
Il libro ricostruisce il milieu sociale e culturale esclusivamente dell’aristocrazia fiorentina; quindi potreste chiederci conto della gente “delle case basse”, come il ministro delle Finanze del Granducato di Toscana, conte Giovanni Baldasseroni (1795-1876), indicava il popolo minuto. Ebbene, l’epoca da noi analizzata, quella che che va dal primo Settecento al suo volgere al termine, non contemplava per i signori di antico e alto lignaggio l’esistenza di tale classe. Erano villani, poco più che servi, i quali trovavano il loro corrispettivo nei mugiki russi, come alcuni viaggiatori li descrivevano nelle loro memorie: ancora il loro respiro e la loro anima erano muti per i blasonati. Presto però anche il popolo prenderà sempre più coscienza di sé, aiutato spesso in questo percorso dai cadetti di quella aristocrazia consapevoli del valore umano, senza più distinzioni di classe. Dopo il secolo dei Lumi vi sarà la sovrapposizione del Romanticismo e in seguito del Positivismo …
Ecco, su “Accademie, salotti, giochi di società e amori segreti nella Firenze del Settecento” quanto scrive su Pensalibero Guglielmo Adilardi.
“Con questo lavoro a più mani abbiamo sollevato un lembo del passato per far rivivere al lettore un mondo eclissatosi qualche secolo or sono, ma non poi tanto distante da noi “modernissimi” se è vero , come la psicanalisi junghiana insegna , che esiste un subconscio collettivo. Inoltre, se non volete credere a ciò, dovrete ammettere che noi siamo comunque i “figli”, a volte non all’altezza, di cotanti bei ingegni. Creare l’ambiente di un vissuto lontano non è soltanto un divertissement per il lettore appassionato, ma può essere utile allo storico al quale la sua professione lo costringe a calarsi nel vissuto dei personaggi del passato per creare l’ humus del tempo per comprenderne meglio le vicende della grande Storia.
Noterete che abbiamo lavorato per ricostruire il milieu sociale e culturale esclusivamente della aristocrazia fiorentina; quindi poteste chiederci conto della gente “ delle case basse” come indicava il ministro dell’Interno, Baldisseroni per indicare il popolo minuto. Ebbene l’epoca da noi investigata che va dal primo Settecento alla sua fine non contemplava l’esistenza di tale classe per l’aristocrazia. Erano i villani poco più che servi, i quali trovavano il loro corrispettivo nei mugiki russi, come alcuni viaggiatori russi li descrissero nelle loro memorie. Ancora il loro respiro, la loro anima era muta per quei signori di antico lignaggio . Presto però anche il popolo prenderà sempre più coscienza di sé, aiutato spesso in questo percorso dai cadetti di quella aristocrazia, la quale prenderà consapevolezza del valore umano senza più distinzioni di classe. Dopo il secolo dei Lumi vi sarà la sovrapposizione del Romanticismo; in seguito del Positivismo…Ma questa è un’altra storia che potremo raccontare soltanto se vi è piaciuta la presente.
A questo punto ci corre l’obbligo di ringraziare tutti coloro che abbiamo incontrato nella ricerca; l’elenco sarebbe assai lungo, pur tuttavia non dispiaccia ai più se ci sentiamo riconoscenti alla direttrice Augusta Timpanaro Morelli che con i suoi saggi fu la nostra ispiratrice”.
Guglielmo Adilardi

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