
Con la dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede di ieri, Papa Francesco decide di coronare una serie di attacchi al mondo tradizionalista, nell’evidente tentativo di evitare lo scisma della Chiesa Tedesca. Il primo commento al documento, che è evidentemente un assurdo in termini logici come vedremo, non può che essere di natura geopolitica. Evidentemente, oltre le mura Leonine, si è valutato che il rischio di scissione che proviene dal Sinodo Tedesco è maggiore di quello di una rottura dei conservatori USA. Di sicuro sono cose che in Vaticano sanno meglio di me, quindi non discuto.
Il piccolo problema è che il prezzo pagato è enorme. L’idea che si possa benedire qualcosa che si condanna moralmente è assurda. Assurda nel senso più profondo del termine. Perché, nel testo, si vive una condizione di sdoppiamento irrimediabile. Non si giudica moralmente, ma si invoca Dio in un contesto di opere, e cito, “le quali, con la loro bellezza, lo lodano e lo benedicono”.
Ecco, adesso qualcuno mi deve mi spiegare come qui possa mancare un giudizio morale. Certo che c’è un giudizio morale. E il giudizio morale è che se quello che fai è moralmente sbagliato, ma socialmente bello e vuoi lodare Dio mentre lo fai è giusto che tu venga benedetto. In Chiesa. Dirò una cosa enorme: a questo punto sarebbe stato meno ipocrita mutuare la morale sessuale delle chiese riformate liberal. Anche perché le conseguenze sono enormi.
Prima di tutto, perché limitarsi alle coppie? E i contesti poliamorosi? Non sono carini pure quelli? Secondo me ce ne sono di pucciosissimi, che godrebbero molto di qualche inno suonato con chitarre elettroniche.
E perché limitarsi al contesto affettivo poi. Cioè, voglio dire, ci sono un sacco di logge che si ritrovano, Bibbia aperta e lode al Grande Architetto in apertura, per migliorare il mondo. Vuoi togliere loro la benedizione? Mi parrebbe quanto meno incivile.
Tiriamo una linea e prendiamo casi molto diversi.
E se gli uomini che lottano per migliorare la vita dei loro simili fossero, come dire, un po’ irregolari nei confronti della legge? Che fai, non li benedici? Cioè, non vorrai mica restringere troppo con considerazioni morali uno strumento così potente?
Qui mi fermo io, ma si può scendere a piacimento. Ancora una volta si confonde la pastorale con il catechismo e si finisce per scadere nell’assurdo. Come cattolici non ci resta che tracciare le nostre linee rosse, perché siamo molto vicini a uno di quei punti di svolta nella storia in cui si dovrà decidere da che parte stare. E a che costo.
Certo, questa svolta più che scandalosa è semplicemente ridicola. Ma purtroppo è un segno dei tempi anche questo. Resta solo da capire se il prossimo Papa potrà rimettere in sesto la Barca di Pietro nella tempesta senza perdere troppe anime. Ne dubito.
Un ultimo commento sul Papa. Io non credo sia un eretico, non credo voglia distruggere la Chiesa. Anzi. Credo al contrario sia troppo attaccato all’idea di unità a tutti i costi. Questa dichiarazione, per esempio, è un prezzo troppo alto da pagare per tenere dentro i vescovi tedeschi. Preghiamo che sia anche l’ultimo da pagare, ma dubito seriamente.
Luca Rampazzo

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