
Chissà come mai improvvisamente si attaccano i negozi, si moltiplicano gli allarmi bomba, si scatenano gli haker e a Cracovia si spara sulla folla. Tutto in un solo mese. Dal Cremlino dettano la teoria del Caos, con Dughin da un decennio almeno? Si invita Dughin a tenere conferenze nelle capitali europee, ci si scattano i selfie, quasi fosse un filosofo esistenzialista alla Sartre. Il Caos è stato alla base dell’ascesa e del consolidamento del regime di Putin, che dura da 27 anni. Putin, non è più uno zar, è un faraone della prima dinastia. Qui ci si preoccupa di Netanyahu e Trump che pure possono essere cacciati a calci in ogni momento. Putin sta ancora lì dalla fine del secolo scorso. Ha resistito al colpo di Stato dei suoi migliori generali. Prigozhin, un lestofante degno di lui, si era accorto sin dal primo anno che la guerra in Ucraina era persa, eppure Putin andava avanti lo stesso. Prigozhin è saltato per aria con il suo stato maggiore sul suo aereo.
Adesso abbiamo la grande trovata, il mediatore unico di pace europeo. I decadenti occidentali non hanno ben chiaro cosa significhi essere stati un agenti del Kgb. La polizia politica sovietica erede della Ceka e poi della Gpu era un’organizzazione criminale al servizio dello Stato, i suoi membri assassini e torturatori senza scrupoli. La forza del partito comunista sovietico era tale da riuscire a tenere sotto controllo questa masnada di topi di fogna. Morto Stalin, Stalin morì in circostanze non chiarissime, tutti i medici sovietici capaci erano stati eliminati prima e proprio da lui, il capo del Kgb Berja cercò di prendere il potere. I membri del comitato centrale del partito, appoggiati dall’esercito, eliminarono Berja, senza processo, con un colpo alla testa e ne bruciarono il cadavere. Putin rispetto a Berja era un oscuro dirigente di terza fascia. Tempo un anno mostrò al mondo intero il suo carattere. Lasciò annegare i marinai del Kursk impedendo ad inglesi ed americani di soccorrerli. Poi scatenò una guerra in Cecenia. La giornalista Politkovskaja venne uccisa perché indagava sulla autentica matrice degli attentati compiuti dai ceceni a Mosca. Riteneva ci fosse dietro Putin. Putin avrebbe massacrato più di centomila ceceni e a nessuno importò niente.
L’Unione sovietica non era in grado di fare una guerra atomica con gli Stati Uniti e l’Europa, lo si comprende dagli accordi Salt uno e due. L’Urss progettava di farla contro la Cina dopo lo strappo di Mao. Putin non è più in grado di fare nemmeno una guerra convenzionale in Ucraina, figurarsi di farla in Europa. Per cui ha scatenato la guerra ibrida e questa invece può vincerla, soprattutto se nemmeno si vuole combatterla. Già la Germania ha fermato l’invio de Patriot all’Ucraina. Il governo italiano quando lo invia il pacchetto di aiuti militari appena approvato? I russi hanno ambasciate, consolati, agenti, spie, affaristi, turisti, prostitute, associazioni culturali in tutta Europa e da molto prima del 1945. Possono colpire quando e dove vogliono senza che nemmeno ci se ne accorga. Putin non prevedeva una simile resistenza dell’Ucraina e ha perso la testa. L’America non intende rinunziare all’indipendenza di Kyiv. Tratta, vanamente, la cessione della Crimea e del Donbass, nemmeno di Odessa. Il vituperato Trump ha tolto la Siria a Putin, il Venezuela e sta provando a togliergli anche l’Iran. O Putin si suicida, o prova un estremo colpo in Europa. Tanto gli europei è noto se le bevono tutte. Hanno persino creduto che la cricca bolscevica arrivata al potere nel 1917 avesse compiuto una rivoluzione, come quella francese. Il professor Aulard della Sorbonne si recò in Russia nel 1920 e si commosse. Lenin aveva varato una corrazzata dal nome Robespierre. Sai le risate quando Dzerzinskij andò a riferire al comitato centrale che sotto le lenti spesse del professore si vedevano le lacrime di commozione.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”


Il consociativismo politico dell’imperialismo USA è finito
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