I partiti politici sono in fibrillazione in tutta Europa ed e’ logico che sia cosi’ perche’ sono nati nel secolo scorso e riflettevano sentimenti ed aspirazioni delle societa’ di allora. Per usare una frase di Berlinguer, la spinta propulsiva dei partiti si e’ esaurita perche’ e’ cambiata la societa’ ed e’ sempre piu’ in continua evoluzione. Un mix di innovazioni ed eventi come internet, social media, globalizzazione, guerra di religione, emigrazioni di massa, crisi finanziarie e poi economiche, ed infine la pandemia ha trasformato il panorama politico internazionale. I partiti socialisti sono praticamente spariti in Francia ed in Italia, sono diventati la terza forza in Germania mentre si afferma il populismo sovranista di Trump, Johnson, Le Pen e Salvini.
Questo processo involutivo del centrosinistra viene chiamato PASOKFICATION che Wikipedia definisce cosi’: “e’ il declino dei partiti socialdemocratici europei negli anni intorno al 2010, spesso accompagnato dalla crescita dei partiti nazionalisti e quelli di estrema destra e sinistra. Il termine prende nome dal partito greco PASOK che passo’ dal 44% dei voti nel 2009 al 13,2 nelle elezioni del 2012.”
Per comprendere meglio questo fenomeno si deve pensare che la politica si sviluppa su due separate dimensioni: economica e sociale.
Nella prima ci si concentra su temi come il wellfare, disuguaglianza economica, equita’ fiscale, deficit e nella seconda ci si occupa di temi sociali come immigrazione, diritti delle minoranze, giustizia ed ordine pubblico. E’ successo che per quanto riguarda la dimensione economica le differenze tra i partiti sono irriconoscibili mentre ha premiato il centrodestra il concentrarsi su temi sociali quali l’immigrazione, valori tradizionali cristiani, ordine pubblico. Tra l’altro, in termini elettorali, paga promuovere temi sociali perche’ sono identitari, di facile comprensione, immediato effetto e non costano niente mentre spiegare interventi di natura economica e’ molto piu’ complicato. In questo confronto il centrosinistra perde perche’ legato a superati concetti di classe e solidarieta’ ed inoltre subisce la concorrenza a sinistra dai Verdi e 5Stelle.
In questo quadro generale, l’Italia fa storia a se’. Da noi i partiti non sono in fibrillazione ma spariti con Tangentopoli quando irresponsabili magistrati, malati di protagonismo con l’appoggio miope, attraverso i giornali, del potere economico distrussero il sistema dei partiti.
Il risultato e’ che l’Italia viene additata in Europa come l’esempio negativo da evitare assolutamente, unico Paese al mondo con 0 crescita economica in 20 anni ed il caos politico senza un presidente del consiglio eletta negli ultimi 10 anni.
Adesso, attraverso un rocambolesco gioco ad incastri, abbiamo Draghi che sembra un marziano quando in un occasione autocelebrativa come il 25 Aprile dice che non tutti gli italiani furono “brava gente” e parla di dare priorita’ nella sua politica economica a giovani e donne.
Ma gli extraterrestri siamo noi, abituati a parole piene di retorica, ma vuote da parte dei nostri politici.
Come quando si verifica un fenomeno astronomico unico per una congiunzione di astri, in Italia abbiamo un’ occasione irripetibile.
Tutti noi siamo coscienti ed accettiamo che le conseguenze della pandemia impongono dei cambiamenti, l’Europa ci ha dato le risorse, abbiamo un presidente competente con idee chiare, partiti disposti a seguirlo, perche’ ha la stima generale. Il problema e’ che per realizzare il programma del governo Draghi occorrono almeno 5/6 anni e la legittimazione democratica deriva dalle elezioni e non si puo’ sospendere la democrazia. Il programma Draghi e’ quello di portare lo stato italiano ad un livello di efficienza media europea, questo obbiettivo neutro dovrebbe essere condiviso dalla maggioranza dei partiti. Sarebbe quindi auspicabile una lista Draghi Presidente formato da una coalizione che includa centro-sinista e centro-destra. Forse e’ un utopia, ma gli italiani davanti ad una scelta tra Draghi e Meloni/Salvini probabilmente si comporterebbero come i francesi quando scelsero tra Macron e Le Pen nel 2017.
O. Ecceomo

Lascia un commento