
Vi sono stati due Haider: il primo avversato dalla sinistra come “xenofobo”, perché si batteva contro l’immigrazione selvaggia; il secondo, uscito dalla scena internazionale, divenuto perciò interlocutore accettato e rispettato da tutti gli amministratori italiani di destra e di sinistra (Friuli e Veneto in particolare).
Non applaudivo a tutti i suoi discorsi ma criticavo sicuramente gli argomenti che gli venivano usati contro dalle cupole politiche e dalla marmaglia aizzatagli contro. Un Sindaco di Venezia (quello precedente a Massimo Cacciari), portavoce di quella marmaglia, era arrivato a definirlo vergognosamente “ospite non gradito” a Venezia.
Non era certamente amato dai piani alti del potere burocratico di Bruxelles per le sue posizioni democratiche e contrarie alle tendenze centralistiche attuali dell’Europa.
Mi dispiace per sua la morte improvvisa ed imprevista: non era sicuramente il peggiore.
Se non sarò fisicamente presente ai suoi funerali, lo sarò idealmente.
A Dio, Haider.
Venezia, 10 ottobre 2008
Albert Gardin

Concordo con Puccio. M.S.
Nella nostra cultura di ben-pensanti e di condanne ” a prescidere” ,le considerazioni esposte sono atte a ricevere le critiche più svariate , e sono destinate comunque a restare fuori dl coro . Ma a mente libera non se ne può disconoscere la validità …nella speranza che passi questa epoca “di formiche “,che è il vero “vulnus” per la vita sociale e politica.