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Ad Aurelio De Laurentiis

Lo scudetto del Napoli sta assumendo i toni del “miracolo di San Gennaro” in quanto i soliti narratori di verità pre confezionate ad arte stanno già urlando: che “Conte ha fatto un miracolo!”.Niente di più falso! Lo scudetto di tutte le squadre di serie A lo vincono la Società, l’allenatore, i giocatori, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici ed i tifosi. Da questo coacervo di forze si arriva a meta. Mi piace, però, soffermarmi sull’artefice numero uno: il Presidente Aurelio De Laurentiis che, quando si perde, è colpa solo sua mentre, quando si vince, il merito è degli altri.

di Raffaele Romano | 26 Maggio 2025

Lo scudetto del Napoli sta assumendo i toni del “miracolo di San Gennaro” in quanto i soliti narratori di verità pre confezionate ad arte stanno già urlando: che “Conte ha fatto un miracolo!”.

Niente di più falso! Lo scudetto di tutte le squadre di serie A lo vincono la Società, l’allenatore, i giocatori, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici ed i tifosi. Da questo coacervo di forze si arriva a meta.

Mi piace, però, soffermarmi sull’artefice numero uno: il Presidente Aurelio De Laurentiis che, quando si perde, è colpa solo sua mentre, quando si vince, il merito è degli altri.

A Napoli c’è un vero e proprio partito che, sui social e non solo, lo attacca di ogni assurda nefandezza. Accuse spesso assurde e senza senso. A costoro vorrei ricordare che 20 anni fa si prese la patata bollente di pagare a peso d’oro una società, la SSCN Napoli, stracotta e fallita mentre gli altri e numerosi imprenditori napoletani si voltarono dall’altra parte pur avendone le possibilità. Mi pare che oggi molti di essi siano saliti, come si usa fare in Italia, sul carro del vincitore.

Il rischio di perdere una montagna di milioni allora era enorme, ma resistette anche alle pressioni interne che lo sconsigliavano di entrare in un mondo a lui totalmente ignoto avendo sempre fatto, negli USA e in Europa, il produttore di film. E, mentre molti lo deridevano, lui sciolse le cime e partì.

La prima battaglia la vinse col potere occulto e mimetizzato degli “ultras” che gli dichiararono guerra lanciandogli anche una bomba al Maradona e ad obbligare le autorità a fornirgli una scorta. Tagliare i ponti con costoro tenne lontano il Calcio Napoli da pericolose collusioni affaristiche e da tant’altro. Allo stesso modo si è comportato coi calciatori eliminando tutta una serie di “privilegi” ficcati nei contratti e subito si dedicò, da buon imprenditore, alla sacralità della “cultura del bilancio in ordine” in quanto solo con un florido bilancio si poteva pensare di costruire un valido disegno sportivo. In questo modo ha buttato le basi per combattere, non a chiacchiere, il dominio totale del triumvirato secolare di Juventus, Inter e Milan. Dal 2004 il Napoli è sempre cresciuto, anno dopo anno, sia sul manto verde, sia sul piano economico e sia sul potere interno al potere pallonaro.

L’abc della gestione d’impresa è stato il fondamento su cui ha fatto nascere una grande società che ha incassato enormi successi risultando, oggi, la società con il più forte potere economico in Italia. L’anno passato per le bizze solo di carattere economico di due calciatori pochi anni prima sconosciuti, Kwaraskelia e Osimhen, la squadra si è sfasciata. Per fortuna l’africano è stato piazzato in prestito in Turchia e quest’anno, finalmente, sarà venduto. Il georgiano, invece, le bizze le ha continuate a fare in questo campionato dopo aver collezionato un’annata pessima nel 2023/2024 finchè, per fortuna è stato spedito a Parigi. A costoro va affiancata un’altra particolare figura Giuntoli Cristiano che da calciatore si era fatto molto apprezzare sui famosi campi di Colligiana, Imperia, Latina, Savona, Sanremese e Valle d’Aosta. Al Napoli arrivò nel 2015 come direttore sportivo per passare, vento in poppa nella stagione 2023/2024 alla Juventus che credette, ingenuamente, che gli acquisti a basso prezzo di forti calciatori sconosciuti fosse la sua specialità che, purtroppo, si è dimostrata errata visto il gioco ed i risultati espressi dal club bianconero.

L’anno scorso ha fatto l’ennesimo colpo per dare una sterzata al decimo posto del campionato: ha assunto Antonio Conte ed il suo intero staff con un impegno finanziario notevole ed ha riversato sul mercato 150 milioni di euro per il mercato acquistando Buongiorno, Lukaku, Mc Tominay, Neres, Gilmour ed altri e a coloro che gli rimproveravano la vendita di Kwaraskelia a gennaio ha risposto vincendo lo scudetto senza di lui e di quell’altro in Turchia.

Che Dio ce lo conservi a lungo e auguri presidente per i tuoi 76 anni!

Raffaele Romano

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, battaglia, euro, europa, italia, medici, mercato, merito, mondo, napoli, parigi, piano economico, usa

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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