• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Occidente è l’inferno dei professori disoccupati, l’Oriente è il paradiso dei maestri autonomamente produttivi

In Cina, i bambini piccoli (dai 3 ai 5 anni) imparano l’autonomia pratica svolgendo “mestieri” reali come cucinare veri pasti, accendere piccoli forni a legna, lavare i panni, fare giardinaggio, cucire e usare piccoli attrezzi da falegnameria. A differenza della nostra, (che non insegna nemmeno a fare un uovo lesso a 50 anni) la pedagogia orientale punta alla “formazione con le mani in pasta”. 
Alla “autoistruzione precoce e pratica”, per formare soggetti liberi e autonomamente produttivi.

di Franco Luceri | 19 Settembre 2026

In Cina, i bambini piccoli (dai 3 ai 5 anni) imparano l’autonomia pratica svolgendo “mestieri” reali come cucinare veri pasti, accendere piccoli forni a legna, lavare i panni, fare giardinaggio, cucire e usare piccoli attrezzi da falegnameria.

A differenza della nostra, (che non insegna nemmeno a fare un uovo lesso a 50 anni) la pedagogia orientale punta alla “formazione con le mani in pasta“. 
Alla “autoistruzione precoce e pratica“, per formare soggetti liberi e autonomamente produttivi.

Mentre l’alunno occidentale immagazzina conoscenza, riempie memorie, ma non sviluppa nemmeno tre soldi di vera intelligenza, di soluzioni pratiche, nemmeno come piantare un chiodo e appendere un quadro senza fracassare il quadro o amputarsi un dito. 
Insomma la scuola occidentale imbottisce tanto i cervelli di saperi teorici, da inibire la consapevolezza.

Ecco perché l’occidente è un concentrato di laureati disoccupati, sottoccupati o in giro per il mondo a caccia di una speranza di futuro.
Mentre l’oriente è la terra della concretezza, del pragmatismo, della migliore soluzione possibile, del lavoro e del profitto senza voli di fantasia suicidi o omicidi.

La natura ha sempre creato e continua a creare esseri umani unici e irripetibili protetti dall’indotrinamento malefico altrui. Ogni individuo ha in sé tutto ciò che serve per assorbire ed elaborare la conoscenza necessaria a nutrirsi il cervello e onestamente anche il portafoglio.

Il cervello umano attinge conoscenza da cinque vie di comunicazione diretta con il prossimo e la  SUPERPROF. NATURA, che a colpi di promozioni o bocciature obbliga tutti gli esseri viventi a sviluppare intelligenza per non morire.

In ogni essere umano, vista, udito, odorato e gusto ricevono e trasmettono H24 informazioni dall’ambiente al cervello. 
Ma il principale organo responsabile dello sviluppo intellettivo, nonché anello di comunicazione tra l’uomo e l’habitat sono LE MANI. 
Il cervello usa le mani per entrare in contatto fisico con le cose con le persone e con la natura. 
Le mani fanno sbagliano, correggono, perfezionano e mostrano al cervello quale è la soluzione onesta meno costosa e più produttiva, in quel momento, in quel luogo e con le risorse disponibili.
E il cervello prende atto che la soluzione di quel problema non è scientificamente perfetta, ma è la migliore possibile.

Bilanciando teoria e pratica la cultura orientale ha indotto sviluppo sociale ed economico ovunque. Le imprese cinesi invadono il mondo conquistano consumatori e accumulano profitti; mentre quelle occidentali non reggono alla competizione mondiale e deperiscono. 
E il calvario de l’impoverimento che parte dalle imprese, finisce per coinvolgere lavoratori dipendenti, famiglie, istituzioni e Stati. 
In Europa e in America non sono previsti aggiustamenti di rotta culturale, ma visto che l’unica pedagogia vincente nel mondo è quella orientale, gli stati indebitati qualche pensierino dovrebbero iniziare a farlo.
La Cina ha 1 miliardo 412 milioni di abitanti, e grazie alla “pedagogia con le mani in pasta” ha un debito pubblico che non arriva a 20.000 miliardi di dollari. Mentre quello degli Stati Uniti, che di abitanti ne ha 349 milioni, (oltre un miliardo in meno) supera i 40.000 miliardi.
Io non sono un addetto ai lavori intellettuali o politici e sicuramente mi sbaglio. 
Ma secondo voi: 
tra la pedagogia occidentale del “borseggio a mano libera”;
e quella orientale “delle mani in pasta”; quale è più idonea per conservare nella specie umana qualche traccia di buon senso ?
Franco Luceri

Commento del prof Carlo di Stanislao
«La mano è il prolungamento dell’intelligenza.» — Henri Focillon
Il testo di Franco Luceri colpisce perché mette il dito su una ferita che riguarda non soltanto la scuola, ma l’idea stessa di educazione. Abbiamo confuso il sapere con l’accumulo del sapere. Abbiamo riempito la memoria e, talvolta, lasciato vuota la capacità di fare. Un uomo può conoscere migliaia di definizioni e non saper affrontare un problema concreto; può possedere titoli e non possedere strumenti per stare nel mondo.
Per questo il passaggio sulle mani è forse il più importante. La mano non esegue semplicemente ciò che il cervello ha già pensato: spesso è la mano a insegnare al cervello a pensare. Tocca la materia, incontra la resistenza, commette l’errore, corregge il gesto, scopre una possibilità imprevista. È una scuola senza cattedra, nella quale la realtà è il maestro e l’esperienza è l’esame.
Qui Oriente e Occidente non dovrebbero diventare caricature contrapposte. La questione più profonda è un’altra: che cosa vogliamo formare, persone che sappiano ripetere ciò che hanno imparato o persone capaci di imparare da ciò che incontrano? La differenza è enorme.
Anche la Medicina Cinese, nella sua visione più autentica, non separa così facilmente corpo, esperienza e conoscenza. Il sapere nasce dall’interazione con il mondo, dal gesto, dalla sensibilità, dall’osservazione e dalla capacità di adattarsi alla trasformazione. Non basta conoscere la strada: bisogna saper camminare.
Forse è proprio questa la lezione più radicale delle “mani in pasta“: l’intelligenza non è soltanto ciò che sappiamo, ma ciò che siamo capaci di fare con ciò che sappiamo. E quando la mano torna a pensare, anche il cervello ricomincia ad ascoltare la realtà.

Prof. Carlo di Stanislao

Pubblicato in : Dossier

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    19 Settembre 2026 alle 11:22

    A mio avviso c’è anche un altro problema di fondo, rilevato ad esempio anche dal filosofo orwelliano francese Jean-Claude Michéa.
    La scuola in Europa occidentale ha finito per seguire il modello produttivista statunitense. L’alternanza scuola lavoro (peraltro in assenza di lavoro e soprattutto di lavoro tutelato), la cosiddetta autonomia scolastica e la necessità delle scuole di diventare dei diplomifici, in modo da attirare gli studenti, ha finito per rendere l’istruzione un optional. Inutile alla vita pratica e soprattutto in cui si impara poco o nulla.
    la scuola è diventata “facile” e ormai tutti sono laureati… senza quasi sapere niente.
    Mi sono ritrovato, io, volutamente non laureato e autodidatta, a correggere tesi di dottorato piene di errori sia grammaticali sia fattuali.
    Sarà un caso?
    Vedo poi le nuove generazioni….lasciate allo sbando tanto dai genitori quanto dallo Stato…
    Sono perplesso, ma l’Occidente è destinato a implodere anche per queste ragioni.
    Edonismo, consumismo, bambagia, hanno reso le generazioni fiacche, annoiate, deboli e violente.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti