
Allo stato attuale e alla luce del susseguirsi di notizie e dichiarazioni, non credo di essere troppo lontano da uno scenario plausibile.
Trump sta subendo forti pressioni interne per trovare una via d’uscita dal caos in cui ha trascinato gli Stati Uniti e, con essi, buona parte dell’Occidente. È anche per questo che continua ad annunciare, a distanza di poche ore, presunti accordi che, nei fatti, non sembrano ancora esistere.
Netanyahu, di fatto, ha imboccato una strada autonoma. Israele continuerà da sola quella che considera una guerra di sopravvivenza contro il regime dei Pasdaran, indipendentemente dalle oscillazioni e dalle incertezze della politica americana.
Comunque vada a finire, questa vicenda rischia di rappresentare una delle più gravi sconfitte di pianificazione strategica della storia recente degli Stati Uniti. L’approssimazione, l’improvvisazione e l’assenza di una visione coerente mostrate da questa amministrazione hanno contribuito ad aggravare una crisi già estremamente pericolosa.
Trump, purtroppo, è il problema, non la soluzione.
Piero Terracina

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