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Accordo sui migranti Italia-Albania, Msf: “Impedisce ingressi e aggira obblighi di soccorso”

Per Medici senza frontiere il nuovo accordo per creare due centri per migranti in Albania è un attacco al diritto di asilo e alle norme internazionali che garantiscono protezione e soccorso: “Precedenti tentativi di gestione extraterritoriale sono stati fallimento”

di Agenzia Dire | 12 Novembre 2023

Il patto siglato tra Italia e Albania si spinge un passo oltre gli accordi di esternalizzazione che il governo italiano o le istituzioni europee hanno firmato negli ultimi anni con Turchia, Libia e Tunisia, sostiene Medici Senza Frontiere (Msf) in una nota.
Secondo l’organizzazione, l’obiettivo non è più solo quello di scoraggiare le partenze, ma di impedire attivamente alle persone in fuga e a chi viene soccorso in mare di accedere in modo rapido e sicuro al territorio europeo, aggirando così gli obblighi di protezione e soccorso sanciti dal diritto internazionale e dalle Convenzioni europee.

“È UN ATTACCO AL DIRITTO DI ASILO”

Msf avverte che il mancato accesso al suolo italiano, la gestione extraterritoriale delle domande di asilo, l’applicazione delle procedure accelerate di frontiera e il trattenimento delle persone in un paese terzo, rappresentano un nuovo attacco sferrato al diritto di asilo, così com’è inteso oggi. Queste iniziative non fanno altro che replicare politiche di contenimento e dissuasione che si sono dimostrate prive di efficacia nel lungo periodo, ma capaci di aumentare la sofferenza e la disperazione di migliaia di persone.

“PRECEDENTI PROVE DI GESTIONE EXTRATERRITORIALE SONO STATE UN FALLIMENTO”

L’organizzazione sostiene inoltre che i precedenti tentativi di sperimentare soluzioni extraterritoriali si sono rivelati tutti fallimentari. In particolare, Msf ha già osservato in modo diretto le conseguenze delle politiche di trattenimento extraterritoriale attuate per un lungo periodo dal governo australiano: tra il 2017 e il 2018, i team di Msf hanno offerto oltre 1.500 consultazioni psicologiche a rifugiati e richiedenti asilo trasferiti forzatamente sull’isola di Nauru, riscontrando un grave livello di sofferenza mentale. Di fronte a una simile proposta avanzata nel 2022 dal governo del Regno Unito in accordo con il Ruanda, e poi definita illegittima dalla Corte d’Appello, Msf si era dichiarata “disgustata, sconfortata e preoccupata dalla determinazione punitiva e nociva” che aveva mosso le autorità britanniche.

“CERCARE SOLUZIONI PIÙ UMANE”

In attesa di conoscere nei dettagli i contenuti dell’accordo siglato dall’Italia, Msf si dice preoccupata per le complessità logistiche e organizzative connesse al trasferimento dei sopravvissuti in mare verso l’Albania.
Nello specifico, continua la nota, il complicato processo di identificazione e successiva presa in carico di persone con complicazioni mediche e fragilità specifiche rischia di essere nei fatti impossibile o comunque non adeguato alle necessità. Inoltre, l’assegnazione automatica di un porto distante anche alle navi di Guardia costiera e Marina militare, come già nella prassi per le navi delle Ong, comporterà ulteriori restrizioni alla capacità di intervento in mare e rischi per la salute fisica e mentale delle persone a bordo.
Msf sollecita nuovamente le autorità italiane ed europee a concentrarsi su soluzioni più umane e coraggiose per ridurre le morti in mare e offrire accoglienza dignitosa e solidarietà a coloro che cercano protezione in Europa.

Agenzia Dire

www.dire.it

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, europa, governo, governo italiano, istituzioni europee, italia, libia, mare, medici, persone, processo

Info Agenzia Dire

L’Agenzia Dire nasce nel 1988 e si specializza, nei suoi primi anni di attività, sulle dinamiche politiche parlamentari. Nel corso del tempo matura un’esperienza a tutto campo che la porta ad affermarsi tra le principali agenzie di stampa italiane grazie al completo servizio di informazione offerto. Oggi è un punto di riferimento importante per le istituzioni e le principali testate nazionali e regionali aziende, enti e associazioni. Ha una forte presenza regionale con corrispondenti che coprono tutta l’Italia e dieci sedi operative. Realizza 33 notiziari quotidiani d’informazione: 13 notiziari tematici nazionali e 20 notiziari regionali, che producono 7 giorni su 7, una media di oltre 2.000 lanci multimediali al giorno, 6 newsletter, 7 Tg e Gr tematici. Il direttore responsabile è Nico Perrone.

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