Un luogo, sospeso nella Laguna, tra acqua cielo e terra, è il Parco dell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Un’oasi di circa un ettaro e mezzo che la Fondazione Giorgio Cini ha
recuperato e restaurato per accogliere il Padiglione della Santa Sede nel 2018 per l’esposizione Biennale Architettura ora, aperto permanentemente con la mostra Vatican Chapels.
Un progetto prestigioso dove l’architettura diventa trascendenza, dialogo con la spiritualità.
Undici Cappelle per undici architetti. Un evento unico che si pone in continuità con una delle missioni principali della Fondazione Cini: stimolare la riflessione e il dialogo comparativo sulle molteplici religioni e tradizioni spirituali. La Santa Sede partecipando per la prima volta alla
Biennale Architettura di Venezia (per la Biennale Arte già presente nelle scorse edizioni) ha dato
mandato a undici architetti internazionali di realizzare e creare nel Bosco undici spazi architettonici; tema dello spirituale da inserire nel contesto del naturale. L’iniziativa promossa dal Cardinale Gianfranco Ravasi, coordinato dal Pontificio Consiglio per la Cultura, ideato e creato dall’architetto Francesco Dal Cò e da Micol Forti, il progetto prende spunto dall’ispirazione della Cappella del Bosco realizzata nel cimitero di Stoccolma nel 1920 dall’architetto e designer svedese Erik Gunnar Asplund (Stoccolma, 1885- 1940) considerato il più importante esponente del classicismo
nordico. Il risultato è un itinerario di 11 modelli inediti e senza precedenti, spazi tradotti in un ambiente naturale e astratto ora visibili al pubblico permanentemente all’interno del bellissimo Bosco della Fondazione Cini che si “apre” parallelamente al magico paesaggio del Bacino di San Marco..Come ha commentato il Cardinale Ravasi, “sono lieto che – grazie al prezioso contributo
della Fondazione Cini- le cappelle possano restare in modo permanente sull’isola: mi auguro che restino sempre un simbolo di dialogo, tra cultura e società, tra natura e architettura tangibile, tra arte e spiritualità”.
Il tema di una Cappella come luogo di orientamento, incontro, meditazione, preghiera e riferimento spirituale, va di pari passo con il pensiero di Asplund traducendosi così in undici spazi spirituali, immersi nell’area alberata all’estremità dell’isola di San Giorgio Maggiore.
Una sorta di Padiglione “diffuso e composito interamente percorribile in un libero itinerario che al tempo stesso diventa pellegrinaggio spirituale.Le architetture mistiche si aprono così immerse nella natura del Bosco, sfrecciando fra rigogliosi osmanti, ligustri, aceri giapponesi, piante perenni, cespugli e fiori con alcuni che fioriscono in ogni stagione dell’anno. Un’originale impresa che ha lasciato liberi gli architetti di creare e progettare senza alcun riferimento ai canoni comunemente
riconociuti. Linguaggi espressivi architettonici appartenenti a: Anrew Berman (Usa), Francesco Cellini (Italia), Javier Corvalàn (Paraguay), Eva Prats e Ricardo Flores (Spagna), Norman Foster (Uk), Teronobu Fujimori (Giappone), Sean Godsell (Australia), Carla Juacaba (Brasile), Smiljan Radic (Cile), Eduardo Souto de Moura (Portogallo). Francesco Magnani e Traudy Pelzel sono invece gli autori del modello della Cappella del Bosco di Stoccolma di Asplund riprodotta fedelmente tutta in legno.
Passeggiando nel verde tra una cappella e un’altra, si scopre che questi spazi rivelano l’assenza di schemi canonici; unico elemento sono la presenza in tutti di un altare e un leggio… Sono mini-luoghi che consentono di indagare su una riflessione, su… che quale e debba essere uno “spazio possibile per la spiritualità contemporanea”ovvero, il luogo migliore per viverlo a prescindere dallo stile, forma, materiali usati per la definizione di cappella. Un approccio totalmente eclettico, un potente mix di stile, sensibilità ed espressione artistica. Dal Minimalismo di Eduardo Souto (già vincitore del Leone d’Oro come miglior partecipante alla Biennale Architettura 2018) al’ incredibile e senza schemi cappella denominata in stile “nomade” di Javier Corvalàn sino a quella totalmente immersa nella natura che svetta in tutta la sua composizione, tra alberi secolari inventata e creata da Norman Foster. Il percorso continua, tra profumi dell’acqua di mare che prepotentemente si fanno sentire dalla Laguna che circonda il Bosco, l’itinerario riserva la sorpresa di un’ulteriore e suggestiva capella – da non perdere-che fà capolino, nascosta tra i cespugli ad opera della brasiliana Carla Juacaba .
Il catalogo edito da Electaarchitettura che accompagna la rassegna a cura di Francesco Dal Co, reca testi di Gianfranco Ravasi, Elisabetta Molteni.
L’itinerario Vatican Chapels visita nel Bosco comprende anche il tour nel Complesso Monumentale di San Giorgio della Fondazione Cini, accesso ai Chiostri in refettorio palladiano, la Biblioteca del Longhena, Il Labirinto di Borges, la salita al Campanile.
Per info: visitcini@duva.eu
Call Center Lunedì – ven dalle 10.00 – 17.00
Laura Novello
Crediti immagini:
- Francesco Cellini, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Norman Foster, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Terunobu Fujimori, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Padiglione Asplund, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Andrew Berman, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Javier Corvalán, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Ricardo Flores, Eva Prats, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Sean Godsell, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Carla Juaçaba, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Smiljan Radic, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Eduardo Souto de Mora, Vatican Chapels ©alessandra chemollo
- Isola di San Giorgio Maggiore Visione Aerea










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