Poco più di un flash di agenzia sulla “Conferenza programmatica” del Partito Socialista – Pse.
La due giorni di Roma è stata caratterizzata da una buona partecipazione ( almeno duemila persone si sono accreditate) ed ha avuto , soprattutto , una presenza costante ed attenta : almeno cinquecento persone sono rimaste quindici ore ad ascoltare interventi e dibattiti centrati su argomenti difficile e concreti , con pochissima concessione alla propaganda . Il clima generale è stato chiaramente quello di una notevole consapevolezza delle difficoltà politiche e programmatiche per chi si impegnerà nel nuovo Partito Socialista , unito ad una altrettanto consapevole volontà di applicazione al lavoro politico conseguente, piuttosto che alle polemiche : non vi è dubbio che questo fatto segni una discontinuità evidente con il clima di rissosità , risentimenti e scarsa attenzione al domani che ha caratterizzato quasi ogni appuntamento politico delle diverse microrganizzazioni socialiste dal 1992 ad oggi .
Sul piano politico-programmatico , il livello degli interventi ed in generale del dibattito è stato, a mio parere , ottimo . La relazione iniziale di Roberto Barbieri ( senatore di Napoli , già assessore nella prima giunta Bassolino : molti identificano il momento di caduta della capacità innovativa di quella giunta proprio con la sua uscita dalla stessa, a seguito del dissenso intervenuto sulla gestione della riconversione di Bagnoli) è stata di forte impronta liberalsocialista ed innovativa , così come lo stesso spirito ha informato le tavole rotonde coordinate da De Michelis su fisco e sviluppo e da Lanfranco Turci su welfare e mercato del lavoro ; ovviamente centrata su una posizione politica liberale e libertaria la discussione su diritti civili e politica, coordinata da Franco Grillini.
L’intervento del Presidente del Pse Paul Rasmussen è stato tuttaltro che formale ed ha permesso ai presenti di ascoltare una diretta spiegazione della politica di “flexsecurity” che sta diventando il centro del programma politico del Partito Socialista Europeo . Rasmussen ha poi definitivamente chiuso il problema della rappresentanza politica in Italia del Pse, affermando che i socialisti europei sono quelli che “si sono riuniti qui oggi” e non altri ( leggi, ovviamente, quelli del PD).
Le proposte scaturite dal dibattito, che vanno dal contratto unico di lavoro, superamento dell’art 18 , salario di disoccupazione; abbandono del fisco gabelliere stile Visco – Padoa Schioppa , per adottare un sistema di federalismo fiscale con controllo più diretto della spesa da parte dei cittadini elettori; ed altre ancora necessitano di un processo di sintesi e trasformazione in obiettivi politici , disegni di legge , obiettivi di battaglie politiche : per far questo , sarà determinante capir quale sarà l’assetto politico ed organizzativo del nuovo Ps . Quella della Conferenza programmatica non era sicuramente la sede giusta, ma l’impressione che il lavoro sia, in questo senso, ancora un po’ indietro.
I documenti del dibattito , in maniera ancora non coordinata , sono presenti sul sito www.sdionline.it
Il mio personale parere è che dopo l’incontro di Roma , ci sia qualche possibilità in più di poter dare vita ad un Partito Socialista che persegua una politica modernamente liberalsocialista. Possibilità , non certezza : ma dall’altro ieri chi deciderà di impegnarsi in questa avventura , avrà una ragione ed una motivazione in più per farlo.
Franco D’Alfonso
Ringraziamo Franco D’Alfonso che, in dissenso dalla nostra opinione, si fa leggere ed apprezzare per il suo tono pacato e per la serietà delle argomentazioni. Come si dice in questi casi, lo stile non è acqua. (n. c.)

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