
Alle prossime elezioni amministrative in Toscana +Europa è presente, con proprie liste, in tutti i principali comuni interessati al voto, a partire proprio da Firenze, capoluogo di Regione. Tra gli obiettivi principali, quello che sta più a cuore è la costruzione di una vera città metropolitana, per rendere Firenze competitiva rispetto alle principali città europee. E per farlo è imprescindibile, per la città dotarsi di una nuova dimensione, quella metropolitana: politiche di area per una città di un milione di abitanti. Proposta che è stata accolta dalla candidata sindaco Sara Funaro. Un impegno che dovrà essere portato avanti assieme agli altri sindaci metropolitani italiani, affinché il Parlamento porti a compimento, dopo dieci anni, la riforma.
Ma +Europa correrà la sua battaglia non solo sui territori, alle amministrative, ma alle prossime elezioni europee, all’interno di Stati Uniti d’Europa.
Secondo Federico Eligi “siamo ad un bivio con la storia. Perché l’Europa deve avere la capacità di svolgere un ruolo diverso per dirla con una parola: darsi un profilo politico oltre che economico. Noi rilanciamo l’idea degli Stati Uniti d’Europa: è l’unica risposta che possiamo dare perché abbiamo bisogno di un’Europa in grado di poter decidere superando il diritto di veto degli stati membri e dotarsi di una politica estera e di difesa comune. È un’idea voluta e rilanciata da Emma Bonino, che oggi ritorna con forza». Per far sì che questo si realizzi, sarà importante eleggere un euro parlamentare espressione della proposta politica di +Europa (che nella circoscrizione centro vede, come big, Matteo Renzi ed Emma Bonino).
“Noi – rivendica Eligi – abbiamo fatto una scelta di campo. La distanza con certe forze politiche sovraniste e populiste che portano avanti lo slogan ‘Più Italia e meno Europa’ è abissale. Siamo lontani ad questa destra, abbiamo sempre combattuto per i diritti e per la libertà. E dobbiamo ancora oggi lottare per quei diritti che abbiamo già conquistato, per espanderli. Alle Europee o stai da una parte o dall’altra, e la politica che rivendichiamo è: meno Europa significa più Russia e più Cina”.

Perché le città metropolitane se la storia italiana non le ha prodotte, mentre l’Appennino si spopola? Perché non portare gli Uffizzi a Scarperia, e la Normale a Casciana Terma? Perché non desertificare i fondovalle, anziché intasarli con la scusa di ridurre i costi dei servizi? Perché non iniziare la guerra di liberazione dal turismo? Perché non capire che l’industria degli armamenti è molto più etica dell’industria turistica, e perché non spedirci a lavorare pizzaioli, affittacamere e magnaccia di vario profilo? Perché tanta genuflessione a evoluzioni storiche altrui? Perché non obbligare imprese e industrie con più di cento addetti a insediarsi oltre settecento metri di altitudine? Perché non rivoltare da cima a fondo come un calzino un paese di vecchi succubi e impauriti per scarsa speranza di risurrezione? Perché infine la povera Funaro s’è incappucciata la parrucca e rassomiglia a Ceccherini pur di diventare sindaco di una città metropolitana, talmente priva di identità da voler imitare Lucerna, Utrecht, Salamanca, Rotterdam, Lione e chi più ne ha più ne metta? Perché infine tanta miseria piena di quattrini?