Cari amici, è giunta la notizia del meritato Nobel per la pace a Liu Xiaobo, fino ad ora a me sconosciuto intellettuale della repubblica popolare cinese, recluso nelle galere di quel grande paese. Siamo felici di sapere che il mondo indignato, ed indebitato fino all’osso del collo con la Cina, premi una persona inerme come Liu che combatte contro la scarsa libertà ed il mancato rispetto dei diritti dell’uomo in quella nazione. David contro Golia: il mondo non può far nulla contro la propria ipocrisia, ma almeno un premio lo può concedere. Tanti discorsi, appelli vari. Aziende responsabili, capitalismo con al centro l’uomo, non sfruttato e schiacciato dal mero interesse economico. Tutti, ora, s’incensano consapevoli. Bene, qualcuno forse è cieco o non vede cosa accade da noi in Italia. I cinesi, qui, ormai insediati da decenni, continuano a sfruttare il lavoro nero e il loro popolo a condizioni mai accettabili per noi. I casi di persone incatenate sul posto di lavoro sono cronaca quotidiana. La sporcizia e l’indigenza di un popolo che si muove di notte, a Prato pari ad un terzo della sua popolazione, è una cosa ormai accertata; fa parte della ” cultura” del luogo. La concorrenza sleale delle aziende cinesi è più che una spina nel fianco alimentata da italiani senza scrupoli o, forse, sempliciotti, che fanno affari con capannoni e case a prezzi tre volte il loro valore. Tutto questo si chiama avere aziende responsabili. Abbiamo una bella faccia tosta non c’è che dire.
Enrico Martelloni


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