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ABBATTIAMO IL MONOPOLIO DEI VALORI

Nel corso più o meno travagliato degli anni, ci è accaduto di chiederci più volte come sia possibile che in Italia – e solo in Italia, per quanto riguarda il mondo occidentale – si sia affermato una sorta di colossale Monopolio dei valori che controlla strettamente il mercato delle idee, limita rigorosamente la valuta della libertà individuale e poggia su una premessa fondata sulla più rigorosa ortodossia, ovvero che i cosiddetti valori fondanti della nostra civiltà, della nostra storia e dunque della nostra identità appartengano solamente ed unicamente al cattolicesimo. [segue]

di Chiara Boriosi | 20 Ottobre 2009

Nel corso più o meno travagliato degli anni, ci è accaduto di chiederci più volte come sia possibile che in Italia – e solo in Italia, per quanto riguarda il mondo occidentale – si sia affermato una sorta di colossale Monopolio dei valori che controlla strettamente il mercato delle idee, limita rigorosamente la valuta della libertà individuale e poggia su una premessa fondata sulla più rigorosa ortodossia, ovvero che i cosiddetti valori fondanti della nostra civiltà, della nostra storia e dunque della nostra identità appartengano solamente ed unicamente al cattolicesimo. Pare impossibile far valere quantomeno il dubbio che anche gli agnostici possano essere possessori e, perché no, portatori sani di valori che si esprimono in un codice etico e morale che non interferisce affatto con quello della civile convivenza anzi, curiosamente, sembra proprio esserne l’ispiratore. In questi ultimi giorni, dopo aver visto infuriare la battaglia ormai sanguinosa per l’insegnamento della religione, o delle religioni, a scuola, ed avendo letto l’ennesimo richiamo del Papa alle presunte radici cristiane dell’Europa, ci è venuto fatto di chiederci con assoluta desolazione se per caso non sarà l’agnosticismo a salvarci ed a tirarci finalmente fuori da questa palude che è poco spirituale quanto invece fortemente impregnata di volontà di potere.
Sembrerebbe persino ovvio, come abbiamo scritto di recente, che la scuola pubblica di uno stato laico promuovesse, eventualmente, lo studio della Storia delle religioni come materia formativa, piuttosto che imporre l’insegnamento del cattolicesimo come unica scelta possibile, questo nel rispetto di tutti i cittadini ma soprattutto del ruolo primario della scuola, che deve incrementare la conoscenza e non certo prestarsi ad essere strumento di proselitismo. E’infatti evidente che, se si riconosce l’esclusività dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, ci sarà subito chi chiederà lo stesso privilegio per un altro credo, e non si capisce come si possa noi, sempre pronti a concederci ciò che altrettanto prontamente neghiamo agli altri, non accogliere questa richiesta. Allora, sarebbe forse il caso di fare un passo indietro e riconoscere che non si dovrebbe neanche arrivare a questo genere di contrapposizione, mettendo una volta per tutte un punto fermo sulla scuola pubblica che, in quanto tale, deve essere al di fuori ed al di sopra di simili controversie religiose, buone ad alimentare sapienti dibattiti fra studiosi, ma altrettanto, e di certo più pericolosamente, buone ad innescare competizioni sull’esclusività del credo professato: la mia religione è più bella della tua, e se non lo riconosci ti schiaccio col peso dell’obbligo scolastico. Lo spauracchio di una formazione culturale aperta alla conoscenza, al libero pensiero, al dialogo, al confronto, pare agitare le coscienze e le fragilità di chi ci governa come se fossimo in piena Controriforma, pronti ad affrontare l’ennesima guerra di religione con la solita arma dell’assolutismo confessionale, negando ogni possibilità di riuscita a ciò che pure ha fondato la nostra storia del pensiero: la forza delle idee. In questo sgomentante clima da post Concilio tridentino, si inserisce la riflessione più ampia sui valori innescata dalle parole del Papa; chi scrive si riconosce nelle radici greco-romane della nostra cultura, e se proprio dovessimo procedere ad una rilettura del peso del cattolicesimo sulla storia d’Europa – che richiederebbe spazi molto più ampi di questo pezzo – dovremmo chiederci quanto il relativismo delle posizioni papali e teologali, sottoposto con secoli di ritardo ad obbligatorie quanto irrimandabili correzioni, ha rischiato di compromettere la crescita e l’evoluzione della nostra cultura. Senza scomodare il solito Galileo, pensiamo ad esempio a Cartesio, grande matematico che pure fermò la propria intuizione sulle soglie del calcolo infinitesimale per osservanza alla dottrina cattolica che poggiava sull’horror vacui, mentre successivamente Leibniz seppe separare scienza e fede ed elaborò la teoria del calcolo decimale, sulla base della concezione fisica della materia composta da monadi, ovvero atomi. Allora, dovremmo chiederci a cosa ci porterebbe l’osservanza di ogni nuova professione teologale da parte di un Papa, fino a nuovo ordine – o fino a nuovo Papa – se ammettessimo che su questo poggia non solo la nostra storia passata ma anche la nostra contemporaneità. In realtà, sarebbe ora di riconoscere che il tanto demonizzato relativismo caratterizza ogni espressione del pensiero dell’uomo per il semplice motivo che fa parte della nostra stessa natura non coltivare un pensiero unico ma tendere ad una elaborazione personale, che è la spinta della ricerca sia interiore che scientifica, l’intuizione di un singolo che poi cresce fino a diventare patrimonio della conoscenza di tutti. Questo vale tanto per la scienza quanto per l’etica e la morale, sottoposte al vaglio della coscienza individuale che funge da giudice dei valori e della loro sostanziale essenzialità, e che poi si invera in un comportamento sociale che la regola della democrazia permette di condividere civilmente con gli altri. Per uscire dalla soffocante impasse ideologica nella quale ci stiamo falsamente dibattendo, costretti a subire limiti rigidi da premesse sbagliate, dovremmo avere la volontà di abbattere questo ingiustificato Monopolio, ed avere l’onestà intellettuale di riconoscere che i parametri di riferimento che stabiliscono la giustezza e la validità di un valore etico e morale nascono dalla libertà della coscienza, dalla libertà del pensiero, dalla libertà di analisi e di elaborazione di ciò che si sviluppa in noi e poi si forma concettualmente con il tempo. Dovremmo poter dire che il relativismo è un valore primario, perché è ciò che costituisce la primigenia spinta alla conoscenza ed all’indagine, per poi trasformarsi in un patrimonio condiviso, sapendo che i robusti anticorpi formati in secoli di analisi razionale, impediranno lo sviluppo di aberrazioni od estremismi. Il giorno che nel nostro paese sarà non solo possibile ma anche naturale riconoscere pari dignità ai valori cattolici ed a quelli laici, allora forse torneremo ad avere una speranza di crescita in tutti i sensi – il Monopolio contraddice il libero scambio in regime di pari opportunità, dunque è ora di abbatterlo. Per sempre.

ChiBo

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo

    27 Ottobre 2009 alle 10:10

    Cara Chiara, dietro tutte queste belle parole sui valori, sulle fondamenta dell’ Europa, c’é solo una verità….il soldo! La Chiesa Cattolica, investita anch’essa dalla globalizzazione religiosa e dal progresso tecnologico, sta per perdere l’osso che tiene stretto tra i denti….sente che l’aprirsi dei cervelli ad altre “verità” importate, determinerà in tempi brevi la fine del pensiero unico e quindi della sua funzione di “asso pigliatutto”.
    Per questo, solo per i suoi privilegi ancestrali e per timore che il concordato sia abolito, sta puntando i piedi….le gerarchie preferiscono un gregge di pecorelle proprio perche esso é ben domabile e ricattabile, ora accade pero’ che altre popolazioni con altre religioni coabitino con la nostra, accade anche che altri costumi, frutti dell’equidistanza tra Stato e religioni, siano alle porte dell’Italia e che l’ Europa abbia fatto passi da giganti perché i cittadini abbiano poco a poco gli stessi diritti senza privilegi legati all’appartenenza sessuale per esempio.
    Solo per questioni economiche, per la paura di perdere il monopolio nell’educazione e in quello politico dove da decenni avere il benestare della Chiesa porta avanzamenti di carriera, quest’ultima punta i piedi, perché accettare altri modelli significa perdere di vista il gregge, avere meno adepti, ricevere meno soldi! Ti sei mai chiesta, col pretesto della fede e dell’appartenenza al “gregge”, quante persone in età avanzata, magari senza piu’ eredi, lascino tutti i loro averi alla Chiesa? Proviamo un po’ a fare il calcolo…certo, magari parte di quei soldi finisce in opere di bene, ma una piccolissima parte. Ricordo la storia a Livorno di associazioni legate al mondo cattolico che, letteralmente, si impossessavano in tutta velocità dei gioelli dei defunti prima che qualcuno potesse eventualmente pretendere che gli fossero riconsegnati….
    Insomma, la non approvazione di una legge che impedisca le aggressioni omofobe va in questo senso, perché anche piccole aperture verso qualcosa che poco a poco distruggerà questo sistema, non piace affatto alle gerarchie.

    Rispondi
  2. puccio cartoni

    25 Ottobre 2009 alle 22:19

    Per garantire..che leggo ciò che viene scritto. Ma è sempre opportuno,e divertente , sollecitare…precisazioni sugli argomenti!

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    23 Ottobre 2009 alle 18:57

    Chiara, intendevo gli spaventapasseri in negativo, ossia: fin quando questa storia sarà bloccata dal terrore di sfilare il cristianesimo e soprattutto i suoi epigoni atei? Fin quando sarà ricattata dal ritorno dei neopaganesimi, se ben sappiamo che nemmeno Hitler sarebbe esistito senza il concetto di popolo prediletto da Dio, variamente esportabile per fingere di curare le crisi di qualsiasi etnia e di qualsiasi “ecclesia”? Per restare al concreto, che comunque niente cambia, anche nella Napoli borbonica del XVIII secolo si fece qualcosa fra carità e pubblica assistenza a favore degli indigenti. Ma il problema mi sembra non tanto quale chiesa cristiana abbia il primato sociale e quale abbia seguito a ruota, bensì cosa oggi resti di quel primato e del bene che lo mosse senza essere presi dal rimorso perché miliardi di viventi ancora ne sono privati. Dove vanno i poveri emigranti lo sappiamo, ma noi dove andiamo dopo il nostro ben vivere? M.S.

    Rispondi
  4. Chiara

    23 Ottobre 2009 alle 16:37

    Marzio, io non esorcizzo, semplicemente la penso diversamente, perchè non esiste una sola verità. Lo stato assistenziale e sociale è nato con il socialismo cossideeto utopistico, perchè allora davvero sembrava un’utopia ipotizzare una simile possibilità. Le prime lotte per realizzarlo sono avvenute nella protestante Inghilterra, e tu lo sai meglio di me. La dottrina sociale della Chiesa è amteria recente – e molto tardiva. Lo Stato della Chiesa era quello peggio amminsitrato nell’Italia preunitaria.

    Rispondi
  5. Marzio Siracusa

    23 Ottobre 2009 alle 08:52

    ” Ma lo sapete, razza di ignoranti, che grazie alla chiesa e al cattolicesimo sono nati gli ospedali, le università, lo stato sociale/assistenziale, senza pensare all’arte e alla cultura. ” Questo è il punto, e aggiungo che Fabio ” purtroppo ” ha ragione. Quando tra non molto la terra sarà popolata da venti miliardi di ultra centocinquantenni sterili ma molto informati e pieni di voglia di vivere, insomma quando la terra sarà l’escremento del sistema solare, finalmente i grandi meriti del cristianesimo e della Chiesa smetteranno di abbagliarci. Ma per quanto ancora si potranno esorcizzare come spaventapasseri verità che fanno orrore a atei e credenti? M.S.

    Rispondi
  6. Chiara

    22 Ottobre 2009 alle 14:14

    Caro Puccio, ma almeno leggi ciò che scrivo?! Non ho chiesto un integralismo laico, ho chiesto PARI DIGNITA’ nel rispetto dei valori, laici e cattolici. Il che sarebbe un’ottimo inizio per porre fine agli integralismi, perchè finchè c’è qualcuno che ritiene di essere l’unico possessore dell’etica, della morale, della verità, il problema resta. E grande.

    Rispondi
  7. nicola cariglia

    22 Ottobre 2009 alle 09:21

    al coltissimo sig. Fabio vorrei ricordare che in alcuni casi splendide chiese e cattedrali sono state edificate sulle fondamenta di altri templi eretti da devoti ad altre religioni.
    Semplicememte avremmo voluto vedere, accanto alle chiese cattoliche anche quelle distrutte perchè frutto di fedi “sbagliate”.
    E’ così “incolto” questo desiderio?

    Rispondi
  8. puccio cartoni

    21 Ottobre 2009 alle 18:57

    Beh ,per aver voluto rispondere per assurdo,con esagerazione , giustamente sono scambiato per un mangiapreti ! S’ha a’ andar bene…Il vero commento lo facevo nel finale ,sul discorso delle libertà e del pensiero unico : questa è una cosa seria!
    Comunque ,Chiara , non puoi attaccare la Chiesa richiamandoti al Medio Evo : il potere temporale è comunque finito ,oggi il problema è diverso…si tratta di distinguere ( come ci è stato insegnato ) tra Cesare ed il Padreterno . E non mi pare che agitare un integralismo “laico” si differenzi tanto dall’integralismo religioso.

    Rispondi
  9. Chiara

    21 Ottobre 2009 alle 17:33

    http://www.ilgiornale.it/interni/la_liberta_delloccidente_sedurra_lislam/20-10-2009/articolo-id=392185-page=1-comments=1
    Giordano Bruno Guerri è uomo di destra, eppure la pensa come me. Sarà grave?!

    Rispondi
  10. Chiara

    21 Ottobre 2009 alle 13:31

    Dunque, fermo restando che l’educazione è un bene primario e qui non si insulta nessuno, non mi risulta di aver suggerito di bruciare alcunchè ma solamente di aver proposto di riconoscere pari dignità fra valori cattolci e valori laici. Tutta la nostra storia dimostra come l’evoluzione del pensiero e della conoscenza siano dovute a pensatori, scienziati e filosofi che hanno separato la fede dalla scienza, altrimenti saremmo ancora fermi al Tribunale del Sant’Uffizio ed all’Indice dei libri proibiti. La tardiva rincorsa della Chiesa cattolica alla conquista della presenza sociale nasce dopo la caduta della Stato dela Chiesa con conseguente fine del potere temporale dei Papi, che ha reso necessaria per la sopravvivenza una nuova forma di rapporto con i fedeli. La Chiesa della lotta per le investiture, del Papa Re, dell’esercizio del potere assoluto e schierata sempre con i potenti – la cosiddetta alleanza trono-altare non l’ho inventata io, ha caratterizzato tutta la storia europea dal Medioevo in poi – era lontana anni luce dalla Chiesa della dottrina sociale di oggi. E se ancora si studia il Diritto romano, ci sarà un motivo, no?! Pari dignità fra valori laici e valori cattolici significa riconoscere che la storia del pensiero l’ha fatta, la fa e la farà la mente umana con tutte le sue potenzialità, senza dogmi, senza discriminazioni, senza paletti. E questo sia detto da parte mia con rispetto, lo stesso che mi piacerebbe vedere in chi scrive qui sotto.

    Rispondi
  11. Fabio

    21 Ottobre 2009 alle 09:25

    Libri, palazzi, chiese, sculture e immagini sono 2mila anni della nostra storia, sono l’ossatura della nostra cultura. Perchè bruciarle? E poi, via, la Chiesa e il cattolicesimo origine di ogni male???? Ma lo sapete, razza di ignoranti, che grazie alla chiesa e al cattolicesimo sono nati gli ospedali, le università, lo stato sociale/assistenziale, senza pensare all’arte e alla cultura. Studiate un po’, prima di aprire la bocca, ci fate più bella figura, ignoranti!!! Se uno vuole aprire un dibattito, dovrebbe farlo su basi un po’ più solide di un trito anticlericalismo irrazionale e più integralista dell’integralismo presunto che si vorrebbe combattere.

    Rispondi
  12. puccio cartoni

    20 Ottobre 2009 alle 19:27

    “…con le budella dell’ultimo Papa impiccheremo l’ultimo Re…” il Monopolio si distrugge(si può abbattere )solo con soluzioni drastiche : bruciando libri ,palazzi ,chiese ,sculture e immagini che in qualche modo si richiamino ( e richiamino la mente ed il cuore ) a quel Cattolicesimo origine di tutti i mali .La religione ,la fede ,può esser lasciata ad ammorbidirsi ,sino a riscoprire i fasti della cultura greco romana ,oppure risolvere la questione non con la coesistenza ma con la negazione.Facendo riaccendere sic e simpliciter la scintilla del relativismo ;che ,come sappiamo,la fede spenge. Impedendo quella elaborazione personale che costituisce il sale del progresso e del vivere sociale. Basta tergiversare ! Il pensiero unico non può essere quello del Vaticano ! “..è ora di abbatterlo. Per sempre.” Così potremo scegliere un nuovo pensiero unico,non religioso( l’islamismo suscita qualche piccola preoccupazione,in termini di integralismo) :avanti ,c’è posto !
    E’ già successo ,del resto…con la fisica abolizione di ogni forma di libertà. Perchè quello che si acclama contro la religione (pensiero unico ) ,poi va bloccato ,per evitare il pendolarismo delle idee ed il riflusso dell’ insoddisfazione…Vico parlava di una spirale…

    Rispondi

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