con quei bachi fecali, le orribili casette a schiera costruite all’americana con pareti prefabbricate e la sceneggiata degli optionals individualisti. Certo in Toscana l’affarismo rosso ha assunto un che di sordido, basti pensare al cooperativismo pilotato in ogni settore per creare clientela. L’ultima è la cooperativa per la gestione turistica delle chiese fiorentine, dove la comicità non riesce a addolcire la sfacciataggine dei politicanti amministratori. Ma il problema è italiano, ed è il problema dei problemi, poiché l’italica tabe per il mattone sottrae denaro ai veri settori produttivi, ed è il grande mare dove la criminalità ricicla i proventi, dove il turismo diventa copertura per l’illecito, dove la stessa cultura alta è chiamata a riverniciare il tutto. Ben vedi come Firenze sia ormai una città che si regge sugli affittacamere, senza avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Solo di sfuggita ricordo l’imbarazzo suscitato da quella decina di arteriosclerotici che oggi in Palazzo Vecchio-Montedomini hanno sentenziato sulla costituzione europea, ex bancari, ex tifosi degli assassini di Budapest, ex politici europei d’un’Europa ancora complessata. Ma non solo Firenze, è l’intero paese a vivere nella complicità della mediocrità, premessa per la menzogna collettiva. Per tornare al tema, il mattone è un esempio, ma ce ne sono tanti altri. Così si sventola il risanamento di FIAT auto, ottenuto cambiando il parco macchine delle poste, dell’esercito, delle ferrovie ecc. In realtà cinquant’anni di gestione catto-elemosiniera dell’economia ci ha talmente corrotto da non renderci più conto di nulla, se non davanti a scempi mostruosi come appunto a Greve e Monticchiello. Infine Marco Hagge. Ma chi è? Un giornalista che ben conosci, un retore dei cipressi in collina e delle scampagnate culturali, riproposte in mille servizi sempre stucchevoli e uguali. Ecco, basta tanto per diventare sindaco di Greve, e domani chissà di cosa. E allora? Allora sotto un altro, e ci mancherebbe, non viviamo nella santa “re – pubblica” del 1947? Talmente santa da essere da sessant’anni inimitabile. Antonio Dani
Caro Nicola,
la denuncia dei Centouno è benvenuta, però mi pare si scopra l’acqua calda. Al di là dei casi di Monticchiello, Greve e tanti altri, tutta l’Italia è saccheggiata da bande di muratori collusi con bande di architetti, immobiliaristi, notai e assessori. La riduzione dell’IVA sulle ristrutturazioni voluta dalla Nomisma di Prodi è il segnale del saccheggio e di come la ricchezza degli ex rossi, cioè della destraccia, passa comunque attraverso il mattone, sia per le ristrutturazioni, sia per avvelenare il paesaggio con quei bachi fecali, le orribili casette a schiera costruite all’americana con pareti prefabbricate e la sceneggiata degli optionals individualisti. Certo in Toscana l’affarismo rosso ha assunto un che di sordido, basti pensare al cooperativismo pilotato in ogni settore per creare clientela. L’ultima è la cooperativa per la gestione turistica delle chiese fiorentine, dove la comicità non riesce a addolcire la sfacciataggine dei politicanti amministratori. Ma il problema è italiano, ed è il problema dei problemi, poiché l’italica tabe per il mattone sottrae denaro ai veri settori produttivi, ed è il grande mare dove la criminalità ricicla i proventi, dove il turismo diventa copertura per l’illecito, dove la stessa cultura alta è chiamata a riverniciare il tutto. Ben vedi come Firenze sia ormai una città che si regge sugli affittacamere, senza avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Solo di sfuggita ricordo l’imbarazzo suscitato da quella decina di arteriosclerotici che oggi in Palazzo Vecchio-Montedomini hanno sentenziato sulla costituzione europea, ex bancari, ex tifosi degli assassini di Budapest, ex politici europei d’un’Europa ancora complessata. Ma non solo Firenze, è l’intero paese a vivere nella complicità della mediocrità, premessa per la menzogna collettiva. Per tornare al tema, il mattone è un esempio, ma ce ne sono tanti altri. Così si sventola il risanamento di FIAT auto, ottenuto cambiando il parco macchine delle poste, dell’esercito, delle ferrovie ecc. In realtà cinquant’anni di gestione catto-elemosiniera dell’economia ci ha talmente corrotto da non renderci più conto di nulla, se non davanti a scempi mostruosi come appunto a Greve e Monticchiello. Infine Marco Hagge. Ma chi è? Un giornalista che ben conosci, un retore dei cipressi in collina e delle scampagnate culturali, riproposte in mille servizi sempre stucchevoli e uguali. Ecco, basta tanto per diventare sindaco di Greve, e domani chissà di cosa. E allora? Allora sotto un altro, e ci mancherebbe, non viviamo nella santa “re – pubblica” del 1947? Talmente santa da essere da sessant’anni inimitabile. Antonio Dani
Spero che siate ben pagati da Berlusconi per ripetere la litania delle regioni rosse radici di tutti i mali.
La gente non è sciocca. Chi governa bene viene premiato (come succede in Emilia, Toscana e Umbria). Chi governa male va a casa come è successo con quasi tutte le regioni dove governava la CDL.
Bene dedicare l’apertura al caso Toscana. L’intreccio politico-affaristico di questa regione è ormai un caso che deve diventare nazionale. C’è del torbido da queste parti…
Sarà dura fare la commissione per arginare le speculazioni previste in Toscana. Mi pare che la stampa non aiuti un gran che (per non dire peggio). E l’opposizione non si sente.
Il caso Monticchiello ha guadagnato le cronache nazionali non, come è stato scritto, perchè Asor Rosa è un giustamente famoso intellettuale. Le ha guadagnate perchè l’attacco veniva da sinistra. Quindi faceva notizia ed era politically correct.