
La situazione sanitaria periferica del nostro Paese è irritante, offensiva della nostra dignità e profondamente ipocrita. Mi riferisco alla medicina di base, una volta risorsa fondamentale per i cittadini, oggi relegata a una condizione mortificante sia per i medici sia per i pazienti. Per anni non si è provveduto alla sostituzione di quanti andavano in pensione: possibile che a nessuno sia venuto in mente di fare un semplice conto algebrico? Il risultato è che decine di migliaia di persone sono rimaste senza assistenza. O meglio, un’assistenza teoricamente esiste: una volta alla settimana nei presìdi sanitari arriva un medico generico, spesso non sempre lo stesso, che senza alcuna conoscenza della storia clinica dei pazienti li osserva distrattamente, come fossero numeri o alieni. In qualche caso dopo molte insistenze prescrive perfino un farmaco a caso. Se poi in una situazione di emergenza vai dal tuo farmacista di fiducia per acquistare – pagandolo – il medicinale che assumi da anni, lui, giustamente ligio ai regolamenti, ti chiede la prescrizione medica che ovviamente non hai, per le ragioni appena descritte. È un girone infernale al quale ci siamo quasi abituati, ma la rabbia cresce ogni giorno. Siamo esasperati tanto con chi governa quanto con chi dovrebbe amministrare la sanità locale. Con la politica mediocre e inconcludente di oggi, affidata a una classe dirigente spesso incapace e lontana dalla vita reale delle persone, le cose possono soltanto peggiorare. La politica non sa più nemmeno fare politica, perché non ha capito che i voti si conquistano prendendosi cura dei cittadini prima che diventino ricoverati. Negli ospedali, tutto sommato, cercano ancora di non farti morire; ma fuori dagli ospedali, nella quotidianità, ti lasciano solo. E intanto si continuano ad annunciare grandi opere, progetti faraonici, infrastrutture miliardarie, come se il prestigio di una nazione si misurasse soltanto dal cemento e non dalla qualità della vita delle persone. Ma se un politico è così incapace da non riuscire a garantire un medico di base ai propri cittadini, come potrà mai essere credibile quando promette di gestire il Ponte sullo Stretto di Messina o qualsiasi altra impresa gigantesca? Uno Stato serio si misura dalla cura dei servizi essenziali, non dalla propaganda.
Angelo Santoro

Lascia un commento