Per decenni, il suo nome ha rappresentato, sic et simpliciter, il Partito Liberale Italiano.

Per il lavoro e per la politica Altissimo aveva sempre nutrito una passione costante, e l’una cosa rafforzava l’altra. Ed era stato incredibilmente precoce in entrambe, visto che nel 1968 era entrato in Parlamento con il vanto di essere “il più giovane deputato della Camera”, mentre le cronache fiorentine ci ricordano che nell’ottobre del 1970 partecipava a Firenze ad un Convegno della Confindustria, di cui era vicepresidente in quanto presidente dei Giovani Industriali. In questa occasione non mancò di criticare il mondo imprenditoriale toscano, che accusava di scarso coraggio e di scelte individuali e non produttive. Chiedeva agli industriali maggiore presenza ad ogni livello, più partecipazione alla vita della comunità, più impegno per incentivare le potenzialità industriali e artigiane dell’area fiorentina. Quindi, impegno individuale e concretezza di interventi sono gli ingredienti che Altissimo porterà sempre nella sua azione, da politico e da imprenditore.
Quando nella seconda metà degli anni ’70 la linea zanoniana, di cui era convinto sostenitore, sopravanzò quella malagodiana, Altissimo fu per molti anni a fianco di Zanone come vicesegretario nazionale e responsabile per le attività economiche ed industriali. Continuò in più occasioni a frequentare Firenze e nel 1976 accettò di essere capolista per la Camera nella circoscrizione di Firenze-Pistoia, mentre al Senato si tentava l’esperienza nuova di Alleanza laica con il Pri e il Psdi. Ma per Altissimo fu una candidatura infruttuosa perché arrivò in un momento sbagliato, nell’anno di maggior crisi elettorale del Partito Liberale. A Firenze inoltre Renato Altissimo fu tra i protagonisti del XVII Congresso Nazionale del Pli, che a detta di molti fu uno dei congressi più belli del partito, per presenze e per contenuti, un successo della segreteria di Zanone.
Altri incarichi seguiranno negli anni ’80: Altissimo dal 1986 sarà segretario generale del PLI, più volte ministro, una presenza sempre attiva e propositiva fino al 1993. Quella che seguirà sarà invece, per l’Italia e per i liberali, un’altra storia. Ma ancora in anni recenti la “vecchia” passione politica lo porterà a ripercorrere le strade della politica attiva, l’ultimo suo tentativo “per rifondare un’Italia liberale” sarà “I Liberali”, un nome semplice, né di destra né di sinistra, una sintesi perfetta di quello che è stato l’impegno politico di Renato Altissimo.
A pieno titolo lo ricorderemo con affetto come uno dei grandi liberali italiani.

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