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Aion e l’idea del tempo

Gli uomini non hanno un’idea comune del tempo. Eppure, per gli antichi greci, il tempo – Aion – rappresentava la misura dell’intero universo.

di Angelo Giubileo | 6 Luglio 2021

Nel corso di diversi millenni – secondo lo storico della scienza Giorgio de Santillana, a partire dal Neolitico – l’uomo ha concepito l’essere essenzialmente in base alla concezione del tempo. 

Ma: è la prima idea del tempo “arcaico” (Aion) a conservare in sé e per sé, intatta, tutta la “potenza” necessaria o, alla maniera di Parmenide, tutta la potenza possibile che è e non è possibile che non sia. Aion è “Il Medesimo” di Platone. Aion è l’”eterno” o “l’eternità che (in quanto tale) esclude il moto” (G. de Santillana).

Ma: formalmente, e cioè secondo quella “forma” che si oppone alla “sostanza” del nuovo canone aristotelico, Aion è l’universo stesso, che quindi appare come ed è, come dice sempre Platone: “immagine mobile dell’eternità”. A conferma di ciò, de Santillana scrive: “Egli (Platone) aveva ereditato l’idea che la realtà, o meglio l’Essere, era definita soprattutto in termini di Tempo. Era lo spazio a introdurre la confusione, la molteplicità, la resistenza all’Ordine: quello che Platone chiamava l’Indisciplinato e l’Irregolare che resistono sempre alla mente”.

Aion sembra quindi lasciare spazio, e non è affatto una metafora, a Xronos o Kronos o Chronos. È l’inizio del tempo “mitico”, la cui idea deriva dalla separazione originaria e originale del tempo arcaico in tempo “lineare” e tempo “ciclico” (dell'”eterno ritorno”). Concezione che tuttavia rinvia, in prima e ultima istanza, all'”eternità che esclude il moto”. A tale proposito, dice ancora de Santillana: “Ma da quella vagheggiata dimora immobile, sorgente e foce dei tempi, il sovrano del mondo deve procurare le misure normative valide per la sua età – misure sempre fondate, come s’è detto, sul tempo. Non ha importanza, ripetiamo, di chi si tratti”.

Ma: nell’ambito del tempo mitico stesso, con “la morte del grande Pan”, prevale la concezione del tempo “salvifico”, tramandata – in un modo considerato successivamente emblematico – dal popolo ebreo dell’Antico Testamento. L’evento messianico diventa un evento unico e irripetibile. Non è più questione “di chi si tratti”. È l’idea del tempo “cairologico” (Kairos), termine che nell’antica Grecia indicava il momento giusto, opportuno, supremo.

Ma: è del tutto evidente come anche questa idea del tempo cairologico sia ed è debitrice, derivi cioè dalla concezione del tempo arcaico, eterno, Aion. Il tempo medesimo che, alla maniera heideggeriana, echeggiando Parmenide, potremmo anche dire “l’inizio di ciò che è l’inizio che è”.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Cultura ed eventi, MaidanTag: antica grecia, grecia, importanza, misure, mondo, separazione

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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