
La polemica nata intorno alle dichiarazioni del sindaco di New York, Zohran Mamdani, dice molto dello stato del dibattito politico occidentale sulla guerra di Gaza. Da una parte c’è chi sostiene che il rispetto del diritto internazionale debba valere sempre, anche quando coinvolge un alleato storico come Israele. Dall’altra chi ritiene che ragioni di opportunità politica possano prevalere sulle decisioni degli organismi internazionali.
Per Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi, la risposta è netta. Mamdani, socialista e nuovo sindaco della città che ospita il Palazzo di Vetro, ha semplicemente ricordato un principio elementare: se la Corte penale internazionale emette un mandato di arresto, quel mandato va rispettato. Il diritto non può essere piegato alla convenienza diplomatica.
È su questo terreno che si è consumato lo scontro con Stefania Craxi. La presidente dei senatori di Forza Italia ha parlato di una “deriva demagogica”, sostenendo che ipotizzare l’arresto del premier israeliano Benjamin Netanyahu metterebbe a rischio la funzione stessa delle Nazioni Unite come luogo di dialogo. Una lettura che, secondo Maraio, rovescia il problema.
Il punto, osserva il leader socialista, non è mettere in discussione l’Onu, ma difendere quel sistema di regole internazionali che proprio le Nazioni Unite e gli organismi collegati hanno contribuito a costruire. A indebolire il diritto internazionale non è chi ne chiede l’applicazione, ma chi lo considera negoziabile.
In questo senso Maraio richiama anche le parole di Angelo Bonelli, che ha ricordato come Netanyahu abbia contestato ripetutamente le Nazioni Unite e ignorato numerose risoluzioni internazionali. Per il segretario di Avanti Psi, il premier israeliano è oggi responsabile di una strategia militare che ha prodotto una devastazione senza precedenti nella Striscia di Gaza e che, oltre al dramma umanitario, sta isolando sempre più Israele sul piano internazionale, compromettendone sicurezza e prospettive future.
La critica si estende anche alla politica italiana. “Stefania Craxi, invece di criticare il sindaco di New York, dovrebbe chiedere che anche il governo italiano accompagni le frasi di circostanza contro Benjamin Netanyahu con atti concreti”, afferma Maraio. Per il leader socialista non basta esprimere preoccupazione per quanto accade a Gaza: occorre tradurre quelle parole in scelte politiche coerenti. Perché, sostiene, lo sterminio di civili, donne e bambini non può più essere raccontato come un inevitabile effetto collaterale della guerra.
La vicenda Mamdani, in fondo, pone una domanda destinata a rimanere anche oltre questa polemica: il diritto internazionale è davvero universale oppure diventa facoltativo quando coinvolge i governi amici dell’Occidente? Per Avanti Psi la risposta non può che essere una. Le regole valgono per tutti oppure perdono la loro stessa ragion d’essere.
Gaetano Amatruda

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