
Improvvisamente, Stati Uniti e Iran hanno avviato una tregua armata temporanea sul campo, segnata dalla sospensione bilaterale dei bombardamenti notturni. Il presidente americano ha ordinato una pausa tattica nelle operazioni militari e nei bombardamenti aerei sul Paese. Teheran, dal canto suo, ha annunciato l’interruzione dei propri attacchi nella regione, specificando che si tratta di una reazione diretta al fermo delle operazioni americane. Questa interruzione giunge dopo tredici notti consecutive di pesanti scontri aerei e missilistici. Secondo le ricostruzioni dei media, la scelta statunitense di accantonare i piani per un’ulteriore escalation significativa è legata a ragioni logistiche e di inventario, tra cui carenza di munizioni. In aggiunta, i raid concentrati nell’area dello Stretto di Hormuz sono stati valutati come temporaneamente improduttivi rispetto agli obiettivi strategici prefissati. Nonostante la precarietà della situazione sul terreno, rimangono aperti i canali di comunicazione. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che l’attività di mediazione internazionale continua, mentre Teheran si dice disposta a proseguire i negoziati a patto che Washington continui a rispettare il cessate il fuoco.
WALL STREET RIPARTE ?
Nella seduta di venerdì 24 luglio 2026, Wall Street ha registrato un andamento incerto e contrastato, caratterizzato da una persistente cautela da parte degli investitori. I mercati americani si sono mossi tra spinte opposte: da un lato hanno beneficiato del ritracciamento del prezzo del petrolio, legato all’improvviso ritorno della tregua tra Usa e Iran che ha alleviato i timori sull’inflazione. Dall’altro le preoccupazioni restano a causa dei nuovi dazi commerciali e per l’andamento delle trimestrali societarie. L’andamento di Wall Street ha comunque permesso alle Borse europee di rifiatare dopo i forti cali delle sessioni precedenti, portando a chiusure positive sui principali listini continentali, inclusa Piazza Affari. Il Dow Jones è rimasto stabile come l’S&P 500 mentre il Nasdaq ha chiuso a -0.43%. E’ possibile che nuovi accordi negoziali e il raggiungimento della pace, possano ridare fiato alle borse, nonostante le incertezze ancora presenti.
PETROLIO.
Ieri sera, il petrolio ha aperto in gap ribassista, con il Wti che dalla chiusura di venerdì ha aperto con circa 7 dollari di gap dai 90 dollari della chiusura precedente agli 83 della riapertura. Stati Uniti e Iran hanno interrotto gli attacchi reciproci nel fine settimana, nell’ambito di un tentativo di rilanciare la diplomazia, con il presidente Donald Trump che si sarebbe dichiarato aperto a nuovi colloqui di pace. Gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi contro l’Iran a partire da venerdì sera, senza alcun annuncio ufficiale, mentre Teheran ha dichiarato di aver interrotto le rappresaglie militari e di aver avviato colloqui con l’Oman in merito allo Stretto di Hormuz. A questo punto bisogna osservare l’andamento tecnico dell’oro nero, considerato che ci sono supporti importanti posizionati, sempre per il Wti, in area 79.30, che se violato, riaprirebbe la strada alla discesa verso 75.50 e quindi il minimo già visto di 67, realizzato il 2 luglio scorso.
VALUTE.
Le notizie provenienti dal medio oriente, hanno ridato fiato alle valute concorrenti il biglietto verde, che venerdì sera ha perso quota, con l’EurUsd che dai minimi di 1.1364 ha corretto velocemente, ritornando sopra quota 1.1400. Anche il UsdJpy ha perso leggermente quota da 163.85 a 163.50. Il mercato resta duplice, anche perché le notizie che arrivano dal fronte geopolitico non sembrano mai definitive e sono passibili di cambiamenti e inversioni in ogni momento. Il Cable da 1.3300 è tornato a 1.3360 consì come EurGbp rimane sopra 0.8500 a 0.8540. Tecnicamente siamo in un mercato perfettamente dollaro centrico in cui la divisa americana, sale se c’è avversione al rischio e scende invece se torna il sereno sui mercati.
GOLD.
Questa mattina, il Gold è salito dell’1% verso i 4.100 dollari l’oncia, allontanandosi dai minimi degli ultimi nove mesi, grazie al forte calo dei prezzi del petrolio seguito alla tregua nelle ostilità tra Stati Uniti e Iran durante il fine settimana, che ha ridotto le preoccupazioni per le interruzioni delle forniture e l’inflazione. Gli Stati Uniti hanno sospeso la loro campagna di attacchi contro l’Iran, iniziata venerdì sera e durata quasi due settimane, senza un annuncio ufficiale, mentre Teheran ha dichiarato di aver interrotto i suoi attacchi di rappresaglia e di aver avviato colloqui con l’Oman in merito allo Stretto di Hormuz. Ciò significa che , sotto sotto, i negoziati tornano ad essere predominanti, con le parti che prima o poi troveranno inevitabilmente un accordo. L’oro ha faticato nelle ultime settimane a causa dell’escalation delle ostilità in Medio Oriente, con interruzioni delle forniture che si sono estese dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso. Nel frattempo, si prevede che la Federal Reserve lascerà i tassi di interesse invariati mercoledì, prima di aumentarli a settembre, sebbene alcuni operatori di mercato ritengano che la banca centrale potrebbe intervenire già nella riunione di questa settimana in risposta alle rinnovate pressioni inflazionistiche.
Saverio Berlinzani

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