
L’India ha esportato almeno 872 milioni di dollari di munizioni verso i paesi europei dall’invasione russa dell’Ucraina, con un aumento del 1600% rispetto al quadriennio precedente, secondo dati del Trade Data Monitor del ministero del Commercio indiano. Tre quarti delle spedizioni sono dirette a 13 paesi dell’Europa centro-orientale che forniscono armi all’Ucraina: in questa categoria l’India è ora il secondo fornitore dopo la Corea del Sud, risalendo dal 28° posto. Il principale motore della crescita è Munitions India, azienda statale che ha assorbito parte delle ex fabbriche di armi coloniali. Le esportazioni totali di armi indiane hanno raggiunto 4 miliardi di dollari nell’anno fiscale chiuso a marzo, 25 volte il livello di un decennio fa. L’India ha anche aumentato significativamente le forniture di componenti aeronautici a Israele. La crescita sarebbe creando tensioni con Mosca, da sempre principale fornitore di armamenti a Nuova Delhi e ancora partner privilegiato sul fronte energetico.
Corea del Nord: quasi un milione di mine al confine col Sud
Secondo stime dell’esercito sudcoreano, Pyongyang avrebbe collocato circa 960 mila mine lungo la frontiera intercoreana nell’ambito del rafforzamento delle difese avviato nell’aprile 2024. Le operazioni comprendono anche la costruzione di recinzioni di filo spinato e barriere anticarro, in linea con la politica dei “due Stati ostili” annunciata da Kim Jong-un alla fine del 2023. Le tensioni sono aumentate dopo l’esplosione di una mina lo scorso 21 settembre, che ha ferito tre militari sudcoreani. Seul attribuisce la responsabilità dell’incidente a Pyongyang, che respinge le accuse e minaccia nuove misure militari lungo il confine. Secondo alcune stime, nella zona demilitarizzata sarebbero presenti complessivamente oltre due milioni di mine.
Pechino, indagato per corruzione il vicesindaco Xia Linmao
La Commissione centrale per l’Ispezione disciplinare del Partito comunista cinese ha annunciato l’apertura di un’indagine su Xia Linmao, vice-sindaco esecutivo di Pechino e membro del Comitato permanente del Pcc nella capitale, per “gravi violazioni della disciplina e della legge”. Xia, che supervisionava la pianificazione economica, finanze, gestione delle emergenze e affari esteri del governo cittadino, è il 56° funzionario di livello centrale posto sotto indagine nel 2026. Xia ha una lunga carriera nella pianificazione urbanistica di Pechino, ha partecipato alla preparazione delle Olimpiadi del 2008 ed è stato responsabile del sub-centro amministrativo di Pechino, progetto da oltre 100 miliardi di yuan all’anno. Lo scorso 13 ottobre era stato invece messo sotto indagine l’ex sindaco di Chongqing Huang Qifan, un tempo noto come braccio destro dell’ex segretario caduto in disgrazia Bo Xilai.
Myanmar, Aung San Suu Kyi parla col figlio per la prima volta in 5 anni
Il figlio di Aung San Suu Kyi, Kim Aris, ha annunciato di aver parlato per la prima volta in oltre cinque anni con la madre, detenuta agli arresti domiciliari in una località segreta a Naypyidaw dopo un periodo di detenzione in prigione a seguito del colpo di stato del febbraio 2021. L’ex leader 81enne dovrebbe scontare in tutto 18 anni. Aris ha chiesto il suo rilascio immediato e incondizionato. La telefonata di 20 minuti, confermata anche dal portavoce del governo militare, è avvenuta dall’ambasciata del Myanmar a Londra. La mossa si inserisce in una strategia di apertura diplomatica del presidente Min Aung Hlaing, che nelle ultime settimane ha anche consegnato a Suu Kyi libri inviati da Re Carlo III.
Indonesia, frizioni sui pasti gratuiti mentre esplodono le proteste per l’inquinamento
Almeno due partiti della coalizione di governo indonesiana hanno deciso di prendere le distanze dal programma di pasti scolastici gratuiti, fiore all’occhiello della campagna elettorale di Prabowo, dopo oltre 57 mila casi di intossicazione alimentare dall’avvio nel gennaio 2025, arresti per corruzione tra i gestori del programma e un calo dell’indice di gradimento del presidente dal 81% di novembre 2025 al 44,5% di ottobre. Un terzo partito afferma di temere ripercussioni elettorali. I tre partiti rappresentano oltre un quarto della maggioranza parlamentare di Prabowo. Nel frattempo, studenti in tutto il Kalimantan e Sumatra sono scesi in piazza per chiedere al governo di rispondere degli incendi boschivi e della coltre di smog tossico che avvolge la regione. Gli incendi, i più intensi da oltre un decennio, sono aggravati dalle pratiche di slash-and-burn (il taglio e l’incendio della vegetazione per liberare terreni agricoli), effettuato in particolare per le piantagioni di palma da olio, di cui l’Indonesia è il maggiore produttore mondiale.
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