• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

C’è grande agitazione nella scuola

La Premier ha messo le mani nella marmellata. E, questa volta, bisogna riconoscerle una certa abilità: ha toccato un nervo scoperto della scuola italiana, dicendo ad alta voce qualcosa che molti genitori pensano e che la politica, spesso, preferisce non dire. Il tema è quello degli alunni stranieri che arrivano a scuola senza conoscere sufficientemente la lingua italiana. In alcune realtà, soprattutto dove la concentrazione è molto alta, il problema esiste: se un ragazzo non comprende la lingua nella quale l’insegnante spiega matematica, storia o scienze, non può certo essere messo nelle condizioni di apprendere come gli altri.

di Angelo Santoro | 22 Settembre 2026
La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara

La Premier ha messo le mani nella marmellata. E, questa volta, bisogna riconoscerle una certa abilità: ha toccato un nervo scoperto della scuola italiana, dicendo ad alta voce qualcosa che molti genitori pensano e che la politica, spesso, preferisce non dire. Il tema è quello degli alunni stranieri che arrivano a scuola senza conoscere sufficientemente la lingua italiana. In alcune realtà, soprattutto dove la concentrazione è molto alta, il problema esiste: se un ragazzo non comprende la lingua nella quale l’insegnante spiega matematica, storia o scienze, non può certo essere messo nelle condizioni di apprendere come gli altri. E il rischio è che il ritardo di uno diventi, nella gestione quotidiana della classe, una difficoltà per tutti. Attenzione, però, a non fare confusione. Un bambino con cittadinanza straniera non è necessariamente un bambino che non parla italiano. Molti sono nati qui, frequentano la scuola italiana da sempre e parlano italiano come i loro compagni. Il problema riguarda soprattutto chi arriva più avanti nel percorso scolastico e deve imparare rapidamente la lingua. È una difficoltà concreta, che richiede strumenti concreti: corsi di italiano, insegnanti di sostegno linguistico, risorse per le scuole e una distribuzione degli alunni che eviti, dove possibile, concentrazioni difficili da gestire. Insomma, non è necessario scegliere tra l’accoglienza e il diritto all’apprendimento. Si possono difendere entrambi. Anzi, si devono difendere entrambi. Perché insegnare bene l’italiano a chi arriva da un altro Paese è il primo vero atto di integrazione che la scuola possa compiere. Diverso è il discorso dello sport, del gioco, delle attività comuni. Lì è persino auspicabile che bambini italiani e stranieri stiano insieme, imparino a conoscersi, a rispettarsi e a crescere in un ambiente nel quale le differenze non siano un ostacolo ma un’occasione. Una partita di calcio non ha bisogno del vocabolario; una lezione di matematica sì. Ed è proprio qui che la politica rischia di sbagliare bersaglio. Perché un problema concreto può essere affrontato seriamente oppure trasformato in una bandiera identitaria. La Premier ha capito che il tema può parlare a molte famiglie e lo ha portato nel dibattito politico, anche con una certa furbizia, soprattutto a ridosso della campagna elettorale. È una scelta politica legittima. Ma il punto vero è: perché ha dovuto farlo lei? Qui entra in gioco il centrosinistra. Invece di reagire indignato ogni volta che la destra affronta il tema dell’immigrazione, avrebbe potuto anticiparla. Avrebbe potuto dire: sì, il problema esiste; sì, bisogna intervenire; e lo facciamo noi, però in modo inclusivo, senza trasformare un bambino straniero nel colpevole delle difficoltà della scuola italiana. Avrebbe potuto mettere il cappello sulla sedia prima degli altri e poi invitare il Governo a votare con lui. Questa sarebbe stata politica. Non inseguire la destra sul suo terreno, ma sottrarle il monopolio della risposta. Perché c’è una parte dell’elettorato progressista che non vive nei talk show e non ragiona per categorie ideologiche. Sono genitori, insegnanti, lavoratori, piccoli imprenditori, famiglie del ceto medio impoverito. Persone che possono essere favorevoli all’integrazione e, contemporaneamente, pretendere che il figlio trovi in classe le condizioni per imparare. Persone che non vogliono essere costrette a scegliere tra solidarietà e buon funzionamento dei servizi pubblici. Se il Campo Largo continuerà a parlare soltanto a chi è già convinto, rischia di non vedere questa parte del Paese. E quando la politica non dà una risposta a una preoccupazione concreta, qualcun altro prima o poi la dà. Magari una risposta parziale, magari interessata, magari elettorale. Ma la dà. La domanda, allora, non è se la Premier abbia avuto torto a parlare della scuola. La domanda è perché il centrosinistra non abbia parlato prima e meglio della scuola. Perché alla fine il punto è proprio questo: non servono scuole separate, né bambini separati. Servono scuole capaci di insegnare l’italiano a chi non lo conosce, di garantire a tutti il diritto di imparare e, nello stesso tempo, di far giocare insieme bambini diversi. Una buona scuola non chiede da dove vieni prima di insegnarti dove puoi arrivare. E forse è proprio dalla scuola che il centrosinistra dovrebbe ricominciare a parlare a tutti.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti