
Recensione di Maria Rita Monaco
DIO RIDE (GOD LAUGHS)
Regia di Giovanni Veronesi
Il film nasce dalle riflessioni di Veronesi durante un incontro che Papa Francesco ebbe con alcuni cineasti, alla domanda se con Dio si potesse ridere, Francesco rispose che si può ridere con lui, basta continuare ad amarlo. Da quel momento Veronesi cominciò a pensare ad un film, ed è questo “Dio ride” il film che ha chiuso la rassegna che si tiene al Lido veneziano ogni anno.
Il film non è in concorso e francamente ci chiediamo perché, essendo poi, a mio parere., risultato il miglior film italiano presente. La rivista Sentieri Selvaggi parla di opera sincera, ma disunita. Per carità possiamo anche essere d’accordo ma se parliamo di opere disunite viste all’83esima Mostra veneziana facciamo notte!
Comunque vogliamo giudicare l’ultimo lavoro del regista pratese, dobbiamo riconoscere che è la sua fatica migliore, sincera e che bene può servire a decifrare le insicurezze, le contraddizioni e la violenza attuale.
Complici: l’accuratezza delle immagini, la fotografia di Maurizio Calvesi, l’ambientazione tra la campagna romana e Toscana, il cast di prim’ordine nel quale risaltano tutti gli attori che fanno da contorna a Favino (Frate Leopoldo) e a Orlando (Cardinale Maculani).
Gli avvenimenti datano le imprese di frate Leopoldo fra la campagna pisana senese e pistoiese, senza contare la Valle del diavolo, a sud di Larderello, davvero suggestiva.
Il dramma della fede e dell’esistenza travalica la semplice onesta vita di frate Leopoldo di Casamacchia, appellativo più che fittizio; primo perché non è mai esistita, secondo perché è lo stesso frate che se lo è dato per evidenziare come nell’epoca c’era la corsa a rincorrere i casati più nobili.
Lui di nobile ha solo l’animo e una purezza di cuore che non ha diritto di cittadinanza nell’Italia del 600.
E’ cambiato poi così tanto il mondo in cui viviamo?
Il fraticello è un figlio nato per caso da un guitto di strada della madre non ha alcun ricordo ”avrà pure avuto un nome” si rammarica il protagonista.
Gli altri Papa Innocenzo X (Carlo Cecchi), e il Cardinale Vincenzo Maculani (Silvio Orlando) sono realmente esistiti e quest’ultimo, come responsabile del Sant’Uffizio, ha un ruolo importante nell’istruzione di tanti processi ad “eretici” fra cui anche Galileo e Giordano Bruno. Il primo abiurò ma non il secondo che fu bruciato vivo in Campo de’ fiori.
“Parla dei miracoli di Dio come se fossero storie da taverna, dobbiamo fermarlo” questa l’accusa rivolta a frate Leopoldo e Roma interviene come sa, insomma si parla della pagina iniqua dei processi voluti dall’inquisizione.
“Io lo so che tu vuoi fare del bene, ma non puoi ridere di dio” afferma il Cardinale Maculani.
“Io non rido di Dio, rido con Dio” risponde il fraticello.
Un film assolutamente da vedere, un film che, presentato al festival di Lucca, nei giorni scorsi, ha fatto dire a Favino “…sono orgoglioso di aver potuto interpretare un film che mi ha fatto emozionare”.
Papa Giovanni Paolo II – che fra l’altro ha scritto un libro con lo stesso titolo del film – ha chiesto scusa per la portata violenta dei processi a marchio inquisizione, durante il Giubileo del 2000.
Maria Rita Monaco
Il film sarà nelle sale dal 29 ottobre.

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