Fino a quando si discuterà dell’insostenibile situazione delle carceri e di chi, uscendone fuori, non trova occasioni per un idoneo reinserimento sociale?

In una situazione così grave per la quale varie volte il presidente Napolitano ha invitato i “responsabili” politici a promuovere riforme coraggiose affinché possa essere migliorato il sistema penitenziario italiano, finalmente avviando proposte anche innovative per risolvere le questioni relative all’universo della detenzione; in un periodo in cui l’economia nazionale ormai da troppo lungo tempo soffre e il fenomeno della disoccupazione genera criminalità, corruzione, malcostume e insicurezza sociale; in questa babele italiana regna sovrana nella politica, cioè all’interno dei partiti, la confusione delle lingue, l’orrendo silenzio dei significati, lo spegnimento della luce della Ragione. Tutto questo anche da parte di coloro che si pongono con fare arcigno e sguardo maschio, per il necessario tributo all’apparenza massmediatica, in difesa della sicurezza, promettendo misure per una più civile convivenza nel territorio e nelle città. A proposito del sistema carcerario e delle politiche per la sicurezza, leggiamo stupefatti che una cantante bresciana con il suo gruppo musicale si e’ esibita recentemente nella Casa di reclusione di Civitavecchia, nel quadro del progetto “Evasioni musicali” (sic!) voluto dalla Regione Lazio, per sostenere i detenuti e migliorare le condizioni di vita all’interno degli istituti di detenzione “specialmente nel momento estivo dove si registra un innalzamento dei disturbi di tipo depressivo e un’incidenza maggiore delle malattie psico-somatiche”. Questo e’ quanto e’ stato dichiarato al termine dell’evento musicale nell’istituto di reclusione. “Proprio per rispondere alle istanze che arrivavano da questo istituto – ha illustrato l’Assessore ai Rapporti con gli Enti Locali e alle Politiche per la Sicurezza – ho voluto esporre ai detenuti gli interventi che abbiamo approvato in sede di Giunta regionale: in particolare per le attività sportive, abbiamo finanziato la ristrutturazione del campo di calcetto. Nel portare i saluti della presidente Renata Polverini ai detenuti, ho ricordato che con la brava cantante bresciana siamo alla quarta esperienza nelle carceri del Lazio; già l’anno scorso avevo avuto il piacere di ascoltarla, ma oggi ha regalato a me e ai detenuti di Civitavecchia un concerto veramente emozionante”. Nulla da aggiungere alla canora iniziativa umanitaria dell’assessorato, anzi registriamo che, in ossequio all’imperativo della nuova politica che intende premiare merito e competenze, l’assessorato ha meritoriamente predisposto uno staff canoro di prima eccellenza: bel colpo! Vista la drammatica situazione delle carceri e della sicurezza nel territorio, c’e’ solo da domandarsi a quanto stress abbiano dovuto tutti sottoporsi per organizzare questa sorta di Cantagiro Carcerario. Nel momento in cui ci si e’ dovuti confrontare con la richiesta delle autorizzazioni al DAP, alla Direzione del carcere per organizzare il concerto, con probabili lunghe e defatiganti ore di preaudizioni del gruppo musicale: forse, anche concordando testi delle canzoni, misurare tempi, modalità d’ascolto e naturalmente, a margine, costi del gruppo canoro e dell’organizzazione tutta. E’ confortante sapere che in alto, nella politica, dove “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole…” c’e’ a chi pensa con tanta efficienza e innovativa creatività alle politiche della sicurezza, al conforto e ai diritti dei detenuti, al problema dell’affollamento delle celle, al rispetto della dignità di chi sconta la pena (magari senza colpa). In un certo senso, nelle carceri italiane, dove si suicidano detenuti e agenti di custodia, d’estate col caldo africano anche le canzonette fanno bene. Peccato che la musica sta per finire. Negli interessi degli italiani, però, e’ bene che chi ha stonato cambi mestiere. Dando luogo, per il futuro, magari ad un altro film dal titolo: “Il silenzio dei responsabili”.

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