
Non immaginiamo quali possano essere le sanzioni ad una persona: forse gli impediranno di fumare in pubblico, ammesso che fumi, quando viene in Europa, di indossare i calzini rossi o chissà cos’altro. Cosa vuol dire davvero e soprattutto quale esempio vogliamo dare affinché gli odiosi fatti accaduti con i componenti della Flotilla non si ripetano? O per significare che è immorale, oltre che illegale, prelevare delle persone in acque internazionali per portarle in Israele e seviziarle. È dunque questo il messaggio che l’Europa vuole dare? Non quello di interrompere qualsiasi rapporto commerciale fin quando al potere in Israele verrà permesso di esibirsi nel teatro dell’orrore a figure come Ben-Gvir e Netanyahu. Nessuno in Europa dimentica, nessuno in Europa mette in dubbio quello che per anni è stato considerato un avamposto di democrazia, ma oggi, alla luce degli accadimenti dell’ultimo periodo, ci chiediamo se sia ancora così. Certo, ognuno a casa propria è libero di fare ciò che vuole, ma la libertà di un popolo finisce dove inizia quella dell’altro e i fatti recentissimi, legati all’aggressione furibonda all’Iran con la partecipazione dell’altro genio d’oltreoceano, hanno compromesso la sopravvivenza economica di noi cittadini europei, costretti a pagare due volte ciò che ieri costava la metà. Perché? Perché permettiamo a un governo, e non certo ad un intero popolo, di rapire e seviziare i ragazzi provenienti da decine di Paesi della Flotilla con una semplice azione diplomatica di richiamo e una sanzione surreale nei confronti di un ministro che ha tutte le sembianze e gli atteggiamenti di un vigliacco gerarca fascista? E soprattutto perché l’Europa continua a mostrarsi debole proprio nel momento in cui dovrebbe affermare con forza il diritto internazionale, la tutela della dignità umana e il rispetto delle regole comuni? Se le democrazie occidentali rinunciano a difendere questi principi per convenienza politica o economica, allora il rischio è che il silenzio diventi complicità e che le sanzioni simboliche si trasformino nell’ennesima beffa ai danni di chi subisce violenza e soprusi.
Angelo Santoro

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