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I prezzi delle case crescono: il calo demografico è logica conseguenza

Se non ci sono case a prezzi accessibili per acquisto e, soprattutto, affitto, c’è poco da stupirsi che le italiane facciano meno figli (1,14 è il tasso, tra i più bassi al mondo) ché, altrimenti, dovrebbero sacrificare le proprie libertà personali riconsegnando al patriarcato maschile la gestione individuale, familiare, sociale ed economica delle proprie vite.

Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel primo trimestre 2026, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento, aumenta del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2025. Più del tasso  inflattivo, oggi a 3,2%.  Una conferma che tra  i tanti problemi che ci si trascina senza mai una soluzione all’altezza della domanda, è quello della casa.

di Vincenzo Donvito | 20 Giugno 2026

Se non ci sono case a prezzi accessibili per acquisto e, soprattutto, affitto, c’è poco da stupirsi che le italiane facciano meno figli (1,14 è il tasso, tra i più bassi al mondo) ché, altrimenti, dovrebbero sacrificare le proprie libertà personali riconsegnando al patriarcato maschile la gestione individuale, familiare, sociale ed economica delle proprie vite.

Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel primo trimestre 2026, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento, aumenta del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2025.

Più del tasso  inflattivo, oggi a 3,2%. 

Una conferma che tra  i tanti problemi che ci si trascina senza mai una soluzione all’altezza della domanda, è quello della casa. 

Certo, il Piano Casa potrebbe permettere a più famiglie di acquistare o affittare un’abitazione a prezzi accessibili. Ma bene che vada si parla di  aumentare del 20% la platea di famiglie in grado di accedere al mercato immobiliare, dando comunque più risalto a bonus e contributi che non a liberalizzazioni del mercato. Liberalizzazioni che non solo battono il passo per il nodo burocratico/amministrativo da sciogliere per facilitare costruzioni e ristrutturazioni, ma che devono ancora riprendersi dopo la “botta di statalismo” del 110% che ha ammazzato il mercato.

Situazione che deve anche fare i conti con le enormi difficoltà che, essenzialmente nei grandi centri urbani, sono create dai cosiddetti affitti brevi, che stanno erodendo il già scarso mercato in essere.

Le politiche per la crescita demografica in corso sono basate su bonus e dintorni. I risultati sono pessimi. Anche perché, tra le altre cose (soprattutto mercato del lavoro), si devono confrontare con il +5,2% dei prezzi del mercato immobiliare delle famiglie. Non certo uno stimolo a fare figli.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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