Dopo il referendum popolare che ha detto no alla storica secessione della Scozia dall’Inghilterra e alla sua indipendenza dopo oltre trecento anni, la casa editrice Liberilibri pubblica all’interno della collana il Monitore Costituzionale l’Act of Union [1707], l’atto con cui fu sancita la creazione del Regno Unito di Gran Bretagna fra Scozia e Inghilterra.
Il documento costituzionale, finora mai tradotto e commentato in Italia e riportato con testo originale a fronte, si compone di 25 articoli ed è seguito dalla trascrizione dell’“Atto che consolida la Religione Protestante e il Governo della Chiesa presbiteriana”. Rivela su quali concrete basi sia fondato quel dualismo di ordinamenti politici, di istituzioni di governo e di orientamenti politici, intellettuali e religiosi che fin dall’indomani della “Gloriosa Rivoluzione” del 1688 ha caratterizzato il Regno Unito di Gran Bretagna. Il quale nacque, si può dire, come grande aggregato statuale proprio in virtù dell’Unione dei due parlamenti d’Inghilterra e di Scozia. Ponendo dunque in evidenza la centralità della questione parlamentare nella costruzione del nuovo Stato, si rendeva definitiva l’egemonia delle istituzioni inglesi sull’intera area delle Isole britanniche e si delineavano nel contempo i caratteri di una “unione senza uniformità” basata sul riconoscimento delle istituzioni scozzesi pre-unitarie. Istituzioni che hanno conservato la loro vitalità fino a rendere possibili, in tempi più recenti, la realizzazione della devolution e con essa il ripristino a Edimburgo di un’assemblea parlamentare e di un esecutivo autonomi, sprigionando le forze di quel nazionalismo politico che oggi aspira all’indipendenza.
Nella sua Introduzione, James G. Kellas, tra i massimi studiosi del sistema politico della Scozia e del riformismo nazionalista, spiega come l’Unione abbia costituito un momento costituzionale non privo di vistose contraddizioni, esposto a interpretazioni discordi e contestato da alcuni perfino nella sua intrinseca legittimità, ma come tuttavia abbia reso la Scozia una componente essenziale dello Stato britannico unitario e l’abbia immessa nella modernità costituzionale.
James Grant Kellas è professore emerito di Politics all’Università di Glasgow ove per diversi anni ha diretto il corso di M.Phil. Scottish Government and Administration. Tra i maggiori studiosi delle connessioni fra nazionalismi, etnie e movimenti separatisti, ha dedicato importanti scritti anche all’ordinamento costituzionale e al sistema politico della Scozia. È autore di saggi di gran diffusione apparsi in diverse edizioni e tradotti in molte lingue, tra i quali: Modern Scotland (1968, 1980), The Scottish Political System (1973, 1982, 1985); Nationalist Politics in Europe: the Constitutional and Electoral Dimensions (1998, 2003), The Politics of Nationalism and Ethnicity (1991, 1998).
La collana il Monitore Costituzionale è diretta da Alessandro Torre, ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e presidente del Devolution Club, think tank impegnato nella ricerca sulle trasformazioni dello Stato contemporaneo prodotte dai grandi processi di decentramento territoriale.
Act of Union [1707], traduzione di Fabio Del Conte rivista da Alessandro Torre, Introduzione di James G. Kellas, testo inglese a fronte, collana il Monitore Costituzionale, pagg. XXXVI-72, euro 14.00, ISBN 978-88-98094-13-4

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