
E allora diciamola, finalmente, questa verità che vi prude in gola e che fate finta di non masticare per non guastarvi il sonno, o il pranzo, o la vostra comoda ipocrisia. Diciamola con la durezza che la storia esige e che voi, intellettuali col fardello del politicamente corretto e la spina dorsale flaccida, evitate come la peste. Israel Katz lo ha detto. Ha detto che l’Iran brucerà se oserà toccare Israele. E apriti cielo. Subito è scattato il coro delle anime belle, il sussulto dei burocrati di Bruxelles, il piagnisteo delle cancellerie occidentali che scambiano la viltà per diplomazia.
Ma quale diplomazia? Quale compromesso si può mai barattare con chi ha fatto del vostro annientamento il proprio dogma di fede?
Qui non si parla di un banale contenzioso di frontiera, di una scommessa geopolitica da consumare nei salotti felpati dell’ONU, quel gran baraccone inutile dove i carnefici siedono accanto alle vittime con la stessa impunità. Questa è una guerra esistenziale. Capite il peso della parola? Esistenziale. Significa che o sopravvivi tu, o sopravvivono loro. Non c’è una terza via, non c’è una via di mezzo per chi si trova sotto il tiro di una teocrazia fanatica, accecata da un millenarismo medievale che invoca la morte come un dovere sacro e la distruzione dell’altro come un trionfo divino.
E mentre Teheran arma i suoi sgherri, arricchisce l’uranio e pianifica l’apocalisse, l’Occidente che fa? L’Occidente guarda. L’Occidente trema. L’Occidente si volta dall’altra parte, affetto da una miopia cronica, da una cataratta morale che gli impedisce di vedere il mostro anche quando ce l’ha davanti agli occhi, pronto a sbranarlo. Siete diventati ciechi, sordi, smidollati. Pensate davvero che i fanatici si fermino davanti ai vostri sorrisi d’ordinanza, ai vostri trattati di pace che valgono meno della carta su cui sono scritti? No. I fanatici arretrano soltanto davanti alla certezza della ritorsione. Capiscono una sola lingua: quella della forza, della ferma, implacabile certezza che se colpiscono, verranno rasi al suolo.
Israele non ha il lusso della vostra cecità. Non può permettersi il vostro sonno della ragione. Lì, su quel fazzoletto di terra strappato al deserto e circondato dall’odio, la sopravvivenza non ammette sconti. La minaccia della ritorsione non è una provocazione bellicista, come amate ripetere nei vostri talk-show progressisti: è l’estremo, disperato atto di legittima difesa di chi sa che l’alternativa è il rogo. Se l’Iran brucerà, sarà solo l’effetto della sua stessa fiammata di odio. E se Israele è costretto a impugnare il ferro per non farsi scannare, lo fa anche per voi, che continuate a dormire mentre la vostra stessa libertà va all’asta.
Giuseppe Basilico

Un plauso a chi, senza tanti giri di parole, ha avuto il coraggio e la lucidità di dire come stanno le cose. Grazie.