Da più parti si vocifera che il centrosinistra, nelle sue varie declinazioni, non abbia una leadership forte, non abbia un programma, e non sia ancora un’alternativa credibile per la maggioranza degli italiani. In sostanza gli elettori non hanno ben chiaro l’idea di Italia dell’attuale opposizione democratica. Analisi ragionevole che meriterebbe il giusto spazio. Eppure dall’altra parte della barricata, nonostante abbiano un leader forte ed indiscusso, il meccanismo non è ben oleato come un tempo. Le correnti dilagano: i ministri “berlusconiani” si riuniscono in un noto albergo romano e tramano contro il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, l’ex ministro Claudio Scajola, quello della casa al Colosseo che gli è stata comprata a sua “insaputa”, avrebbe al suo seguito 57 parlamentari del Pdl pronti a seguirlo in altri lidi, e gli ex aennini berlusconiani non sopportano certi atteggiamenti del premier e di alcuni ministri e sarebbero disposti a costituire gruppi indipendenti alla Camera e al Senato. Il caos politico-istituzionale la fa da padrone. Come segnale oggi il settimanale l’Espresso, “ci vorrebbe un’alternativa” perché la destra non naviga in buone acque. Come primo step il centrosinistra dovrebbe partire dalla scelta del leader.
Giuseppe Alberto Falci (le ragioni.it)

Io penso invece che come primo step il centro sinistra avrebbe bisogno di una politica.