• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Alberta resta federata: altro schiaffo a Trump

La provincia canadese dell’Alberta ha respinto un un referendum sull’indipendenza. I risultati segnano una vittoria per l’unità nazionale, in un momento in cui il Paese deve affrontare un deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti. L’emittente pubblica Cbc e la principale rete privata Ctv hanno previsto una netta vittoria del fronte federalista. Infatti, con quasi il 45% delle schede scrutinate, i dati ufficiali indicano che oltre il 76% degli elettori è favorevole alla permanenza dell’Alberta all’interno del Canada.

di Salvatore Rondello | 26 Ottobre 2026

La provincia canadese dell’Alberta ha respinto un un referendum sull’indipendenza. I risultati segnano una vittoria per l’unità nazionale, in un momento in cui il Paese deve affrontare un deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti.

L’emittente pubblica Cbc e la principale rete privata Ctv hanno previsto una netta vittoria del fronte federalista. Infatti, con quasi il 45% delle schede scrutinate, i dati ufficiali indicano che oltre il 76% degli elettori è favorevole alla permanenza dell’Alberta all’interno del Canada.

Il primo ministro Mark Carney ha accolto con favore l’esito del voto, affermando che gli abitanti dell’Alberta hanno compiuto una scelta chiara a favore dell’unità. Il premier Carney, in un messaggio sui social, ha dichiarato: “Hanno scelto l’unità, di costruire insieme e di prendersi cura gli uni degli altri”. Carney, cresciuto proprio in Alberta, aveva esortato la provincia a respingere il separatismo, sottolineando la necessità di stabilità per il Canada, alle prese con la guerra commerciale e le minacce di annessione da parte del presidente statunitense Donald Trump.

Un’atmosfera cupa ha avvolto il ristorante di Edmonton, capoluogo della provincia, dove un importante gruppo separatista seguiva lo scrutinio. Jeffrey Rath, figura di spicco del movimento separatista “Alberta Prosperity Project”, ha dichiarato ai giornalisti che la battaglia per l’indipendenza proseguirà assolutamente, nonostante il risultato del voto di lunedì.

Rath ha affermato: “Per quanto mi riguarda, abbiamo già vinto. Abbiamo dato vita a un movimento imponente in questa provincia. Abbiamo fatto conoscere agli abitanti dell’Alberta i vantaggi dell’indipendenza e continueremo ad andare avanti”.
La premier dell’Alberta, Danielle Smith, esponente conservatrice contraria all’indipendenza, ha espresso soddisfazione per il diffuso sostegno alla permanenza nel Canada.
Smith, che aveva indetto il referendum, ha osservato che una vittoria dei federalisti chiude definitivamente la questione della secessione, che aveva diviso la provincia. Thomas Lukaszuk, a capo del gruppo unionista ‘Forever Canadian’, ha commentato: “È straordinario vedere tanto entusiasmo e determinazione tra i canadesi”.

L’Alberta possiede ed è al quarto posto per riserve di petrolio al mondo, e gran parte della spinta separatista è alimentata dal risentimento per la gestione dell’industria petrolifera. Smith ha attribuito a Justin Trudeau, predecessore di Carney, la responsabilità di aver acceso il fuoco del separatismo, accusandolo di aver tentato di soffocare la produzione petrolifera per promuovere la sua agenda a favore del clima.
La spinta all’indipendenza dell’Alberta ha suscitato anche un vivo interesse da parte degli alleati di Trump. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha definito l’Alberta un ‘partner naturale’ per gli Stati Uniti.

Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo e tra i principali sostenitori di Trump, ha scritto questo mese su X: “L’Alberta dovrebbe separarsi”.
Rath, dell’Alberta Prosperity Project, ha inoltre tenuto incontri presso il Dipartimento di Stato americano, mentre i separatisti hanno ricevuto consulenze da strateghi politici repubblicani.
Da quando è entrato in carica l’anno scorso, Carney si è adoperato per migliorare le relazioni tra la provincia e Ottawa. Ha collaborato con Smith per promuovere un nuovo oleodotto destinato a esportare maggiori quantità di bitume dell’Alberta oltreoceano; un progetto che, durante il mandato di Trudeau, era considerato del tutto irrealizzabile.
Mitch Sylvestre, leader dell’Alberta Prosperity Project, ha dichiarato che, negli ultimi giorni di campagna elettorale, Carney avrebbe minacciato la provincia. Secondo Sylvestre, il messaggio di Carney ovvero che votare contro il Canada fosse pericoloso sarebbe del tutto irragionevole.

Il risultato è che i canadesi dell’Alberta hanno salvato l’unità nazionale del Canada contro qualsiasi ipotesi e spinta secessionista.
L’Unione europea farebbe bene a intensificare i rapporti economici e commerciali con il Canada rafforzando anche l’alleanza strategica ed il peso nella geopolitica.

Salvatore Rondello

L’Alberta resta federata. Altro schiaffo a Trump
Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Il Brasile al ballottaggio: quando la politica perde un dito, ma non la faccia 
  • Luca Bagatin su Tra Lula e Bolsonaro non è una sfida difficile
  • Luca Bagatin su Quando il popolo si stanca, il potere dovrebbe cominciare ad avere paura
  • Franco Guerrazzi su Sicurezza per chi? Tra decreti, manganelli e lavoratori che non ce la fanno più
  • Luca Bagatin su Jeffrey Sachs e Dario Rivolta, per un’Europa autonoma e orientata alla pace
  • Alessandra dal Verme su Jeffrey Sachs e Dario Rivolta, per un’Europa autonoma e orientata alla pace
  • Alessandra dal Verme su Jeffrey Sachs e Dario Rivolta, per un’Europa autonoma e orientata alla pace
  • Sergio Remelli su Salvini convoca gli autotrasportatori a Milano: se fosse successo al contrario, cosa sarebbe accaduto?
  • Francesco Buonomo su Melika Azizi, 18 anni e condannata a morte: dove sono le femministe e i paladini dei diritti umani?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti