• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

IA: perchè il futuro non è scritto in un algoritmo

IA di frontiera, la Cina spinge sull’indipendenza dei semiconduttori, l’Europa arranca tentando di costruire una terza via. Nel frattempo, i lavoratori si chiedono se l’intelligenza artificiale amplificherà o sostituirà le loro competenze, con un timore sempre più diffuso per la perdita secca di posti di lavoro. Intanto, i dati continuano a essere la nuova materia prima di un capitalismo cognitivo opaco, fatto di Big Tech oligopolistiche, ma anche di processi decentrati di formazione della conoscenza e di un protagonismo inedito di imprese innovative di minori dimensioni. È in questo scenario di accelerazione vertiginosa che Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, “Magnifica Humanitas, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Firmato il 15 maggio, 135 anni esatti dopo la “Rerum Novarum” di Leone XIII, il documento non nasconde la sua ambizione: porsi come la bussola morale della rivoluzione digitale, esattamente come l’enciclica del 1891 lo fu per la questione sociale e il lavoro. Il paragone tra le due encicliche è illuminante.

di Amedeo Lepore | 1 Giugno 2026

IA di frontiera, la Cina spinge sull’indipendenza dei semiconduttori, l’Europa arranca tentando di costruire una terza via. Nel frattempo, i lavoratori si chiedono se l’intelligenza artificiale amplificherà o sostituirà le loro competenze, con un timore sempre più diffuso per la perdita secca di posti di lavoro. Intanto, i dati continuano a essere la nuova materia prima di un capitalismo cognitivo opaco, fatto di Big Tech oligopolistiche, ma anche di processi decentrati di formazione della conoscenza e di un protagonismo inedito di imprese innovative di minori dimensioni.

È in questo scenario di accelerazione vertiginosa che Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, “Magnifica Humanitas, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Firmato il 15 maggio, 135 anni esatti dopo la “Rerum Novarum” di Leone XIII, il documento non nasconde la sua ambizione: porsi come la bussola morale della rivoluzione digitale, esattamente come l’enciclica del 1891 lo fu per la questione sociale e il lavoro. Il paragone tra le due encicliche è illuminante.

Entrambe sono nate per rispondere alle res novae, le novità del loro tempo. Entrambe si misurano con una tecnologia di valore epocale, capace, secondo la formula di Schumpeter, di una eccezionale “distruzione creatrice”: la macchina a vapore e il macchinismo industriale dell’Ottocento rispetto alle piattaforme di intelligenza artificiale attuali. Entrambe sostengono la preminenza del lavoro umano sulle logiche di puro profitto. Entrambe denunciano la concentrazione del potere: allora nell’accumulazione produttiva, oggi negli oligopoli tecnologici.

Tuttavia, le differenze sono profonde e rivelatrici. La “Rerum Novarum” affrontava una situazione materiale e un malessere concreto: salari, orari, condizioni di fabbrica, diritto di associazione. La “Magnifica Humanitas” si confronta con una crisi esistenziale e un profondo mutamento dei processi cognitivi: l’algoritmo che decide chi merita un prestito o un lavoro, la simulazione della relazione umana da parte di un chatbot, la chimera transumanista di superare il limite biologico. Leone XIII parlava ai padroni delle ferriere, Leone XIV parla ai signori degli algoritmi. E lo fa con un linguaggio inedito: rivolge una critica profonda alle pratiche di dominio e introduce il concetto di “disarmare l’IA”, proponendo di non rinunciarvi, ma di sottrarla alla logica di un antagonismo estremo, militare, economico e cognitivo.

Rifugge dalla visione della “guerra giusta”, che è tornata ad alimentare uno scenario di vasti conflitti, e riconosce senza attenuanti il ritardo storico della condanna della schiavitù, trasformando quel ricordo in un monito sulle nuove forme di subordinazione digitale.L’enciclica arriva in un momento in cui la tecnologia sta compiendo un salto ulteriore. Se l’intelligenza artificiale agentica preoccupa per la sua capacità di operare autonomamente, l’orizzonte ora si sposta verso il quantum computing. Il binomio tra IA e calcolo quantistico promette tre rivoluzioni complementari.

La possibilità di trattare un’enorme mole di dati contemporaneamente, varcando i limiti degli attuali modelli basati su bit classici. Una velocità di calcolo inaudita, che apre fronti prima inimmaginabili per scoperte scientifiche in biologia, medicina, chimica e fisica – ma anche in altri campi – dove i qubit (e domani i qudit) esploreranno soluzioni in parallelo, che con i supercomputer tradizionali potrebbero richiedere centinaia di anni. La prospettiva di un risparmio energetico netto, perché il passaggio dalla logica binaria a quella quantistica può ridurre drasticamente il consumo per operazione, affrontando uno dei problemi più urgenti dei data centers dell’intelligenza artificiale odierna.

Non c’è però nulla di deterministico in questa evoluzione. Come afferma “Magnifica Humanitas”, la tecnologia non è neutrale: incorpora i valori di chi la progetta, la finanzia, la governa. Perciò il discernimento umano rimane irrinunciabile. L’IA quantistica potrà amplificare la sorveglianza di massa o accelerare la cura del cancro, potrà concentrare il potere in poche mani o democratizzare l’accesso alla conoscenza. La differenza sta nella consapevolezza che l’essere umano deve restare al centro: non come padrone che soggioga, ma come soggetto relazionale che usa l’innovazione per espandere le proprie facoltà, senza ridursi a dato, profilo, ingranaggio.

L’enciclica, che si muove in un quadro di idee moderno e niente affatto “luddistico”, ci consegna una domanda che vale per la quantistica come per gli agenti autonomi: stiamo costruendo strumenti che aiutano l’uomo a progredire o sistemi che lo abituano a pensarsi come qualcosa da superare, quasi un reperto della storia? La risposta non è scritta negli algoritmi, ma nelle scelte – politiche, etiche, culturali ed economiche – che si stanno compiendo oggi.

E mentre la corsa tecnologica aumenta il passo, va ricordata una verità semplice e radicale: la magnificenza dell’essere umano non sta nella sua potenza di calcolo, ma nella sua capacità di percepire, valutare, emozionarsi, sbagliare e ricominciare. Nella sua natura singolare e irripetibile, in grado di tenere insieme memoria e speranza, ragione e coscienza. Nessun qubit e, nel prossimo futuro, nessun androide o replicante riuscirà agevolmente a sostituire tutto questo.

Amedeo Lepore

(da Solo Riformisti)

Pubblicato in : Editoriale

Info Amedeo Lepore

Professore Ordinario di Storia Economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, dove è titolare dei corsi di Storia Economica, di Storia dell’Impresa e della Finanza, di Evoluzione del Capitalismo, delle Tecnologie e della Finanza. È docente di Storia dell’Economia e dell’Impresa alla Luiss Guido Carli di Roma. Ha svolto insegnamenti in diverse Università italiane e straniere. È componente del Consiglio di Amministrazione e della SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno). È socio dell’Accademia Pontaniana, nella Classe di Scienze Morali. Fa parte di Comitati scientifici e di Redazione di varie riviste nazionali e internazionali. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali per la sua attività di studio e di ricerca. Ha pubblicato volumi e saggi, in Italia e all’estero, su temi riguardanti la storia economica italiana ed europea; la storia d’impresa, della contabilità e del marketing; la storia del pensiero economico. I suoi attuali ambiti di ricerca riguardano la storia dell’economia euro-atlantica, il processo di globalizzazione nei suoi vari aspetti, l’impatto sull’economia della pandemia di Covid-19, l’evoluzione dell’impresa, la storia del dualismo economico italiano. Ha svolto anche ruoli istituzionali legati alle sue competenze economiche, da ultimo come Assessore alle attività produttive della Regione Campania.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti