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Un futuro per l’Italia va reinventato rovesciando l’esistente

Egregio generale Vannacci, non ho letto il suo libro, ma il titolo: “il mondo al contrario”, rispecchia le condizioni pietose in cui versano miliardi di poveri in tutti gli stati del mondo, potenze mondiali comprese. La cultura e la politica al servizio dei potenti rapaci, sta facendo girare il mondo “al contrario”, come un motore elettrico a polarità invertite,  perché solo così si possono  sfruttare miliardi di poveri lavoratori e ingrassare decine di famelici accumulatori di potere e ricchezza. Ma basta riportare le polarità, come sono state impostate dal Padreterno, per tutti gli esseri viventi che usano la forza delle braccia per procurarsi di che vivere e il più è fatto.

di Franco Luceri | 27 Giugno 2026

Egregio generale Vannacci, non ho letto il suo libro, ma il titolo: “il mondo al contrario“, rispecchia le condizioni pietose in cui versano miliardi di poveri in tutti gli stati del mondo, potenze mondiali comprese.

La cultura e la politica al servizio dei potenti rapaci, sta facendo girare il mondo “al contrario”, come un motore elettrico a polarità invertite,  perché solo così si possono  sfruttare miliardi di poveri lavoratori e ingrassare decine di famelici accumulatori di potere e ricchezza.

Ma basta riportare le polarità, come sono state impostate dal Padreterno, per tutti gli esseri viventi che usano la forza delle braccia per procurarsi di che vivere e il più è fatto. 

Rendendo autonomi tutti i soggetti che conservano in vita l’umanità producendo cibo; e dipendenti quelli che non cavano un ragno dal buco e ingrassano producendo finte soluzioni e allagamenti di parole. Così si eliminerebbe alla radice quel “disordine mondiale” che sta affliggendo da un secolo l’intera umanità.

Perché senza il cibo e le tasse dei contadini, pastori, pescatori, boscaioli e artigiani, tutti i pensatori “pseudo autonomi” del mondo tornerebbero dal Creatore in un paio di mesi di digiuno finanziario e alimentare.

E l’aforisma di Thomas Hobbes non si lascia equivocare:  “Primum vivere, deinde philosophari”.

Perciò, caro generale, io credo che invertendo le polarità, il mondo tornerebbe a girare nel senso di marcia fisiologico originario, a misura d’uomo, come conviene a tutti. Chiamando dipendenti i produttori di parole, e autonomi i lavoratori che sono obbligati a nutrire l’intera umanità, e affamano le loro famiglie, dovendo in aggiunta pagare pure le tasse a chi si ammazza di lavoro con la lingua, per fare incetta di privilegi e potere conto proprio e conto terzi.

Le variabili cultura e politica hanno avuto un accrescimento tumorale da secoli e serve solo per togliere risorse da chi lavora per la vita dell’umanità, e ingrassare chi sfrutta e uccide umanità e pianeta, per ricchezza e potere.

I potenti del mondo non proteggono l’umanità dalla fame, dalle epidemie, dalle carestie, dagli sconvolgimenti climatici, dalle dittature e dalle guerre; si limitano solo ad ubriacarli culturalmente e politicamente di parole per poterli abusare e sfruttare da animali da lavoro.

I lavoratori manuali subiscono almeno da mezzo secolo gli effetti devastanti delle guerre batteriologiche, chimiche e climatiche, economiche e finanziarie, progettate dalla cultura e legalizzate dalla politica. E smetteranno di piangere da dipendenti sfruttati, se verranno riqualificati giuridicamente soggetti autonomi di un mondo che deve tornare a girare come è stato creato da Dio e come ci ha insegnato Gesù distribuendo pani e pesci per tutti, senza assegnazioni di telefoni, automobili, aerei e yacht riservati ai potenti.

Qualunque essere umano è libero di soddisfare col proprio lavoro e denaro tutti i bisogni secondari che riesce a sognarsi di notte; ma se pretende il superfluo, mettendo a rischio l’essenziale a miliardi di poveri, va fermato con qualunque mezzo, perché i privilegi e i lussi dissennati dei potenti stanno distruggendo il futuro dell’umanità e del pianeta anche nelle democrazie dove il potere politico dovrebbero esercitarlo i poveri in quanto schiacciante maggioranza.

Non essendo politico e nemmeno politologo io non ho ricette di buona politica per nessuno.

Ma credo di sapere cosa non deve fare un politico veramente Democratico che vuole ricostruire un “FUTURO” per l’Italia.

Arraffare il superfluo facendo mancare l’essenziale a milioni di poveri: casa, famiglia, istruzione, lavoro, reddito, cibo e salute, e magari facendoli pure vergognare se si lamentano o se protestano.

Non basta tenere in buona salute il sistema Stato, per sentirsi onesti. Perché se utilizzi il potere in perfetta legalità, ma in uno Stato che asserve e sfrutta il popolo dei Lavoratori per ingrassare i ciarlatani, stai servendo una ingorda oligarchia mascherata da democratico Stato di diritto.

Che peraltro non risparmia problemi nemmeno agli oligarchi che si sbranano fra loro. 

Quando incominciano a perdere smalto, i figli li accompagnano amorevolmente dal giudice per farli dichiararli interdetti.

Oppure, quando muore un Paperone si lanciano in picchiata su un asse ereditario per accaparrarselo da lupi, a colpi di carte bollate. E non è improbabile che ci scappi pure l’omicidio.

É così che “disfunziona” il mondo al contrario: schiavizza tutti, schiavisti compresi.

Franco Luceri

Pubblicato in : Editoriale

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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