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A vele spiegate l’Acqui Storia 2021

Nel tempo l’Acqui Storia è divenuto il premio propriamente storiografico più prestigioso, per numero di concorrenti, qualità e rigore delle giurie, nel panorama culturale italiano e internazionale.

di Aldo A. Mola | 5 Aprile 2021

Da poco insediata Assessore alla Cultura del Comune di Acqui Terme in successione all’avvocato Alessandra Terzolo, Cinzia Montelli, tornata nella sua nativa città della Bollente ove già diresse il Grand Hotel Nuove Terme, annuncia il rinnovamento  del Premio Acqui Storia, che dal 2021 entra nella 54a edizione, affiancato dal Premio Acqui “Edito e Inedito”, giunto alla 3a edizione. Fondato da Marcello Venturi (autore di Bandiera bianca a Cefalonia) e altri per ricordare la tragedia della Divisione Acqui a Cefalonia (settembre 1943), ripetutamente ricostruita da storici di polso, nel tempo il Premio ha gemmato le sezioni speciali: la  “Storia in TV” (lo scorso anno ne fu vincitore Roberto Olla), i “Testimoni del Tempo” (chiamati sul palco del Teatro Ariston di Acqui a narrare la loro esperienza intellettuale e umana) e il premio “alla Carriera” conferito a storici quali Mario Cervi, Franco Cardini, Roberto Vivarelli, Giuseppe Galasso, Domenico Fisichella, Francesco Margiotta Broglio, Donald Sassoon e Romano Ugolini.

Nel tempo l’Acqui Storia è divenuto il premio propriamente storiografico più prestigioso, per numero di concorrenti, qualità e rigore delle giurie, nel panorama culturale italiano e internazionale. Ora, afferma l’Assessore Cinzia Montelli, esso punta all’affermazione della ricerca storica quale “fondamento del progresso morale, culturale e sociale in una visione sempre più transnazionale”, sulla scia delle edizioni che hanno veduto finalisti e vincitori d’oltralpe e persino di altri continenti, quali Hubert Heyriès, Adélaide De Clermont-Tonnerre e Nicolas Stargardt.

L’Assessore Montelli ha innovato le giurie. In sostituzione del benemerito Maurilio Guasco, alla presidenza della sezione sezione scientifica ascende Gianni Oliva, suo componente dal 2015. Autore di numerose e innovative opere di storia militare e politica, prevalentemente edite da Mondadori, già preside di licei torinesi e assessore alla cultura della Regione Piemonte, Oliva è affiancato da Mola, confermato  vicepresidente vicario. A fianco di Massimo De Leonardis, Francesco Perfetti, Giuseppe Parlato, Gennaro Sangiuliano (direttore del TG2) e altri entra in Giuria Marta Margotti, docente di storia contemporanea all’Università di Torino, autrice di robuste opere su religioni e secolarizzazione, ebraismo, cristianesimo e islamismo, giornalismo e cattolicesimo in Francia nell’Otto-Novecento.

Alla presidenza della sezione divulgativa Giordano Bruno Guerri è sostituito da Michela Ponzani, già conduttrice di “Il Tempo e la Storia” (Rai 3 e Rai Storia) e autrice di numerosi saggi sulla Resistenza e l’Italia repubblicana. A Carlo Prosperi (vicepresidente vicario) e a giurati di lungo corso (Augusto Grandi, Luigi Mascheroni…) si aggiunge Michele D’Andrea, per decenni capo cerimoniere del Quirinale, forte di studi di araldica. Gli si debbono, fra altro, lo stendardo del Presidente delle Repubblica, i nuovi “gradi” di varie Armi e saggi sulla Grande Guerra.

Altrettante le innovazioni nella sezione del romanzo storico, presieduta da Igiaba Scego, scrittrice italo-somala, collaboratrice di quotidiani e riviste tra cui “Internazionale”, premiata a Palermo e a Napoli. A Miska Ruggeri (vicepresidente), Mario Bernardi Guardi, Giancarlo Mazzuca, Emanuele Mastrangelo (redattore di “Storia in rete”) e Carlo Sburlati (per anni creativo demiurgo del Premio), si aggiunge Paolo di Paolo, già finalista dei Premi “Italo Calvino” e “Strega” e autore di opere pubblicate da Einaudi e Feltrinelli.

Rimangono identiche le giurie del Premio “Edito” (Luca Cremonesi, Gianluca D’Aquino, Danilo Poggio, Emanuele Mastrangelo, Mariapaola Pesce ed Elisa Rocchi) e di quello “Inedito” (Fabrizio De Ferrari, Vito Gallotta, Paolo Lingua, Aldo A. Mola e Vittorio Rapetti).

L’Assessore Cinzia Montelli si prefigge di fare del Premio il perno di una settimana di incontri culturali che intreccino storia, narrativa, arti e musica. L’“Acqui” diviene un laboratorio aperto alle scuole e alla città, centro di attrazione per le tante energie pulsanti della creatività culturale nell’Italia nord-occidentale, cerniera d’Europa. Concentrazione sul territorio e conquista degli spazi sono le due direttrici di marcia della città che sta scoprendo e valorizzando le sue origini romane, la sua funzione di cinghia di trasmissione tra l’entroterra piemontese e lombardo e il Mar Ligure, sempre nel ricordo della catastrofica seconda guerra mondiale e di un Mediterraneo insanguinato: un monito per il presente.

A.A. Mola

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, assessore alla cultura, bandiera bianca, europa, francia, franco cardini, grande guerra, guerra mondiale, italia, italia repubblicana, napoli, palermo, rai, rai 3, repubblica, seconda guerra mondiale, storia contemporanea

Info Aldo A. Mola

Nato a Cuneo nel 1943, Aldo Alessandro Mola è stato preside in alcuni licei dal 1977 al 1998. Nel 1980 riceve la medaglia d’oro di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte. Docente di storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, è, dal 1986 direttore del Centro per la storia della Massoneria, e, dal 1992, contitolare della cattedra “Pierre-Théodore Verhaegen” dell’Université libre de Bruxelles.
È direttore del Centro Europeo Giovanni Giolitti, presidente del comitato cuneese dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, dell’Associazione di studi sul saluzzese e del Centro studi e ricerche “Urbano Rattazzi” di Alessandria. Interessante anche il suo ultimo saggio, Mussolini a pieni voti? Da Facta al Duce. Inediti sulla crisi del 1922, da cui si scopre che la «marcia su Roma» dei fascisti in realtà non sarebbe mai avvenuta.
Editorialista del quotidiano Il Giornale del Piemonte e coordinatore editoriale de Il Parlamento italiano 1861-1992, Mola ha organizzato numerosi convegni di studi, specialmente per il Ministero della Difesa (Garibaldi, generale della libertà nel 1982, e la serie Forze Armate e Guerra di Liberazione). Direttore di collane di storia per vari editori, è, dal 1967, autore di saggi. Nel 2004 riceve il Premio alla Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Monarchico, è presidente di quella Consulta dei Senatori del Regno che sostiene Amedeo di Savoia-Aosta nella disputa sulla successione, e da anni sollecita il rientro in Italia delle salme dei sovrani Vittorio Emanuele III, che è tumulata ad Alessandria d’Egitto nella Cattedrale di Santa Caterina, della moglie Elena, sepolta a Montpellier, e di Umberto II e Maria José, seppelliti ad Altacomba, in Alta Savoia.

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