Pullulano le opinioni sulla possibile
rivitalizzazione del centro della città di Firenze, soffocato dal turismo e
abbandonato da residenti che non potrebbero fare altrimenti, pena la débacle
umana ed economica. Le associazioni di categoria, quelle dei cittadini e quelle
dei politici. Mentre i politici di opposizione (che non hanno nulla da perdere)
sono un po’ più “pimpanti” ma mediamente inconcludenti, quelli di maggioranza,
come del resto gli amministratori, si arrampicano sugli specchi per cercare di
non scontentare nessuno. Le associazioni di cittadini, tra vere e proprie
professionalità, spinte utilitaristiche rivolte ad un passato che non potrà mai
più tornare, e “caciara” alla moda, abbracciano invece tutto lo spettro del
possibile scibile umano. Le associazioni di categoria (commercianti,
ristoratori e albergatori, in linea di massima), quelli che a Firenze
abitualmente vengono chiamati bottegai, invece, hanno sempre un motivo
conduttore: come continuare a fare soldi.. e,
del resto, hanno ragione dal loro punto di vista.
Occorrerebbe mettere insieme tutti questi
soggetti e mediare una qualche soluzione, non che li accontenti, ma che non li
scontenti?
I bottegai sono tra i più terribili.
Abbiamo letto di alcuni che vorrebbero “mitigare”
la ZTL perché secondo loro sarebbe un ostacolo a far venire in centro i
consumatori (che sono quelli che sostanzialmente interessano loro), che oggi
sarebbero demotivati (“sarebbe utopistico e fantasioso”, sostiene un bottegaio
– 1) dall’usare i mezzi pubblici e/o elettrici.
Tra questi bottegai, gli albergatori sono
proprio gli ultimi interessati, tanto a loro il business arriva solo dai
turisti.
Tra i bottegai/ristoratori, a parte qualche
“mosca bianca” si manifesta lo stesso disinteresse, visto che un “fiorentino”
che paga venti euro un piatto di pastasciutta è molto probabile non li
frequenterebbe, a differenza del turista di un certo tipo; visto anche che una
pizza o un panino di “plastica” è molto più facile venderlo ad un turista che
non ad un “fiorentino”.
Tra i bottegai/commercianti la musica è
grossomodo la stessa, considerando che stiamo essenzialmente parlando di
abbigliamento: a parte alcuni capi particolarmente ricercati perché firmati,
anche loro vendono meglio a turisti che non ad “indigeni” che, per esempio, in
un qualunque outlet della periferia trovano lo stesso e di meglio, in qualità e
prezzi.
E’ bene ricordare che i bottegai sono quelli che
quando fu deciso nel secolo scorso di pedonalizzare via de’ Calzaioli, fecero
il diavolo a quattro per impedirlo… grandi visionari futurologhi…
“Fatti fuori” i bottegai, per decidere
ufficialmente rimangono le associazioni dei cittadini e i politici. I primi
grossomodo come corporazioni culturali, i secondi in quanto rappresentanti
ufficiali di tutti. E sono questi ultimi, sentite tutte le parti, che a nostro
avviso devono decidere.
E’ a loro che noi oggi diamo un nostro
contributo di lettura nonché di traccia per un intervento. C’è qualcuno in
grado di spiegarci perché i numerosi spazi vuoti del centro città non debbano
essere dedicati a costruire abitazioni invece che alberghi o negozi? C’è
qualcuno in grado di spiegarci perché il centro città non debba svolgere la sua
principale funzione di centro amministrativo, convogliando di conseguenza i necessari
servizi di supporto e mobilità? C’é qualcuno che sia in grado di spiegarci
perché le attività di affitto camere e/o appartamenti (che oggi vengono
individuate con altisonanti acronimi di lingua inglese) non debbano pagare le
stesse tasse e avere gli stessi obblighi legali e normativi degli alberghi?
Proviamo a partire dalle risposte a queste
domande.
1 – La Nazione, cronaca di Firenze pag.9 del
17/10/2019
Vincenzo
Donvito, presidente Aduc
Aduc – Osservatorio Firenze. Far rivivere il centro città? Basta che non si seguano i bottegai….
Le associazioni di categoria (commercianti, ristoratori e albergatori), quelli che a Firenze abitualmente vengono chiamati bottegai, hanno sempre un motivo conduttore: come continuare a fare soldi.

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