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A Renato Altissimo, addio e grazie!

di Marisa Brambilla | 20 Aprile 2015

Per decenni, il suo nome ha rappresentato, sic et simpliciter, il Partito Liberale Italiano.

renato-altissimoMi ha stupito e addolorato la notizia della morte di Renato Altissimo. Stupito perché notizia  inaspettata, visto che la maggior parte di noi, pressoché suoi coetanei, si sente ancora lontana dal momento estremo e per questo viviamo “incautamente” fiduciosi i nostri giorni, come se non dovessero mai finire. Addolorato perché per molti anni, anzi per decenni, il suo nome ha rappresentato, sic et simpliciter, il Partito Liberale Italiano, insieme a tutti quegli amici, e sono tanti, che con lui hanno sostenuto il Partito con il lavoro, con la presenza, con le idee, con la forza  di chi si sente sulla strada giusta e va avanti.

Per il lavoro e per la politica  Altissimo aveva sempre  nutrito una passione costante, e l’una cosa rafforzava l’altra. Ed era stato incredibilmente precoce in entrambe, visto che nel 1968 era entrato in Parlamento con il vanto di essere “il più giovane deputato della Camera”, mentre le cronache fiorentine ci ricordano che nell’ottobre del 1970 partecipava a Firenze ad un Convegno della Confindustria, di cui era vicepresidente in quanto presidente dei Giovani Industriali. In questa occasione non mancò di criticare il mondo imprenditoriale toscano, che accusava di scarso coraggio e di scelte individuali e non produttive. Chiedeva agli industriali maggiore presenza ad ogni livello, più partecipazione alla vita della comunità, più impegno per incentivare le potenzialità industriali e artigiane dell’area fiorentina. Quindi, impegno individuale e concretezza di interventi sono gli ingredienti che Altissimo porterà sempre nella sua azione, da politico e da imprenditore.

Quando nella seconda metà degli anni ’70 la linea zanoniana, di cui era convinto sostenitore, sopravanzò quella malagodiana, Altissimo fu per molti anni a fianco di Zanone come vicesegretario nazionale e responsabile per le attività economiche ed industriali. Continuò in più occasioni a frequentare Firenze e nel 1976 accettò di essere capolista per la Camera nella circoscrizione di Firenze-Pistoia, mentre al Senato si tentava l’esperienza nuova di Alleanza laica con il Pri e il Psdi. Ma per Altissimo fu una candidatura infruttuosa perché arrivò in un momento sbagliato, nell’anno di maggior crisi elettorale del Partito Liberale. A Firenze inoltre Renato Altissimo fu tra i protagonisti del XVII Congresso Nazionale del Pli, che a detta di molti fu uno dei congressi più belli del partito, per presenze e per contenuti, un successo della segreteria di Zanone.

Altri incarichi seguiranno negli anni ’80: Altissimo dal 1986 sarà segretario generale del PLI, più volte ministro, una presenza sempre attiva e propositiva fino al 1993. Quella che seguirà sarà invece, per l’Italia e per i liberali, un’altra storia. Ma ancora in anni recenti la “vecchia” passione politica lo porterà a ripercorrere le strade della politica attiva, l’ultimo suo tentativo “per rifondare un’Italia liberale” sarà “I Liberali”, un nome semplice, né di destra né di sinistra, una sintesi perfetta di quello che è stato l’impegno politico di Renato Altissimo.

A pieno titolo lo ricorderemo con affetto come uno dei grandi liberali italiani.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, confindustria, crisi, fiorentina, firenze, giovani, lavoro, Liberali, mondo, notizia, parlamento, partito liberale italiano, pistoia, pri, renato altissimo, valerio zanone

Info Marisa Brambilla

Marisa Brambilla, di origini lombarde, vive ora stabilmente in Toscana, dove è stata per molti anni insegnante di Lettere, poi preside di Licei nell’area fiorentina, sempre impegnata a portare nella scuola progetti innovativi e sperimentali. È autrice di testi di narrativa e di ricerca storica e collabora a riviste e periodici su tematiche scolastiche e di attualità.
Tra le opere storiche ricordiamo: Resistenza Liberale a Firenze, pubblicato nel 1995 per il 50° anniversario della Liberazione e 2 giugno 1946 – Il giorno della Repubblica. Croce e i liberali tra monarchia e repubblica, edito nel 2002, dedicato a Benedetto Croce nel cinquantenario della morte, Gli anni della ricostruzione (2011), Firenze e oltre. I liberali fiorentini negli anni Settanta 2016, tutte in collaborazione con Gianni Fantoni. Infine nel 2018 la raccolta di biografie Per non dimenticare. Liberali nella storia fiorentina e nazionale a cura del Circolo culturale Piero Gobetti di Firenze.

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