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Act of Union [1707]
L’atto che sancì l’unione dei Regni di Scozia e Inghilterra e la creazione del Regno Unito di Gran Bretagna

di Redazione Pensalibero.it | 21 Settembre 2014

Dopo il referendum popolare che ha detto no alla storica secessione della Scozia dall’Inghilterra e alla sua indipendenza dopo oltre trecento anni, la casa editrice Liberilibri pubblica all’interno della collana il Monitore Costituzionale l’Act of Union [1707], l’atto con cui fu sancita la creazione del Regno Unito di Gran Bretagna fra Scozia e Inghilterra.

Il documento costituzionale, finora mai tradotto e commentato in Italia e riportato con testo originale a fronte, si compone di 25 articoli ed è seguito dalla trascrizione dell’“Atto che consolida la Religione Protestante e il Governo della Chiesa presbiteriana”. Rivela su quali concrete basi sia fondato quel dualismo di ordinamenti politici, di istituzioni di governo e di orientamen­ti politici, intellettuali e religiosi che fin dall’indomani della “Glo­riosa Rivoluzione” del 1688 ha caratterizzato il Regno Unito di Gran Bretagna. Il quale nacque, si può dire, come grande aggregato statuale proprio in virtù dell’Unione dei due parlamenti d’Inghilterra e di Scozia. Ponendo dunque in evidenza la centralità della questione parlamentare nella costruzione del nuovo Stato, si rendeva definitiva l’egemonia delle istituzioni in­glesi sull’intera area delle Isole britan­niche e si delineavano nel contempo i ca­ratteri di una “unione senza uniformità” basata sul riconoscimento delle istituzioni scozzesi pre-unitarie. Istituzioni che hanno conservato la loro vitalità fino a rendere possibili, in tempi più recenti, la realizzazione della devolution e con essa il ripristino a Edimburgo di un’assemblea parlamentare e di un esecutivo autonomi, sprigionando le forze di quel nazionalismo politico che oggi aspira all’indipendenza.

Nella sua Introduzione, James G. Kellas, tra i massimi studiosi del sistema politico della Scozia e del riformismo nazionalista, spiega come l’Unione abbia costituito un momento costituzionale non privo di vistose contraddizioni, esposto a interpretazioni discordi e contestato da alcuni perfino nella sua intrinseca le­gittimità, ma come tuttavia abbia reso la Scozia una componente essenziale dello Stato britannico unitario e l’abbia immessa nella modernità costituzionale.

James Grant Kellas è professore emerito di Politics al­l’Uni­versità di Glasgow ove per diversi anni ha diretto il corso di M.Phil. Scottish Govern­ment and Ad­min­istra­tion. Tra i maggiori studiosi delle connessioni fra nazionalismi, etnie e mo­vimenti separatisti, ha dedicato importanti scritti anche all’ordinamento co­sti­tu­zionale e al sistema politico della Scozia. È autore di saggi di gran diffusione ap­parsi in diverse edizioni e tradotti in molte lingue, tra i quali: Modern Scot­land (1968, 1980), The Scot­tish Political System (1973, 1982, 1985); Nationalist Politics in Eu­rope: the Con­sti­tu­tional and Electoral Dimensions (1998, 2003), The Politics of Nationalism and Ethnicity (1991, 1998).

La collana il Monitore Costituzionale è diretta da Alessandro Torre, ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e presidente del Devolution Club, think tank impegnato nella ricerca sulle trasformazioni dello Stato contemporaneo prodotte dai grandi processi di decentramento territoriale.

Act of Union [1707], traduzione di Fabio Del Conte rivista da Alessandro Torre, Introduzione di James G. Kellas, testo inglese a fronte, collana il Monitore Costituzionale, pagg. XXXVI-72, euro 14.00, ISBN 978-88-98094-13-4

Pubblicato in : Primo piano

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