
Ci chiediamo sempre più spesso se ci sia un momento in cui l’uomo si debba fermare; ebbene, nonostante ci si renda conto che senza regole sarebbe impossibile che il popolo che abita la Terra si possa autogovernare, riteniamo ci siano alcuni tempi dell’esistenza in cui l’amore dovrebbe prevalere su ogni cosa. È complicato entrare in un argomento come la vita, complicato al punto che ogni volta che veniamo posti difronte a dilemmi amletici inesorabilmente ci si confronta su ciò che è bene e ciò che è male. Il fine vita, ad esempio! Quindi nessuna critica, ma solo una considerazione ad alta voce in riferimento all’episodio che ha scosso le coscienze del Vecchio Continente sul caso della bambina inglese di otto mesi, Indi Gregory. Riteniamo semplicemente che la ‘piccola’, considerata incurabile dal Sistema Sanitario del Regno Unito, avesse avuto il sacrosanto diritto di addormentarsi per sempre tra le braccia amorevoli dei genitori e non in ospedale! A quel punto cosa si poteva offrire alla bambina se non le attenzioni dei suoi cari?! Riflessioni, solo riflessioni ad alta voce che per un attimo lasciano perplesso l’uomo che si interroga sul senso delle cose. Accidenti, non mi pare complicato capire che Indi, se avesse potuto scegliere, avrebbe naturalmente preferito consegnare l’ultimo battito del suo cuoricino a mamma e papà piuttosto che ad una macchina che ne registrava il suono all’interno di un’ospedale inglese. Quello che manca in questi casi credo sia la sensibilità; cioè domandarsi, ad esempio, perché mai l’uomo che decide di porre fine alla sua esistenza a causa delle atroci sofferenze, conseguenti una tragica malattia, debba anche essere sottoposto alla ulteriore sofferenza, e mortificazione, di fuggire spesso in un altro Paese per mettere fine ai propri dolori e raggiungere l’oblio! Nel rispetto assoluto delle leggi che siamo giustamente chiamati ad osservare forse qualcosa si potrebbe fare in quei piccoli, intimi, momenti d’amore assoluto del ‘trapasso’…come nel caso della bambina di appena otto mesi che certamente avrebbe preferito andarsene da questo mondo portandosi dietro una carezza dei genitori. Per questo riteniamo che ad Indi Gregory non sia stata ‘tolta’ la vita, ma l’amore.
Angelo Santoro
(da “Avanti Online”)

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