• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Abolizione del bollo: non solo mossa elettorale

L’annuncio con cui Giorgia Meloni ha anticipato la sospensione del bollo per la prima auto nel 2027 e poi, forse, la sua abolizione strutturale ha suscitato l’accusa di mossa elettoralistica. Ma è davvero così?A uno sguardo superficiale, certamente sì. La presidente del Consiglio ha scelto di cancellare una tassa estremamente impopolare, nella speranza di guadagnare consenso. La reazione disordinata delle opposizioni conferma che, almeno sotto il profilo tattico, ha colto nel segno. Fermarsi qui, però, sarebbe sbagliato.

di Istituto Bruno Leoni | 25 Settembre 2026

L’annuncio con cui Giorgia Meloni ha anticipato la sospensione del bollo per la prima auto nel 2027 e poi, forse, la sua abolizione strutturale ha suscitato l’accusa di mossa elettoralistica. Ma è davvero così?

A uno sguardo superficiale, certamente sì. La presidente del Consiglio ha scelto di cancellare una tassa estremamente impopolare, nella speranza di guadagnare consenso. La reazione disordinata delle opposizioni conferma che, almeno sotto il profilo tattico, ha colto nel segno. Fermarsi qui, però, sarebbe sbagliato. La manovra sul bollo ha infatti un significato più ampio. Anzitutto, sposta il focus delle misure emergenziali da un provvedimento costosissimo e dannoso (il taglio temporaneo delle accise) a uno meno costoso, più visibile e tale da preservare il segnale di prezzo dei rincari dei carburanti.

Ma c’è un altro e più importante aspetto che riguarda, da un lato, la scelta delle coperture; dall’altro, il senso politico dell’operazione. Molti hanno detto che usare gli avanzi del Pnrr tradiva lo spirito del Piano. Niente di più sbagliato. Uno degli aspetti positivi (non molti) del Pnrr era che, diversamente da altri programmi europei, non si basava su una minuziosa rendicontazione delle spese: prevedeva, al contrario, una serie di obiettivi (investimenti e riforme) il cui raggiungimento avrebbe fatto scattare dei pagamenti (a fondo perduto e prestiti). Nel passato, noi per primi abbiamo criticato i governi Draghi e Meloni per aver chiesto interamente i finanziamenti disponibili, anziché adottare un approccio più cauto. E abbiamo anche più volte criticato la Commissione europea per l’approccio formalistico al raggiungimento degli obiettivi. Ma in discussione oggi non c’è la natura del Pnrr: poiché la Commissione ha certificato il raggiungimento degli obiettivi, gli avanzi sono semplicemente il segno che il governo ha speso meno di quanto previsto. Bene, bravo, bis!

Si arriva così al punto politico: se l’esecutivo avesse usato quelle disponibilità per alimentare altre spese – nuove oppure esistenti – nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Scegliendo di destinare tali risorse alla sospensione del bollo, Meloni e Giorgetti fanno salvi i saldi di bilancio (a parità di altri elementi, deficit e debito saranno immutati), ma all’interno di tali paletti riducono una tassa – rinunciando in tal modo ad aumentare una spesa – anziché fare il contrario. A casa nostra, il populismo fiscale è scherzare col diavolo del deficit. Vedremo come si completerà la manovra, e quali coperture saranno utilizzate per confermare il taglio del bollo anche negli anni successivi. Ma, per una volta, possiamo dire che tra tante opzioni possibili, Meloni ne ha scelta una che prevede non solo la riduzione delle tasse, ma anche la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti: e quindi salva loro soldi e tempo. Naturalmente, possiamo discutere all’infinito se non sarebbe stato meglio usare quei denari per ridurre il debito pubblico o per tagliare altre tasse. Ma non possiamo fingere che un leader politico non debba tenere conto di ovvi vincoli legati al consenso. Scegliere tra minori tasse e maggiori spese è, nel senso più puro del termine, politica. Per una volta, forse persino al di là delle intenzioni, siamo di fronte a un caso di buona politica. 

Istituto Bruno Leoni

Pubblicato in : Primo piano

Info Istituto Bruno Leoni

L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”.
L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti