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Climatizzare le scuole, non le illusioni elettorali

L’annuncio del Comune di Milano di voler arrivare, nei prossimi anni, a climatizzare circa cento tra asili nido e scuole dell’infanzia appare come una presa d’atto tardiva di una realtà che famiglie, insegnanti ed educatori vivono ormai da anni. Dopo estati sempre più calde e aule trasformate in vere e proprie serre, scoprire nel luglio del 2026 che servono impianti di climatizzazione nelle scuole dell’infanzia non rappresenta una visione amministrativa, ma semplicemente il riconoscimento di un ritardo accumulato nel tempo. Oggi il Comune dispone di appena 25 impianti fissi, promette di aggiungerne 10 entro il 2027 e altri 15 entro il 2028, mentre continua a ricorrere a soluzioni emergenziali fatte di condizionatori portatili, ventilatori, gazebo e ombrelloni.

di Luca Rampazzo | 3 Luglio 2026

L’annuncio del Comune di Milano di voler arrivare, nei prossimi anni, a climatizzare circa cento tra asili nido e scuole dell’infanzia appare come una presa d’atto tardiva di una realtà che famiglie, insegnanti ed educatori vivono ormai da anni. Dopo estati sempre più calde e aule trasformate in vere e proprie serre, scoprire nel luglio del 2026 che servono impianti di climatizzazione nelle scuole dell’infanzia non rappresenta una visione amministrativa, ma semplicemente il riconoscimento di un ritardo accumulato nel tempo. Oggi il Comune dispone di appena 25 impianti fissi, promette di aggiungerne 10 entro il 2027 e altri 15 entro il 2028, mentre continua a ricorrere a soluzioni emergenziali fatte di condizionatori portatili, ventilatori, gazebo e ombrelloni.

Il problema, tuttavia, non è soltanto la lentezza degli interventi, ma anche la scala delle priorità politiche adottate in questi anni. Con le risorse impiegate per realizzare una sola piazza tattica si potrebbero climatizzare serenamente numerose strutture scolastiche, arrivando in molti casi a coprire il fabbisogno di una decina di scuole.

È difficile comprendere perché si sia scelto di investire milioni di euro in progetti dall’evidente valore simbolico e ideologico, mentre bambini di tre, quattro o cinque anni continuano a trascorrere giornate intere in ambienti inadeguati dal punto di vista climatico. La climatizzazione degli edifici scolastici non è un lusso, ma un investimento sulla salute, sul benessere e sulla qualità dell’apprendimento.

Ancora più sorprendente è il tempismo dell’annuncio. Interventi di questo tipo si progettano e si realizzano nei mesi autunnali e invernali, approfittando delle chiusure scolastiche e programmando per tempo adeguamenti elettrici, potenziamenti delle utenze e rifacimenti degli impianti. Comunicare a luglio che si inizierà a capire quali edifici potranno essere adeguati significa arrivare fuori tempo massimo rispetto all’emergenza in corso.

E inevitabilmente sorge il sospetto che, con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, la sinistra milanese riscopra improvvisamente temi che per anni ha trattato con diffidenza, quando non con aperta ostilità. Per lungo tempo l’aria condizionata è stata guardata con sospetto in nome di un certo ambientalismo ideologico, quasi fosse un simbolo di consumismo energetico da scoraggiare. Oggi, però, di fronte a temperature che superano regolarmente i 35 gradi in città, anche i più convinti oppositori sembrano aver cambiato idea. Peccato che, come spesso accade in campagna elettorale, il cambio di posizione arrivi soltanto quando il consenso diventa più importante della coerenza.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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