• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ad Oviedo

Sono giunto a Fiumicino alle sette circa dopo aver attraversato  una Roma ancora sonnacchiosa. Le strade erano semi deserte e i passeggeri diretti all’Aeroporto Leonardo da vinci davvero pochi. Mi son goduto il  silenzio residuo della notte avvolto nella mia calda felpa indossata sotto la giacca a vento per non ingombrare lo zaino già di suo piuttosto debordante. L’autista, una ragazza, procedeva tranquilla e silenziosa anch’ella, si sarebbe detto in ossequio al desiderio di pace dei pochi passeggeri ancora assonnati. L’aeroporto al contrario vibrava di energia ed era attraversato da gente indaffarata e frettolosa. All’interno ho incontrato il  resto della spedizione.

di Antonio Corvino | 13 Settembre 2025

Sono giunto a Fiumicino alle sette circa dopo aver attraversato  una Roma ancora sonnacchiosa. Le strade erano semi deserte e i passeggeri diretti all’Aeroporto Leonardo da vinci davvero pochi. Mi son goduto il  silenzio residuo della notte avvolto nella mia calda felpa indossata sotto la giacca a vento per non ingombrare lo zaino già di suo piuttosto debordante. L’autista, una ragazza, procedeva tranquilla e silenziosa anch’ella, si sarebbe detto in ossequio al desiderio di pace dei pochi passeggeri ancora assonnati.

L’aeroporto al contrario vibrava di energia ed era attraversato da gente indaffarata e frettolosa.

All’interno ho incontrato il  resto della spedizione.

Salvatore, Diego e Claudio con  Gaspare e Maurilio erano arrivati da Catania. Tommaso, altro forestiero come me, veniva dalla Ciociaria.

Alle nove e trenta eravamo nell’aereo. Pieno come un uovo.

Il Cammino di Santiago rappresenta un forte richiamo anche per gli Italiani che in verità potrebbero fare qualcosa di più per scoprire e mettere in funzione i loro cammini. Da quelli micaelici a quelli francigeni alla miriade di itinerari storici legati alle transumanze, ai percorsi religiosi, alle vie consolari, ai sentieri montani,  ai tratturi dei borghi disseminati nelle terre di mezzo, ai cammini dei monaci, dei greci e degli innumerevoli popoli giunti sulle sue ciste e stabilitisi sui suoi territori.

É una ricchezza tuttora misconosciuta che attende di essere portata alla luce e valorizzata…

La Spagna ha ricreato l’epopea della  “Reconquista” durata dall’ottavo secolo  al quindicesimo, con il cammino di Santiago ed intorno ad esso ha costruito un’intera economia oltre a rinsaldare le antiche radici che la trasformarono in nazione.

Da ogni punto della Spagna, da Nord a Sud, partono altrettanti cammini in direzione di Santiago a rendere omaggio all’apostolo divenuto simbolo della reconquista ma anche a riscoprire le proprie radici.

Una gran bella lezione che in verità non è la sola.

In pochi decenni, dal ritorno della Democrazia, la Spagna ha annullato tutti i ritardi accumulati nella dittatura. 

Oggi si propone come un popolo ma anche come un governo al passo con i tempi ed addirittura in controtendenza rispetto all’involuzione che molti paesi europei stanno sperimentando.

Alle dodici l’aereo si è posato sulla pista del piccolo aeroporto di Oviedo.

Man mano che l’aereo scendeva di quota il territorio delle Asturie rivelava la sua natura montuosa che  lo espone ad un clima piovoso e fresco. Sono i Monti Cantabrici che si distendono sotto di noi e segnano il territorio delle Asturie chiuso verso l’Oceano dal golfo di Biscaglia.

In effetti il cielo sopra di noi è piuttosto scuro e minaccia pioggia.

Tutto sommato non mi dispiace indossare la felpa ed anche la giacca a vento. Vedremo domani…

L’autobus  ci conduce in centro.

L’aeroporto dista circa cinquanta chilometri dalla città e quindi abbiamo tutto il tempo per ritrovarci, raccontarci la nostra notte più o meno insonne, pregustare il piacere di una cena asturiana e immaginare il cammino che ci attende.

Trecento trenta chilometri da Oviedo a Santiago de Compostela.

Gli ultimi cinquanta saranno in sovrapposizione al cammino francese quello che evoca l’epopea carolingia e la storia di Rolando…devo richiamare la mia mente  e tenerla a freno tanta é la suggestione di Roncisvalle dove si consumò la vicenda eroica  del paladino di Francia, nipote dell’imperatore dei Franchi che commosse dame e cavalieri ed alimentò la leggenda dell’eroe invincibile, fedele al suo compito sino alla morte e tanto bello fa far battere infinito cuori far nascere infinite leggende intorno al suo nome tanto da alimentare les chansons medievali e le poesie dei menestrelli di corte sino ai grandi romanzi poetici del’Ariosto e del Boiardo che tante emozioni  hanno disseminato tra gli studenti ed anche nella fantasia popolare.

Ma non è da meno la storia di Oviedo e delle Asturie. 

Ai piedi delle montagne asturiane dovettero fermarsi  gli eserciti della Sublime Porta che avevano già conquistato per intero la Spagna divenuta Al-Andalus  e proprio da qui partì la reconquista.

Con Pelagio fondatore del regno asturiano e quindi con la dinastia degli Alfonso, primo, secondo e terzo, che dopo di lui resero grande il regno ponendo le basi per la ricostruzione di  tutta intera la storia spagnola.

Accanto alla gotica cattedrale di Oviedo la statua di Alfonso secondo detto il Casto per la sua devozione domina dall’alto di un grande basamento.

Ha il portamento  nobile ed orgoglioso ma soprattutto mostra nell’espressione del volto una mite consapevolezza del suo ruolo e del destino cui era stato chiamato il popolo ed il regno asturiano.

Sta piovendo, ci siamo rifugiati nel portico della meravigliosa cattedrale che richiama l’attenzione, irresistibilmente, con le sue ardite architetture gotiche  ma il re Alfonso merita i miei omaggi.

Esco sulla piazza a sfidare la pioggia per guardare in volto il grande re asturiano.

Vi è un capannello di turisti sotto gli ombrelli che ascoltano attentamente la guida che ne racconta  le gesta.

Mi fermo anch’io per un momento.

La statua raffigura il giovane sovrano, bello e di gentile aspetto avrebbe detto Dante e certo essa riassume nella figura del re la bellezza e la fierezza di un  popolo che aveva e continua ad avere  la sua lingua e la sua  autonomia senza tuttavia esser mai venuto meno al ruolo fondamentale di pietra angolare per la costruzione della Spagna moderna.

Dopo Pelagio fu Alfonso primo e poi Alfonso Secondo a costruire sulla prima cappella una chiesa sempre più grande che con l’avanzare dei tempi della reconquista assunse le straordinarie  dimensioni odierne.

Oviedo é assai bella.

Ricca di Storia  e di Medio Evo, l’ho osservata mentre dal nostro albergo ci rechiamo in cattedrale per ritirare le credenziali del cammino.

L’arredo urbano è attendo, meticoloso.

Il verde è rigoglioso e ovunque abbondante. Le aiuole sono piene di fiori e di colore.

Le strade sono linde ed i marciapiedi sono un invito a passeggiare. É l’ora del pranzo.

Avventori giovani per lo più affollano i locali per un boccadillo o una tortillas.

La fantasia e l’eleganza in uno con l’indipendenza delle donne asturiane si appalesa nella figura di una signora che incede altera nel suo eccentrico vestito color lapislazzuli che fanno risplendere i suoi capelli lunghi e biondi ricchi di volute lasciate scorrere come cascate luminose dal cappello color paglia che orna il suo capo. Attraversa elegante  e radiosa tutta intera la nostra  via e quella della folla dei ragazzi intenti alla pausa per il pranzo che dal canto loro non fanno una piega.

Il Jamon spagnolo è di una bontà assoluta.

Ci lasciamo tentare anche noi in attesa di gustare la cena serale.

Ed eccoci in Cattedrale.

L’arditezza dello stile gotico asturiano è affascinante, anzi di più. É intrigante.

Esso straripa di infiorescenze marmoree che arricchiscono come ricami di filigrana archi  e colonne… mi viene in mente il Gotico manuelito portoghese. D’altronde non siamo lontani dal Portogallo ed all’epoca della reconquista i re cattolici si muovevano all’unisono sulla penisola iberica. 

Le Asturie sconfinavano addirittura nel Portogallo.

Quindi é più che legittimo immaginare una contaminazione se non proprio una sovrapposizione dei due stili gotici entrambi ricchi di diafani merletti per quanto possenti e capaci di rendere gioiosa l’architettura gotica di per sé assai austera e quasi preoccupata di stabilire una distanza incolmabile tra dio e gli uomini.

Qui no.

Qui ti trovi in una cattedrale gotica che appare amica degli uomini e che ti invita al colloquio  divino. Davvero non è poco.

All’interno lo splendore barocco ha preso tuttavia il sopravvento.

Ma é un barocco pieno di luce accesa dagli stucchi dorati e dalle statue policrome che popolano le cappelle laterali.

L’abside è ricoperto di altorilievi, stucchi, statue che segnano il trionfo della luce e del colore tanto da indurti a perdonare  quell’irruzione barocca che sembra voler enfatizzare il rapporto gioioso tra Dio e uomo.

Mi aggiro con estrema curiosità e attenzione. Sono affascinato dalle meraviglie di questa cattedrale che non manca di slanciarsi verso l’eterno con la sua torre allo stesso tempo severa e leggiadra.

Ma é Santiago che vado cercando. Non posso dimenticare che siamo nella terra che tenne a battezzo la reconquista sotto  le insegne dell’apostolo figlio  del tuono.

E finalmente lo trovo.  In cima alla parete di una cappella laterale riccamente scolpita e adornata di un gruppo  marmoreo dedicato alla Vergine, tra stucchi luccicanti d’oro appare Santiago con la spada sguainata in groppa ad un destriero che si inerpica verso l’alto a tenere il moro sconfitto sotto i suoi zoccoli. Sorrido tra me.

Son certo che sorrida anche l’apostolo trasformato da pescatore d’anime in uragano per i mori ossia i saraceni che, per la verità, non ci avevano pensato due volte ad impadronirsi della cattolicissima Spagna. E sorrido mentre osservo quel miracolo.

Domani andremo sulle orme di Pelagio e di Alfonso il Casto in cerca di Santiago. Il Matamoros.

Antonio Corvino

(2-continua)

Pubblicato in : Cultura ed eventi, Viaggi e VacanzeTag: ciociaria, fiumicino, oviedo, santiago

Info Antonio Corvino

Di origini pugliesi, napoletano di formazione è un scrittore, poeta, saggista ed economista di cultura classica. Già Direttore Generale dell’Osservatorio di Economia e Finanza, ha organizzato, in tale veste, dal 2011 al 2015 il “Sorrento Meeting” che ha affrontato, con il concorso di intellettuali, studiosi, rappresentanti economici e politici, controcorrente, dell’intero Mediterraneo e di altri Paesi asiatici ed americani, con largo anticipo e visioni non scontate, le questioni esplose in maniera virulenta, negli anni più recenti.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti