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Aduc – Osservatorio Firenze. Far rivivere il centro città? Basta che non si seguano i bottegai….

Le associazioni di categoria (commercianti, ristoratori e albergatori), quelli che a Firenze abitualmente vengono chiamati bottegai, hanno sempre un motivo conduttore: come continuare a fare soldi.

di Vincenzo Donvito | 21 Ottobre 2019

Pullulano le opinioni sulla possibile rivitalizzazione del centro della città di Firenze, soffocato dal turismo e abbandonato da residenti che non potrebbero fare altrimenti, pena la débacle umana ed economica. Le associazioni di categoria, quelle dei cittadini e quelle dei politici. Mentre i politici di opposizione (che non hanno nulla da perdere) sono un po’ più “pimpanti” ma mediamente inconcludenti, quelli di maggioranza, come del resto gli amministratori, si arrampicano sugli specchi per cercare di non scontentare nessuno. Le associazioni di cittadini, tra vere e proprie professionalità, spinte utilitaristiche rivolte ad un passato che non potrà mai più tornare, e “caciara” alla moda, abbracciano invece tutto lo spettro del possibile scibile umano. Le associazioni di categoria (commercianti, ristoratori e albergatori, in linea di massima), quelli che a Firenze abitualmente vengono chiamati bottegai, invece, hanno sempre un motivo
conduttore: come continuare a fare soldi.. e, del resto, hanno ragione dal loro punto di vista.
Occorrerebbe mettere insieme tutti questi soggetti e mediare una qualche soluzione, non che li accontenti, ma che non li scontenti?
I bottegai sono tra i più terribili.
Abbiamo letto di alcuni che vorrebbero “mitigare” la ZTL perché secondo loro sarebbe un ostacolo a far venire in centro i consumatori (che sono quelli che sostanzialmente interessano loro), che oggi sarebbero demotivati (“sarebbe utopistico e fantasioso”, sostiene un bottegaio – 1) dall’usare i mezzi pubblici e/o elettrici.
Tra questi bottegai, gli albergatori sono proprio gli ultimi interessati, tanto a loro il business arriva solo dai turisti.
Tra i bottegai/ristoratori, a parte qualche “mosca bianca” si manifesta lo stesso disinteresse, visto che un “fiorentino” che paga venti euro un piatto di pastasciutta è molto probabile non li frequenterebbe, a differenza del turista di un certo tipo; visto anche che una pizza o un panino di “plastica” è molto più facile venderlo ad un turista che non ad un “fiorentino”.
Tra i bottegai/commercianti la musica è grossomodo la stessa, considerando che stiamo essenzialmente parlando di abbigliamento: a parte alcuni capi particolarmente ricercati perché firmati, anche loro vendono meglio a turisti che non ad “indigeni” che, per esempio, in un qualunque outlet della periferia trovano lo stesso e di meglio, in qualità e prezzi.
E’ bene ricordare che i bottegai sono quelli che quando fu deciso nel secolo scorso di pedonalizzare via de’ Calzaioli, fecero il diavolo a quattro per impedirlo… grandi visionari futurologhi…

“Fatti fuori” i bottegai, per decidere ufficialmente rimangono le associazioni dei cittadini e i politici. I primi grossomodo come corporazioni culturali, i secondi in quanto rappresentanti ufficiali di tutti. E sono questi ultimi, sentite tutte le parti, che a nostro avviso devono decidere.
E’ a loro che noi oggi diamo un nostro contributo di lettura nonché di traccia per un intervento. C’è qualcuno in grado di spiegarci perché i numerosi spazi vuoti del centro città non debbano essere dedicati a costruire abitazioni invece che alberghi o negozi? C’è qualcuno in grado di spiegarci perché il centro città non debba svolgere la sua principale funzione di centro amministrativo, convogliando di conseguenza i necessari servizi di supporto e mobilità? C’é qualcuno che sia in grado di spiegarci perché le attività di affitto camere e/o appartamenti (che oggi vengono individuate con altisonanti acronimi di lingua inglese) non debbano pagare le stesse tasse e avere gli stessi obblighi legali e normativi degli alberghi?
Proviamo a partire dalle risposte a queste domande.


1 – La Nazione, cronaca di Firenze pag.9 del 17/10/2019

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, consumatori, euro, firenze, la nazione, nazione, opposizione, punto di vista, secolo scorso, soldi, soluzione, tasse

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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