• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Agcom, via il guru: perchè non sostituirlo con un networker?

di Giuseppe Mele | 23 Settembre 2013

Secondo un rigido manuale Cencelli, Decina era all’Agcom, in quota componente dalemiana Pd. Per sostituirlo una girandola di nomi. Ma se l’Agcom deve regolare il mercato, e non deprimerlo, cambi passo e candidature.

DecinaAGCOME’ dispiaciuto a tutti che per gravi motivi personali Decina abbia dovuto abbandonare il suo posto all’Agcom. Se ne sono lamentati gli altri commissari, Martusciello e Preto, in quota Pdl), Posteraro (in quota Udc), il presidente Cardani.( in quota Monti ), il viceministro Catricalà, i principali giornali. Onestamente augurando ogni bene al trentennale guru TLC , la notizia sembra avere  anche risvolti positivi. Decina ha sempre evidenziato gli aspetti degenerativi dello sviluppo TLC, lo scarso spessore dei contenuti web e dei social network, la colonizzazione culturale che ne sarebbe derivata. Ultimamente ha previsto pericoli occupazionali a 5 cifre per il mondo digitale italiano. Quando però si è trattato di consigliare la politica che tanto si è adoperata per questi magri risultati, in un modo o nell’altro, il professore si è trovato dalla parte dei distruttori. Forse è stato male interpretato, o non capito, ma non si ricordano sue prese di distanza chiare e forti quanto quelle prese sul pubblico TLC, considerato un insieme di scimmie stupide, degne eredi del povero pubblico televisivo nazionalpopolare. Ecco perché ora, alle sue dimissioni, si potrebbe auspicare una svolta, soprattutto quando si tratta per l’Agcom di decidere su cose importanti quali il diritto d’autore online ed i contenuti dello spazio pubblico telematico . Senza Décina solo Preto si sta occupando di Infrastrutture e Reti, prima regno incontrastato  del professore ( agli altri due vanno Servizi e Prodotti).  Secondo un rigido manuale Cencelli, Decina era all’Agcom, in quota componente dalemiana Pd, cui ora toccherà nominare un sostituto, anche se sarà l’assemblea di Montecitorio  a nominare il nuovo commissario, senza limiti temporali. Papabili, senza al momento notizie renziane, sono, per la sinistra Pd\Sel, Vita e Zaccaria, epigoni del MimandaRai3, di Articolo21, dei contratti in Rai al ribasso voluti solo per questioni politiche, per non firmare con l’ex direttore Lei. Sono gli uomini della par condicio e dell’odio per i mass media che non siano sotto controllo ideologico. La Uil ne sa bene qualcosa, dal trattamento subito in Rai, alla Fiat ed all’Ilva. Poi, in un secondo piano, più sornioni ci sono il giornalista Rognoni, ex parlamentare PD, ex CdA Rai, ora Presidente di un improbabile Forum Riforma TV e Sassano, anch’egli da tempo docente universitario TLC di lungo corso,  esperto sopratutto di spettro  e frequenze. Si tratterebbe, malgrado la sbandierata indipendenza, di una nomina Telecom Italia dove Sassano ricopre il ruolo di  presidente della vigilanza su Open Access. In alternativa Bersani vorrebbe un dirigente statale in aspettativa, il  responsabile Pd dei diritti dei consumatori Lirosi, una specie di Barca minor. Sembra che il destino dell’Italia  digitale e dei suoi lavoratori debba essere sempre nelle mani di avvocati, dirigenti statali, professori e di ex. Ex Cda di qua, ex deputati di là. Non potrebbe essere la volta di una persona della produzione digitale e del lavoro digitale? Gambardella dell’Etno che tanto si è fatto sentire in Europa ha la sua occasione. Non potrebbe venire una proposta dal Cnel, da Confindustria Digitale, dai sindacati?  I grillini vogliono un nome indicato dalla rete. Viene da pensare per esempio che provengono dal settore TLC sia Zucco il leader del Tea Party che il sindaco di Verona Tosi. Non sarebbe meglio un nome proveniente  dai luoghi di lavoro? Che magari capisca meno tante frigide teorie che in nome della corda neutralità impongono l’impiccagione ai settori digitali nazionali ma affronti le cose con praticità? L’ultimo atto Agcom con Decina ha diminuito i costi dell’accesso della rete con effetti disastrosi per Telecom senza un effettivo vantaggio occupazionale per i concorrenti, senza effettivi positivi sugli investimenti e sul divide che ormai divide non Nord e Sud ma l’Italia dal NordEuropa e l’Europa agli Usa. I centinaia di milioni persi di ricavi hanno anticipato la pronosticata perdita di posti di lavoro. Se l’Agcom deve regolare il mercato, e non deprimerlo, cambi passo e candidature. I sindacati devono affrontare il problema delle Authority, così affrontando nell’insieme la questione finora non vista dei networkers.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti