“Viene accolta con vivo
compiacimento la notizia del coinvolgimento delle forze dell’ordine nel
controllo del Presidio Banti per affrontare ciò che ha assunto le
caratteristiche di un problema di ordine pubblico. Si conferma che il servizio
di vigilanza , affidato ad un’azienda del settore, prevede la presenza, in
orario notturno, dell’unità cinofila.” (1). …
Il Banti è quell’edificio spettrale che,
percorrendo la via Fiorentina, dopo Montorsoli si gira a sinistra per andare
verso Monte Morello. Sono quasi 30 anni che è in quelle condizioni che
necessitano dell’intervento di cui sopra. Ormai un monumento che, pur se non
coinvolto nell’overdose di turismo che caratterizza la nostra città, andrebbe
messo in una una guida di Firenze (insieme al sant’Orsola in centro e tanti
altri), per far meglio conoscere la città. Tra presunto amianto presente nella
struttura, qualcuno dei saltuari e precari occupanti che ogni tanto ci muore
per misteriosi motivi, ha tutte le caratteristiche di “casa degli spettri”.
Ok, sappiamo che tanto si è scritto e tanto si è
detto e che le vendite all’asta (con prevalente vincolo sanitario) sono sempre
andate deserte, e che – immaginiamo- la proprietà Asl non sa che fare… ma
prendiamo atto che oggi, A.D 2019, i fatti che fanno notizia di questa
struttura sono, “con vivo compiacimento”, che le forse dell’ordine sono lì
fisse.
Un grande passo avanti, complimenti. In attesa
del prossimo cadavere e dei prossimi presunti pericoli per la salute pubblica
che verranno rilevati.
Ma qualcuno si vergogna? Sembra di no. Siamo la
città in cui ci si compiace dei presidi di polizia. Forse ci siamo sbagliati a
nascere in quest’epoca e a vivere in questa città. O forse abbiamo studiato
male i manuali di amministrazione e del vivere con benessere e felicità. Ma non
ci sbagliamo nel dire che questo compiacimento si addice più ad un bollettino
di guerra che di vita.
1 – notiziario Met di oggi: http://met.cittametropolitana.fi.it/news.aspx?n=297162
Vincenzo
Donvito, presidente Aduc

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