
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che Iran e Francia sono vicini a raggiungere un accordo per uno scambio di prigionieri, che include il rilascio di una donna iraniana arrestata in Francia per i suoi post online relativi alla guerra a Gaza. Lo afferma l’Associated Press. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha detto alla TV di Stato iraniana che Mahdieh Esfandiari dovrebbe essere rilasciata come parte di uno scambio che, ha auspicato, possa avvenire “nei prossimi giorni”.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu e il segretario di stato americano Marco Rubio visiteranno insieme il Muro del Pianto a Gerusalemme oggi alle 14. Il primo ministro dello stato ebraico non ha annunciato se i due intendono incontrarsi formalmente anche questa settimana.
Una manifestazione convocata dalle organizzazioni di solidarietà con la Palestina ha inondato il centro di Valencia per chiedere l’applicazione dell’embargo sulle armi contro Israele e la rottura totale delle relazioni con questo paese di fronte al “genocidio” che si sta compiendo a Gaza. La marcia, alla quale hanno partecipato diverse decine di migliaia di persone, è partita dalla piazza del municipio, tra bandiere palestinesi e grida contro Israele. Migliaia di persone si sono radunate davanti alla storica Porta di Brandeburgo di Berlino per una manifestazione anti-israeliana e filo-palestinese che chiedeva la fine del “genocidio a Gaza” e la sospensione delle forniture di armi all’Ucraina.Circa 12mila persone hanno partecipato alla manifestazione nel centro della capitale tedesca, condannando la guerra di Israele contro Hamas nell’enclave palestinese, secondo i dati della polizia.Tuttavia, il partito di estrema sinistra Bsw, è un partito politico tedesco, fondato l’8 gennaio 2024 ideologia di sinistra che aveva indetto la manifestazione, ha stimato l’affluenza in 20mila persone, rendendola una delle più grandi manifestazioni filo-palestinesi in Germania degli ultimi mesi. Alla luce della sua responsabilità storica nell’Olocausto, la Germania ha fatto del sostegno allo stato di Israele un pilastro della sua politica estera. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha però assunto posizioni critiche nei confronti della guerra a Gaza e ha annunciato un embargo parziale sulle armi ad agosto, affermando che il suo Paese avrebbe bloccato l’esportazione di equipaggiamento militare che potrebbe essere utilizzato nella Striscia di Gaza. Alla luce della sua responsabilità storica nell’Olocausto, la Germania ha fatto del sostegno allo stato di Israele un pilastro della sua politica estera. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha però assunto posizioni critiche nei confronti della guerra a Gaza e ha annunciato un embargo parziale sulle armi ad agosto, affermando che il suo Paese avrebbe bloccato l’esportazione di equipaggiamento militare che potrebbe essere utilizzato nella Striscia di Gaza. L’Assemblea generale dell’Onu ha adottato la Dichiarazione di New York, volta a ridare slancio alla soluzione dei due Stati, israeliano e palestinese, ma escludendo in modo inequivocabile Hamas. Il testo preparato da Francia e Arabia Saudita e approvato con 142 voti a favore, dieci contro e 12 astenuti “condanna gli attacchi perpetrati il 7 ottobre da Hamas contro i civili” e afferma “Hamas deve cederele armi e liberare tutti gli ostaggi” detenuti a Gaza. La dichiarazione sarà la base del vertice del 22 settembre, in occasione del quale il presidente Emmanuel Macron ha promesso di riconoscere lo Stato palestinese. Stati Uniti, Israele e Ungheria hanno votato contro la risoluzione assieme a Argentina, Paraguay, Micronesia, Tonga, Nauru, Palau e Papua Nuova Guinea. L’Italia si è pronunciata a favore con il resto dei paesi Ue. Il Mossad (è l’agenzia di intelligence e un servizio segreto dello Stato d’Israele, focalizzato sulle operazioni all’estero) si era rifiutato di attuare un piano elaborato nelle ultime settimane per utilizzare agenti sul campo per assassinare i leader di Hamas, a Doha. Lo scrive il Washington Post, citando due funzionari israeliani a conoscenza della vicenda. Il direttore del Mossad, David Barnea, scrive il Post, si era opposto all’uccisione dei funzionari di Hamas in Qatar in parte perché un’azione del genere avrebbe potuto rompere il rapporto che lui e la sua agenzia avevano coltivato con i qatarioti, che avevano ospitato Hamas e mediato i colloqui di cessate il fuoco tra il gruppo militante e Israele, hanno affermato le fonti.
Parliamo della guerra, primo ministro Benjamin Netanyahu. Lei non è pacifista, vero?
Giuseppe Basilico

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