Chi soffre di questo morbo spesso sono i guardoni di Facebook. Che seguono tutto, dal buco della serratura. Ma non hanno tempo nè coraggio, non dico di un commento, ma almeno di un click, di un like. D’altra parte non sempre si usa il social network perchè si è soli, ma per ampliare le conoscenze.
Daniel Miller, antropologo dell’University College di Londra, anni fa aveva decretato l’agonia pre mortem di FaceBook, considerandolo un virus che aveva infettato oltre un miliardo di persone, con un’ utenza giornaliera di oltre 500 milioni.
Ma, come tutte le epidemie, avrebbe un principio, un picco con febbre a 40. E una fine. il professore prevedeva che la guarigione avrebbe significato la perdita dell’80% degli utenti, con un calo del 20% già una decina di anni orsono. Pareva inoltre che tra il 2015 e il 2017, non sarebbe rimasto che un esiguo e sparuto gruppo di fedelissimi o di patologici resistenti alla terapia antivirale. E non solo, ma sarebbero stati proprio i giovani, i primi ad esserne infettati, che avrebbero mollato per veleggiare verso altri social network. A quanto pare la patologia, che si era diffusa rapidamente verso la metà della prima decade del secolo nonché millennio, insomma negli anni duemila, aveva reso miliardario il creatore, come sa anche il gatto, e aveva assistito al sorgere di un picco significativo di “infetti” a fine decade per iniziare poi velocemente a ritirarsi. Si perché, come si è iniziato per emulazione, così ci si ritirerebbe, sotto l’influenza, termine ad hoc, di chi ha perso prima di noi interesse.
La condicio sine qua non perché questo avvenisse, infatti , a detta dei sociantropologici ricercatori, sarebbe stato il “contatto” , appunto, fra un patologico utente del social e un sano o portatore sano, che lo avrebbero sconsigliato e dunque allontanato dall’utilizzo. Specularmente contrario a quanto, invece, man mano che aumentava l’interesse per Facebook, gli iscritti trainavano altri alla crescita, diffondendo la conoscenza e di concerto l’interesse in modo endemico. Della serie una ciliegia tira l’altra. Dunque per la creatura di Mark Zuckerberg sembrerebbe aprirsi la via dell’oblio mentre ora il calo per il più pervasivo e suadente dei social è dato per certo e i più giovani lasciano il passo a genitori e nonni, i quali per altro sono attivissimi. Per quanto ne sappiamo.
Si, perchè quando incontriamo gli amici non virtuali, ( che poi ci sarebbe da aprire un dibattito sul significato di virtuale nella fattispecie ) insomma quelli in carne ed ossa, ci si sente dire spesso..sei sempre su feisbuk… Con pazienza e un pizzico di sussiego si risponde che , se loro ci vedono , anche loro sono lì. Ma, dico, perchè, se mi vedi non mi saluti o metti semplicemente un mipiacino su un mio post? Per farmi sapere che mi hai incontrato?
“No.. ma… sai io non ci vengo spesso, non ho tempo e poi non mi voglio far vedere, non mi voglio esporre, non voglio farmi riconoscere.. Ma ti seguo sempre sai.. e spesso mi diverto molto ai tuoi ca….ggi o a leggere le tue note interessanti.. a vedere i tuoi link, poesie piuttosto che musica piuttosto che dipinti, o link politici o sociali …Anche le conversazioni fra e con i tuoi amici leggo, da cima a fondo, sai.. tutto, ma proprio tutto…”
Ecco, questi sono i guardoni di FB. Che seguono tutto, dal buco della serratura. ma non hanno tempo né coraggio, non dico di un commento, ma almeno di un click, un like. D’altra parte non sempre si usa il social network perchè si è soli, ma per ampliare le conoscenze, per aprire vari e nuovi percorsi sociali con persone che altrimenti non avresti mai conosciuto e magari avresti pure perso occasioni di confronto, di risate, di diatribe dibattiti più o meno interessanti.. né più né meno come in un salotto di casa, o una conviviale o qualsiasi altra occasione di incontro. Si, forse anche di qualche frase un po’ fuori luogo. Ecco, alcune amiche non si aprono a questa esperienza perchè temono di essere oggetto di qualche attentato alla loro castità , e trattasi di signore dai superanta in su…Mi corre alla mente quella storiellina della nonna che dice alla nipote che la sta difendendo da attacchi illeciti..ferma e zitta tu.. la guera è guera..
Altri invece non vogliono far sapere i fatti propri. E io a sgolarmi per sostenere la tesi che ognuno fa sapere quel che vuole, che sceglie la propria privacy e che fb non estorce a nessuno segreti o riservatezze che ciascuno desidera rimangano tali.
Comunque, al di là di queste illazioni sulla malattia terminale feisbukkiana la realtà ci racconta invece che nella edizione di qualche anno fa, “Facebook, nonostante un lieve calo dei suoi iscritti (-3%) nel 2013, mantiene il primato nel mondo, davanti a Youtube, Google Plus, Twitter e LinkedIn. La crisi c’è, soprattutto tra i più giovani, ma, la delusione, parziale, di Zuckerberg è ben compensata dal successo di Instagram, l’app di photo e video-sharing, acquisita nel 2012, che negli ultimi sei mesi ha registrato una crescita del 23%.”
“E poi ci sono le possibili svolte che la piattaforma di Menlo Park … in questa direzione vanno i tentativi di Zuckerberg di mettere le mani su Snapchat (l’applicazione per l’invio di immagini che si autodistruggono al massimo 10 secondi dopo essere state ricevute) che ha “declinato” l’offerta miliardaria. O di modificare il NewsFeed con un nuovo algoritmo, di ottimizzare i contenuti che si visualizzano; la “dieta” dei post visibili, che rende più chiara la visualizzazione della pagina personale; e la modifica delle impostazioni della privacy”.
(Confesso che non ho la più pallida idea dek virgolettato, ma confido che qualcuno capirà…)
Questo dicevamo una decina di anni or sono.
Finché siamo arrivati alla vera pandemia, al Corona, un virus che non perdona.
E abbiamo assistito a un aumento di aggressività senza fine. Se è diminuita la quantità degli utenti, quelli che sono attivi riempiono pagine di post e commenti che incitano a sentimenti negativi. Talvolta all’odio. Purtroppo. e non solo in Italia come qualcuno sostiene. il disagio si sta allargando . Difficile uscire da questo cul de sac.
Una cara amica auspica “l’avvento di un leader europeo. Che parli alle Nazioni dell’Unione con rigore e cuore, che spieghi informi e conduca tutti al corretto comportamento. Altrimenti chi è insoddisfatto o debole mentalmente di suo verrà sempre usato e coinvolto in disordini pericolosi. Dare soluzioni concrete e univoche, nonché trasparenti”.
Le rispondo con affetto che ci vorrebbe il Redentore. Ma dato che non lo abbiamo a portata di mano, o che si disinteressa di noi, occorre arrangiarci e mirare alla riduzione del danno.
Non saprei, magari esistono ancora i guardoni, ma sono sicuramente meno eclatanti dei chiacchieroni spesso maleducati e invadenti di una minoranza non silenziosa, ma urlante vociante anche sulla carta. Abusano di punti esclamativi e interrogativi nonché di faccine, altrimenti chiamate emoticon, con gift e altre amenità spesso negative. Senza dire delle parolacce di cui ridondano post e commenti. E offese insulti a tutto spiano.
Sembra davvero che il Covid abbia portato alla luce l’aspetto e i sentimenti peggiori dell’uomo. Mi rifiuto di aggiungere della donna, perchè nella dizione “uomo” sono compresi tutti gli esseri umani, di qualsiasi genere.
Carla Ceretelli

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