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La geografia politica degli Usa: Europa, Mediterraneo e non solo

Muovendosi come un elefante in un negozio di cristalli, molto fragili visto il contesto, il presidente Usa Donald Trump, durante la sua visita in Irlanda ha auspicato (sarebbe una cosa “fantastica”) che l’isola irlandese torni unita. Gli “auspici” di Trump, considerati i poteri che ha, potrebbero essere pericolosi per tutti, anche i più convinti come repubblicani e nazionalisti dell’Irlanda del Nord che vorrebbero fare un referendum per unire l’isola. Va da sé che, se ultimamente c’è abbastanza tregua tra le due fazioni, le esternazioni trumpiane potrebbero alimentare il ritorno a tragiche violenze del passato.

di Vincenzo Donvito | 14 Settembre 2026

L’Irlanda del Nord all’Irlanda Eire, la Corsica all’Italia, Lampedusa alla Tunisia, alcune isole greche alla Turchia, le Falkland all’Argentina?

Muovendosi come un elefante in un negozio di cristalli, molto fragili visto il contesto, il presidente Usa Donald Trump, durante la sua visita in Irlanda ha auspicato (sarebbe una cosa “fantastica”) che l’isola irlandese torni unita. Gli “auspici” di Trump, considerati i poteri che ha, potrebbero essere pericolosi per tutti, anche i più convinti come repubblicani e nazionalisti dell’Irlanda del Nord che vorrebbero fare un referendum per unire l’isola. Va da sé che, se ultimamente c’è abbastanza tregua tra le due fazioni, le esternazioni trumpiane potrebbero alimentare il ritorno a tragiche violenze del passato.

Vedremo che accadrà.

Sono attualità quotidiana le “mire” di Trump su Groenlandia e Canada.

È bene ricordare che solo qualche settimana fa, sempre il nostro ha fatto sapere che se l’Argentina dovesse fare qualcosa per impossessarsi delle Falkland (come fatto intendere dal presidente argentino Milei, probabilmente al fine di sembrare più trumpiano di quanto già non sia) gli Usa non darebbero aiuto ai britannici per difendere quelle isole.

E sempre per inquadrare le cognizioni di geografia politica di Trump, solo qualche giorno fa l’ONU ha votato, con unico voto contrario degli Usa, per adottare una nuova mappa del mondo che rifletta le reali dimensioni dell’Africa. E finalmente correggere tutte le mappe del mondo in cui il continente africano ha dimensioni simili alla Groenlandia, sebbene sia 14 volte più grande. A proposito è bene ricordare che Trump ha rinominato il Golfo del Messico in Golfo d’America, e il lago Ontario in lago America, subito seguito in questa “rimappazione” dai suoi servi tecnologici tipo Google. E dice di fare (o ha già fatto, non abbiamo capito…) altrettanto per la striscia di mare del contesissimo stretto di Hormuz.

Noi italiani/mediterranei dovremmo fare attenzione ad un’eventuale visita di Trump in Sardegna/Italia, perché non si potrebbe escludere che il Tycoon esternalizzi l’opportunità di una unione della Corsica all’Italia che – avrà pensato il nostro – nonostante sia terra natia di Napoleone Bonaparte e la lingua ufficiale dell’isola sia il francese, è molto diffuso il corso, lingua romanza strettamente legata al toscano medievale… e poi ci sono solo 11 Km di mare (bocche di Bonifacio) tra Sardegna e Corsica… e vuoi che non si trovi qualcuno che voglia farci un ponte…

Le  esternazioni geografiche di Trump hanno la caratteristica di essere come quelle di un bimbo che guarda per la prima volta una cartina geografica. E si meraviglia a mo’ di presidente della cosiddetta maggiore potenza economica e politica del mondo (che tutto deve – secondo lui – agli Usa, pensiero infantile incluso) che, per esempio, diverse isole greche siano a poche miglia dalle coste turche e non solo non fanno parte del Paese di Erdogan, ma siano molto contente di far parte di Grecia/Ue. O che Lampedusa, a soli 100 Km dalla Tunisia e 200 da Sicilia/Italia, non sia  parte del Paese africano (non diciamolo alla Meloni, ché potrebbe cogliere la palla al balzo per prendere due piccioni con una fava: la stima di Trump ed evitare il facile approdo dei migranti sull’isola italiana). O che Gibilterra non sia spagnola, potendo mandare all’aria l’accordo Ue di soli due mesi fa con l’abolizione di controlli doganali per il passaggio della frontiera.

Un’occhiata al mappamondo ci potrebbe indurre a fare simili osservazioni per varie parti del mondo. Si pensi ai territori d’oltremare francesi (Guadalupa, Mayotte, Martinica, Guyana, a suo modo la Nuova Caledonia, etc), britannici (come l’isola di Sant’Elena, a “due passi” dall’Africa), etc.

Si tratta di capire, noi che stiamo leggendo queste righe e i decisori politici che devono affrontare le esternazioni trumpiane, se e come continuare a rapportarci con questi fenomeni del pensiero umano e il nostro maggiore – quanto più importante – alleato politico/economico.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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